TEATRI: NEWS
Attenzione !!!!!!!!! stiamo cambiando un po' tutto il sito, gran parte delle date degli spettacoli stanno adesso insieme alle altre date (concerti, eventi ...) sulle nuove pagine del CALENRADIO ON LINE
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Premiazione borsa di studio "Fulvia Bardelli" Lunedì 31 Ottobre 2005 ore 21.00. Anche quest'anno l'associazione culturale "Fufa onlus", nata nel marzo 2002 per ricordare Fulvia Bardelli, per vent'anni una delle protagoniste del Teatro dell'Archivolto, ha bandito, in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo dell'Università di Genova, una borsa di studio per giovani laureati in discipline dello spettacolo. Nello scorso 6 luglio la commissione giudicatrice, formata da Giulio Bardelli, Alberto Beniscelli, Eugenio Buonaccorsi, Pietro Cheli, Giorgio Scaramuzzino, Stefano Tettamanti e Franco Vazzoler ha attribuito il premio alla dottoressa Francesca Picci per la sua tesi "Le regie pirandelliane di Anatolij Vasil'ev". Il premio verrà consegnato lunedì 31 ottobre alla sala Mercato del Teatro dell'Archivolto al termine dello spettacolo "Cosmica luna". L'incasso della serata sarà interamente devoluto all'Associazione che nel prossimo novembre bandirà il nuovo concorso per l'anno accademico 2005/2006. |
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I cittadini di Arenzano, grazie alla collaborazione tra Teatro Cargo e Comune, possono usufruire da quest’anno di sconti sugli abbonamenti e sui biglietti per la Stagione 2005-06. Il Cargo che ha sede nel Teatro del Ponente di Genova Voltri è infatti il Teatro più vicino per gli abitanti di Arenzano, che hanno sempre dimostrato attenzione e interesse per le attività del Cargo. Da quest’anno abbonarsi diventerà per loro veramente conveniente (abbonandosi ogni spettacolo costerà solo 3 euro). Questa iniziativa è stata possibile grazie al sostegno del Comune di Arenzano, sensibile e attivo nella diffusione della cultura teatrale. Genova, 18 ottobre 2005. |
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LE REGIE DI MARCO SCIACCALUGA: RASSEGNA VIDEO NEL FOYER DELLA CORTE In coincidenza con le prove e i primi giorni di rappresentazione di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, spettacolo che il 18 ottobre prossimo inaugura la stagione 2005/2006, lo Stabile di Genova propone nel foyer del Teatro della Corte-Ivo Chiesa una rassegna di otto registrazioni video di spettacoli diretti da Marco Sciaccaluga dalla fine degli anni Ottanta a oggi. S'inizia mercoledì 5 ottobre (ore 16.00) con I fisici di Friedrich Duerrenmatt (stagione 1989/1990), interpretato tra gli altri da Ferruccio De Ceresa ed Elsa Albani, per proseguire poi con Re cervo di Carlo Gozzi (venerdì 7 ottobre, ore 16.00 - stagione 1990/1991), Lapin Lapin di Coline Serreau (mercoledì 12 ottobre, ore 16.00 - stagione 1994/1995), Ivanov di Anton Cechov, con Gabriele Lavia (venerdì 14 ottobre, ore 16.00 - stagione 1995/1996), Un mese in campagna di Ivan S. Turgenev, con Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi (mercoledì 19 ottobre, ore 16.00 - stagione 1996/1997), Fedra di Jean Racine, con Mariangela Melato (venerdì 21 ottobre, ore 16.00 - stagione 1998/1999), Der Totmacher di Romuald Karmakar e Michael Farin (mercoledì 26 ottobre, ore 16.00 - stagione 2000/2001) e Un nemico del popolo di Arthur Miller da Ibsen, con Eros Pagni e Gabriele Lavia (venerdì 28 ottobre, ore 16.00 - stagione 2001/2002). Tutte le proiezioni sono a ingresso libero. Genova, 5 ottobre 2005. |
