S.O.S. Animali - ARCHIVIO
DOMENICA
18 Gennaio presso la BASILICA di NOSTRA SIGNORA della MISERICORDIA al
SANTUARIO di SAVONA, la seconda BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI,
organizzata dai Volontari dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI, in
occasione della ricorrenza di Sant'Antonio Abate, protettore degli
animali. Al rito, che avrà inizio alle ore 16 e sarà
officiato dal Rettore del Santuario Don Giovanni PERATA, saranno
ammessi animali di qualsiasi specie, taglia, forma e dimensione,
domestici, d'allevamento e selvatici. La funzione sarà animata
dai canti del coro femminile LA GINESTRA ed accompagnata dalla
lettura di un salmo sulla natura scelto da Don PERATA. La
manifestazione ha origini antichissime e a Savona se ne ha notizia
fin dal secolo XIII°, mentre l'ultima benedizione è
avvenuta nel 1939, presso la chiesa di Corso Veneto alle Fornaci, ora
in rovina, dedicata al Santo. Mentre un tempo vi affluivano
soprattutto animali d'allevamento e da cortile, ora saranno presenti
in maggioranza cani, gatti ed uccelli da compagnia, anche se, data la
posizione della Basilica nell'entroterra savonese popolato da molte
fattorie e cascine, è sicuramente prevista la partecipazione
di cavalli, mucche e pecore; l'ENPA ha voluto rispettare la
tradizione e a tutti i partecipanti sarà distribuito un
piccolo panino benedetto, proprio come accadeva in passato. Saranno
inoltre benedetti alcuni cani del rifugio di Cadibona, gatti dei
cortili savonesi ed esemplari feriti di fauna selvatica, in
rappresentanza dei circa mille animali in difficoltà che
l'ENPA soccorre ogni anno.
Almeno
cento imbarcazioni vengono autorizzate ogni anno, per almeno due
mesi, a pescare i bianchetti (novellame) nel Mar LIGURE;
un chilogrammo di questi piccolissimi e giovani pesci pescati oggi,
NON diventeranno domani almeno 500 chilogrammi di animali adulti.
Secondo la FAO il pesce catturato nel mondo dalla pesca professionale
è salito dai 17 milioni di tonnellate del 1950 ai 90 del 1995.
E malgrado le flotte di pescherecci siano decuplicate, il pescato è
da allora costantemente diminuito e costituito da esemplari (di ogni
specie) sempre più piccoli, squali compresi; senza contare
almeno altre 30 milioni di tonnellate di pesci non commestibili
(bycatch) che vengono ributtati in mare ormai morti. Eppure i
pescatori chiedono di pescare ancora di più. La COMUNITA'
EUROPEA sta saggiamente tentando di indurre gli Stati membri a
ridurre drasticamente l'attività di prelievo nelle basse fasce
costiere ricche di posidonie (autentiche nursery dell'ittiofauna) e
proibire quindi la pesca entro le tre miglia e, soprattutto, quella
dei bianchetti; doveva avvenire nel 1999 ma trova l'insormontabile
opposizione proprio delle marinerie locali, che per il sesto anno,
speriamo sia l'ultimo, sono riuscite ad ottenere una deroga, per
opera dei parlamentari europei loro amici. Eppure il Worldwatch
Institute avverte che il 60% delle specie ittiche sono sovrapescate,
il tonno mediterraneo addirittura del 25%; a seguito di
comportamenti analoghi ai nostri pescatori, negli scorsi anni sono
improvvisamente spariti il merluzzo canadese e l'acciuga
peruviana, riducendo sul lastrico intere generazioni di pescatori. Si
vede che in Italia "Historia non docet". Ed il MEDITERRANEO
diventa, ogni giorno di più, un DESERTO. Visto che il
Ministero delle Politiche Agricole ed i pescatori non vogliono capire
la situazione, ci rivolgiamo direttamente ai consumatori: fatelo per
i vostri figli, non mangiate bianchetti.
