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Stagione 2007/2008

approfondimenti sugli spettacoli teatrali del mese di Gennaio

RICCARDO III - Teatro Duse - fino al 20 Gennaio

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RICCARDO III. Jurij Ferrini torna a Genova, dove è artisticamente nato, con il dramma storico “Riccardo III” di William Shakespeare e prodotto dal suo U.R.T.Il tragico dramma che narra le ultime vicende della Guerra delle Due Rose (1455-1485) narra che il deforme Riccardo convinse il re Edoardo IV che il loro fratello Clarence fosse un traditore. Lo fa assassinare in carcere e conquista anche il cuore di Lady Anna,vedova di Clarence erede al trono. Mentre re Edoardo, gravemente malato, muore, Riccardo continua tra atrocità e sotterfugi a scalare il successo facendo assassinare chi gli si oppone. I Pari, mossi a ribellione con il benestare della regina Elisabetta, vedova di Edoardo, mettono fine alla tirannia di Riccardo e incoronando il giovane Richmond con il nome di Enrico VII TUDOR mettono la parola fine alle diatribe tra le casate di York e Lancaster. Un aula di una scuola, una lavagna dove e’ segnato un albero genealogico della casa reale inglese, alcuni banchi, una cattedra. Questo è lo spazio scenico dove si svolge il tutto. Il “disabile moderno” come Ferrini definisce il “suo” Riccardo di York è posto su una realtà differente rispetto a tutti gli altri. Potrà cosi’ decidere l’intera sorte dell’amata Inghilterra, anche se non sembra amarla molto comportandosi da tiranno assetato di sangue. E’ un uomo dalla grande intelligenza,affascinate, mentitore e autocommiseratore. Grazie a queste capacità conquista addirittura il cuore di Lady Anna, la quale prima gli sputa in faccia, poi lo aiuta a risedersi sulla sedia a rotelle dopo che lui stesso gli si getto’ ai piedi implorandole di conficcargli la spada nel cuore.Ma e’ anche impotente e conscio che la sua deformità sarà il suo vero nemico quando ormai a terra, nella battaglia finale, dirà la celebre battuta, in questa riedizione scritta rosso sangue sulla lavagna, IL MIO REGNO PER UN CAVALLO, simbolo di ostinazione caparbia verso se stesso, verso la sua deformità, imprigionandolo per sempre. Al Duse fino al 20 gennaio. Fabrizio Lo Presti

L’AGENTE SEGRETO - al Teatro della CORTE - fino al 3 febbraio

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L’AGENTE SEGRETO di Joseph Conrad. Dopo quattordici anni dalla pubblicazione del romanzo “L’agente segreto”(1907), che prendeva spunto dalla cronaca di un misterioso attentato all’osservatorio astronomico di Greenwich, l’autore ne rielaboro’ il soggetto i due adattamenti teatrali. Il primo in quattro atti del 1921 e infine in tre nel1923.La versione i tre atti venne messa in scena a Londra, poi il buio.Il Teatro Stabile di Genova e’ il primo a riportare sulle scene, e primo in Italia. Il testo nella nuova versione italiana di Giuliana Manganelli e con la regia di Marco Sciaccaluga il quale si “ritaglia” una parte per se’, racconta di una spia pagata dall’ambasciata di un paese straniero, non si sa quale, che gestisce un piccolo negozio insieme alla moglie Zinnie. Verloc, questo il suo nome, uomo veramente senza spina dorsale, viene incaricato di organizzare un atto terroristico plateale. La scelta cade sull’osservatorio di Greenwich e insieme al giovane cognato, un ragazzo mentalmente debole, si reca sul posto per piazzare la bomba. Ma a saltare in aria facendo fallire l’attentato non è Verloc ma bensi’ il giovane cognato Stevie (Vito Saccinto). La polizia arriverà agli esecutori grazie ad un fazzoletto cucito nell’interno del soprabito del giovane, null’altro che un memorandum con l’indirizzo di casa scritto dalla sorella (Alice Arcuri), affinché qualcuno lo riportasse a casa casomai si fosse smarrito. Scoperto il tutto Winnie Verloc mossa da pazzia per la perdita dell’amato fratello a causa del marito uccide quest’ultimo. La scena e’ un enorme scatola cinese dove grazie a pannelli che si aprono e chiudono pezzi di vita (il negozio, l’obitorio, una tribuna di un campo da tennis) scorrono cadenzati da un ticchettio inquietante, un passare del tempo lento e angoscioso che porta via via a tessere trame articolate in un susseguirsi di avvenimenti e di strategie investigative. Il tutto attraverso una girandola di personaggi come “il professore” (Aleksandar Cvjetkovic) venditore e confezionatore di esplosivo, l’ispettore Heat(Federico Vanni), Ossipon (Nicola Pannelli) e l’ambasciatore(Alberto Giusta).Infine citare Verloc(Gianluca Gobbi) che nella sua interpretazione ha saputo giocare con un personaggio donandogli una personale visione e una fisicità, oltre che una voce, che rende credibile il temperamento di un uomo ormai finito e ridotto psicologicamente all’ombra di se stesso. Scene di Valeria Manari, musiche di Andrea Nicolini e luci di Sandro Sussi. In scena al Teatro della Corte fino al 3 febbraio. Fabrizio Lo Presti

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