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SUCCESSO DEL TEATRO STABILE DI GENOVA AI PREMI OLIMPICI 2005 Con quattro statuette andate rispettivamente a Mariangela Melato come migliore attrice, Luca Ronconi per la regia, Gabriele Mayer per i costumi e Margherita Palli per la scenografia il Teatro Stabile di Genova ha trionfato ieri alla terza edizione dei Premi Olimpici del Teatro.In particolare i quattro riconoscimenti sono andati alla Melato per i suoi ruoli in “La centaura” e “Chi ha paura di Virginia Woolf” (portato in scena con Gabriele Lavia) , i due spettacoli che hanno rispettivamente aperto e chiuso la passata stagione del Teatro Stabile. Per “La centaura” i giurati hanno voluto premiare la fantasiosa lettura del regista Luca Ronconi; gli originali costumi metà umani e metà equini di Gabriele Mayer e le preziose scene di Margherita Palli. E’ stata quindi premiata la coraggiosa scelta del Teatro Stabile di Genova, rappresentato in platea dal direttore Carlo Repetti, di puntare su un repertorio non convenzionale come il testo del drammaturgo e attor comico barocco Giovan Battista Alberti. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore Carlo Repetti per i risultati per cui il Teatro di Genova è stato lo Stabile italiano più premiato. Ma già nell’elenco dei finalisti il Teatro Stabile si presentava con ben otto nominations: quelle di Marco Sciaccaluga per “L’illusione comica”, Eros Pagni per “L’alchimista” e “L’illusione comica” e Gian Luca Gobbi per “Il tenente di Inishmore”, Ed è un fortunato momento per il Teatro di Genova perchè è di questi giorni l’assegnazione del premio Pitagora a Luca Viganò per “Galois” , allestimento della scorsa stagione che sarà ripreso quest’anno nell’ambito del Festival della Scienza. La cerimonia, al Teatro Olimpico di Vicenza, è stata una vera festa per il teatro italiano offuscata solo dalle fondate preoccupazioni per i nuovi tagli al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. Il settore ha ormai risorse al lumicino. e non sono bastate le rassicurazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, presente alla premiazione, a tranquillizzare i presenti. Genova, 1 ottobre 2005. |
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Un altro riconoscimento al Teatro Stabile di Genova «GALOIS» DI LUCA VIGANÒ VINCE IL «PREMIO PITAGORA» Galois di Luca Viganò prodotto dal Teatro Stabile di Genova ha vinto il Premio Pitagora come migliore evento mediatico per la divulgazione della matematica. Il Premio Pitagora, giunto alla seconda edizione, è considerato uno dei più ambiti tra quanti attribuiti al sapere scientifico. Quest'anno la giuria ha assegnato il Premio internazionale al fisico americano Edward Witten e quattro premi speciali rispettivamente a Luca Viganò per il testo teatrale "Galois", a Keith Devlin per il libro "I problemi del millennio", alla rivista della Bocconi "Lettera matematica" e al sito internet "Polimat". Dedicato alla vita del grande matematico francese Evariste Galois, morto in duello a soli vent'anni, il testo di Luca Viganò è stato messo in scena nella scorsa stagione dal Teatro Stabile di Genova e verrà riproposto quest'anno nell'ambito del Festival della Scienza dal 30 ottobre al 4 novembre. La regia è di Marco Sciaccaluga per l'interpretazione di Massimo Mesciulam, Matteo Alfonso, Massimo Cagnina, Luca Giordana, Flavio Parenti, Giulia Ragni e Pietro Tammaro.La giuria del Premio Pitagora è composta dai professori Jacques Guenot, Claudio Bartocci, Gabriele Lolli, Andrea La Forgia, Piergiorgio Odifreddi, Carlo Bernardini, Michelis Anoussis. [Settembre 2005]. |
