Stagione 2007/2008
approfondimenti sugli spettacoli teatrali del mese di Novembre 2007
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Teatro della Corte - “Questo Buoi Feroce” - Pippo del Bono |
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Al teatro della Corte di Genova è andato in scena l’ultima creazione dell’autore, attore e regista savonese Pippo Del Bono “Questo Buio Feroce” tratto dal romanzo dell’americano Harold Brodkey. Del Bono ha scoperto questo romanzo per caso, durante un viaggio in Birmania, nello scaffale della libreria di un suo amico. Il romanziere americano narra “la storia della sua morte” avvenuta nel 1996 a causa dell’aids. Pippo Del Bono lo mette in scena e la sua “creazione” e’ un altro pugno allo stomaco con la forza prorompente di un grido che non esce soffocato ma ha un grande impatto emozionale per chiunque sia seduto in poltrona. Anche per chi non ha mai visto uno suo spettacolo. Attraverso personalissima ricostruzione scenica, che non si affida mai ad un vero copione prestabilito, fatta di forti immagini visive aiutate da una compagnia di attori sicuramente “non sui-generis” ma con una forza indescrivibile di energia e passione. Tutto, dalla scena della tortura, un uomo appeso braccia e gambe senza che nessuno lo tocchi ci riporta addosso il brivido e l’orrore di chi sta per morire, alla scena finale della morte, dove lo stesso Brodkey impersonato da Del Bono, è guardato a vista dal suo folto e nutrito gruppo di attori vestito “a lutto” con facce digrignanti di orrore, gli si avvicina passo passo senza mai raggiungerlo, anzi tenendolo a distanza come se il suo sopraggiungere e donargli finalmente la Pace Eterna a dispetto del dolore, sia una conquista. Pippo dice che non potrebbe mai fare uno spettacolo che non sia inerente alla sua vita… Con questo spettacolo ritrova il suo viaggio, la sua storia. Lui che con la morte dice di trovare una coscienza profonda dello stesso vivere. Ma qual’ è la vera forza di Pippo? Sostanzialmente credo sia l’unita’ di un gruppo teatrale che mescola la propria diversità, che poi diversità non lo è. Da Bobo’ a Nelson La riccia, trovati per strada o in ospedali psichiatrici, da altri corpi altissimi o magrissimi, Del Bono trova il suo “male di vivere”. Credetemi.. è un complimento! Il suo male di vivere che gli ridona la lucida gioia di esprimere la bellezza di un corpo di un suono di una smorfia, che attraverso lui passa e si distribuisce come sangue alle vene, ai suoi attori che, credo a ben ragione, siano il suo riflesso, le mille facce di questo eclettico e originale uomo di teatro. La tragedia che ben sa raccontare non fa uscire dal teatro con una tristezza nel cuore. Anzi, tutt’altro. Da’ la forza di sapere che la vita esiste e chi e’ in vita è una persona fortunata. Il teatro è e restera’ sempre VITA. E se ci continueranno ad essere autori del genere resterà sempre Vivo. Una citazione infine alle musiche toccanti in ogni loro punto. Da “my way” cantata dal vivo da un uomo in mutande ad Aznavour, citando anche Joan Baez. (FLP). |
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