Dura
protesta dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI di SAVONA contro la
PROVINCIA per la proroga della caccia al cinghiale.L'AMMINISTRAZIONE
PROVINVIALE savonese, unica in LIGURIA, ha deciso di consentirne gli
abbattimenti fino al 31 gennaio, in palese contrasto con la legge
quadro nazionale, che ne prevede la caccia per soli tre mesi
all'anno, ormai ampiamente trascorsi.In gennaio inoltre quasi tutte
le femmine sono in stato di avanzata gravidanza e la loro uccisione
diviene quindi particolarmente odiosa e, a parere degli animalisti,
rilevante anche sotto il profilo del reato di maltrattamento di
animali, trasformando i boschi in autentici macelli a cielo aperto.
Di fronte all'insensibilità della Giunta GARASSINI, l'ENPA
rivolge quindi direttamente un appello ai cacciatori, invitandoli a
riporre il fucile. Purtroppo analoga norma era stata approvata anche
lo scorso anno ed a nulla erano valse le proteste dell'associazione
che, per poter far valere le ragioni del diritto e del cuore,
dovrebbe ricorrere al TAR, con una spesa insostenibile per un ente
privo di sovvenzioni pubbliche. A chi chiede che si continui a
sparare ancora ai cinghiali, perché arrecano danni alle
colture, l'ENPA ricorda che, per controllare le specie selvatiche in
presunto sovrannumero, il fucile non risolve i problemi ma li
esaspera; proprio l'emergenza "cinghiali" lo dimostra:
dagli anni '80 sono stati fatti moltiplicare liberando capi
acquistati dai cacciatori, con lo scopo di avere sempre prede
abbondanti, pur coscienti dei danni che avrebbero arrecato ai
contadini. E le soluzioni alternative proposte non vengono neppure
esaminate e provate. [09 Gennaio 2004]
E'
uscito nelle sale cinematografiche liguri "ALLA RICERCA DI
NEMO", l'atteso film di animazione di Natale co-prodotto da
Disney e Pixar Animation Studio. Il film, che racconta la storia del
coloratissimo pesce pagliaccio Nemo, catturato dal retino di un
dentista, negli STATI UNITI ha già battuto il record di
incassi al botteghino detenuto da "Il re leone". Ma "Alla
ricerca di Nemo" rischia di battere un altro record: quello
della vendita e, successivamente, dell'abbandono di pesci tropicali
da acquario. Negli USA e in GRAN BRETAGNA c'è stato un aumento
del 60% delle vendite di pesci pagliaccio. Nell'arcipelago di
VANUATU, nel Pacifico meridionale, si sta verificando una vera e
propria razzia: nei banchi corallini vengono catturati milioni di
esemplari di pesci simili al protagonista del film di Disney. Nemo,
"recluso" in un acquario, sogna la libertà; la
realtà, invece, ci presenta spregiudicati commercianti i
quali, pur di speculare, stanno togliendo la libertà a milioni
di pesci tropicali. Negli Usa e in Gran Bretagna, genitori troppo
superficiali, dopo aver accontentato i figlioletti, hanno abbandonato
i pesci pagliaccio nello scarico: di fronte alla difficoltà di
prendersi cura quotidianamente dei pesci acquistati, qualche genitore
ha convinto i figli ad abbandonare i piccoli "Nemo" nello
scarico per restituire loro la libertà. L'ENPA invita tutti i
genitori italiani a non acquistare i pesci pagliaccio e ad insegnare
invece ai propri figli l'amore responsabile per gli animali e il
rispetto della loro dignità, rifiutando ogni logica
speculativa e commerciale sulla pelle degli animali. Lasciate che
Nemo sia una bella favola di Natale senza trasformarla in un delitto:
quello della morte o della reclusione in un acquario di milioni di
pesci pagliaccio. [09 Gennaio 2004]