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TORNA IN VITA IL TEATRO “SALVINI” DI PIEVE DI TECO: IL SECONDO PIU’ PICCOLO TEATRO D’ITALIA Abbandonato e semi distrutto da più di cinquant’anni, torna a nuova vita uno dei più piccoli e belli fra i teatri d’Italia: si tratta del Teatro Salvini di Pieve di Teco (IM) che vedrà una doppia inaugurazione, il 17 e 18 settembre prossimo, e che il 23 e 24 settembre vedrà il primo di una serie di spettacoli che ne costituiranno la stagione a partire dal 2005 (cfr. il programma dettagliato delle serate al fondo del presente comunicato) . La notizia della riapertura di un teatro è certamente in controtendenza rispetto alla norma: in un periodo in cui i teatri faticano a sopravvivere, chiudono o vengono trasformati in megastore, negozi ecc., il recupero, ad opera della Provincia di Imperia che è anche proprietaria dell’immobile e della Fondazione CARIGE che ne ha finanziato il restauro, di un teatro-bomboniera in un piccolo paese dell’entroterra dell’estremo ponente ligure è certamente una novità che mette gioia e fa ben sperare sul futuro – anche in luoghi non centralissimi- di un’arte che accompagna l’uomo da sempre. Una notizia che rende inoltre giustizia ad una storica attitudine di Pieve di Teco come centro di attività artistiche e teatrali: le prime informazioni sulla propensione di questa cittadina a ospitare e a realizzare spettacoli teatrali messi in scena sia da compagnie locali e dialettali sia da compagnie professionali di giro risalgono ai primi anni del 1700. Alcune testimonianze storiche infatti definiscono gli abitanti di Pieve di Teco “molto inclinati e molto amanti della musica e del teatro”. Non stupisce quindi che dopo una serie di traversie -dal dopoguerra ad oggi- il rinato Teatro Salvini si proponga di essere un punto di riferimento per una porzione di territorio che continua a essere estremamente attivo e desideroso di cultura, arte e spettacolo. E’ interessante poi notare che l’inaugurazione del Teatro Salvini rappresenta un segno diverso anche rispetto all’utilizzo delle risorse: in un periodo in cui si tende a concentrare e a accentrare nelle grandi città le occasioni di svago e di scambio culturale, il ricupero di un piccolo teatro posto nell’entroterra rappresenta anche la volontà di contribuire a rivitalizzare il capitale sociale, culturale, turistico e naturalistico di zone che hanno negli ultimi decenni un po’ patito il confronto con la zona costiera. Il Teatro Salvini è una sala atipica e bellissima soprattutto per le piccolissime dimensioni e per la grazia strutturale di chiaro impianto tipicamente sei-settecentesco a ferro di cavallo; 43 metri quadrati di palcoscenico, 90 posti tra la platea e i 16 palchetti su due ordini sono le note tecniche del Salvini, una sala che proprio grazie alle ridotte dimensioni attira da sempre visitatori italiani e stranieri incuriositi dalla particolarità dell’impianto e dalle misure mignon di questo teatrino che vanta però una lunga e illustre storia di attività artistica a partire dal 1834, anno in cui fu edificato. Nel corso del restauro, all’interno dei camerini posti sotto il palcoscenico, oltre a pitture e decorazioni di grande bellezza è stato ritrovato l’autografo di un grande del teatro ligure e italiano: Gilberto Govi che vi recitò più volte (prova ne è anche una locandina ritrovata nel corso dei lavori), a testimonianza del genere di frequentazioni avute nella “bomboniera” di Pieve di Teco. Pur di dimensioni così ridotte il Teatro Salvini si candida ad ospitare non solo monologhi, ma anche incontri, conferenze e concerti solistici o da camera grazie anche all’ottima acustica che il restauro, effettuato da ebanisti specializzati sotto la supervisione della progettista, l’architetto Maria Carmen Lanteri, ha restituito alla sala. Un piccolo teatro per una grande occasione: il rilancio di una frazione di entroterra fra i più belli dell’intera Liguria. Programma serate d'inaugurazione (spettacoli riservati ad invito) 17 settembre 2004, ore 18.00 - Ad invito: RECITAL con Arnoldo Foà. Un recital di testi teatrali, da Shakespeare a Plauto, da Ruzzante a Calderon de la Barca, attraverso la voce e l’interpretazione di uno dei decani del teatro italiano 18 settembre 2004, ore 18.00 – ore 21. 00 – Ad invito: NORD E SUD, di Gianfranco Jannuzzo e Renzino Barbera, con Gianfranco Jannuzzo. NORD E SUD ovvero il confronto e la convivenza –pacifica- di italiani diversi, di dialetti diversi. Ho sempre pensato che il dialetto abbia, per la sua naturale immediatezza, spontaneità ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria e che riveli, quasi sempre, il carattere, I'intima indole di chi lo adopera Veneto, Calabrese, Ligure o Campano che sia. L'intento è quello di scherzare, esorcizzandoli, sui difetti di noi meridionali: indolenti, pigri, fatalisti, sognatori; contrapposti per tradizione ai nordici: efficienti, lavoratori, produttivi, pragmatici. Vorrei dimostrare, senza offesa per nessuno, l'appartenenza all'unico ceppo: quello italico la cui massima espressione, la "parola", fu tanto cara al “vostro” Manzoni, al “nostro” Pirandello e al Petrarca di tutti. Ebbene io credo che la capacità che abbiamo- noi Italiani - di ridere di noi stessi, dei nostri tic, delle nostre imperfezioni, ci dia la possibilità di ridere, quando si allude a divisioni o secessioni, anche di questo. Gianfranco Jannuzzo 23 e 24 settembre 2004, ore 21.00 – Ad invito: IL RE DEGLI INTERSTIZI, con Alessandro Preziosi e con Mariapia De Vito – voce, Rita Marcotulli – piano, note e adattamento di Tommaso Mattei, traduzione di Tommaso Mattei e Francesco De Simone. Il re degli interstizi è un percorso all'interno dell’attività poetica di Pessoa che muove dall'interesse del poeta per l'occultismo, la stesura delle poesie esoteriche, il fenomeno dell'eteronimia come scrittura automatica-mediatica (attività intensificatasi soprattutto nel triennio dal '30 al '33 e culminata nella scrittura del poemetto esoterico e patriottico “Messaggio”) fino al completamento, poco prima della morte, della Tragedia soggettiva "Fausto Primeiro", opera complessa e travagliata a cui Pessoa aveva atteso per tutta la vita. Il ciclo prende il titolo da una poesia "esoterica" del 1917. Il re degli interstizi si articola su tre piani: le poesie esoteriche ortonime, brani estratti del Faust, brani di poesie e note eteronime (Bernardo Soares, Alvaro De Campos,...) secondo un percorso di approfondimento soprattutto dei temi della abdicazione e dell'iniziazione (temi centrali anche del Faust) e al formarsi ed articolarsi del fenomeno degli eteronimi. L'apporto musicale ha un valore centrale nel ritmo drammaturgico, non essendo intesa come mero accompagnamento , ma come interazione o secondo un termine caro allo stesso Pessoa di "intersezione". L'intento è di creare una vera e propria "suite" , dedicata al poeta portoghese, e incentrata sulla costruzione di una scena, paesaggio sonoro al testo. La scelta dei testi e la loro composizione hanno lo scopo di mostrarci il poeta "auto-iniziato" Pessoa, guidato da una volontà ultraterrena e quasi (e per sua stessa ammissione) "costretto" da questa stessa misteriosa forza a scrivere nel moltiplicarsi di voci degli eteronimi e addirittura a troncare la relazione con la fidanzata e che nel frattempo comincia ad "identificarsi" sempre più con il mago taumaturgo Faust, con lo scienziato alchimista tutto assorto nella comprensione del Mistero della Vita. [Settembre 2004]. |
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