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SALUTE E BENESSERE


Doppia festa per i bimbi del Gaslini: venerdì 15 aprile 2005 Beppe Tenti, “patron” della famosa “Spedizione Overland”, sarà all’Ospedale pediatrico genovese, per mostrare ai bambini ricoverati il camion di Overland e i filmati delle numerose spedizioni effettuate in giro per il mondo. Insieme a Beppe Tenti ci sarà anche Jonathan, il vincitore della quinta edizione del “Grande Fratello”, che farà visita ai bimbi ricoverati.“Giro Giro Mondo” è il titolo dell’iniziativa che vedrà protagonisti, il prossimo venerdì 15 aprile, i bambini ricoverati presso l’Istituto scientifico pediatrico Gaslini di Genova. “E’ un momento di “amnesia indotta - spiega il prof. Pierluigi Bruschettini pediatra del Gaslini e promotore dell’iniziativa - con nessun risvolto terapeutico, ma di grande importanza dal punto di vista psicologico, sia per i bambini, sia per i familiari, che per qualche ora potranno distrarre la mente dai soliti pensieri e dalle preoccupazioni”.A donare questi momenti di spensieratezza saranno Beppe Tenti, patron di un’iniziativa che, qualche anno fa, ebbe grande successo di pubblico televisivo: “Overland” e Jonathan Kashanian, vincitore dell’ultima edizione del “Grande Fratello”, molto atteso dai bambini ricoverati. Patrocinatori dell’iniziativa sono tre onlus: “Gaslini Band Band”, Fondazione “Ernesto Fridosio”, “ISIONLUS- Imprenditori Solidali Italiani”. I duecento i pazienti, di diverse età, che verranno coinvolti, riceveranno inoltre in dono libri magici, posters, calendari e lamin card offerti dalla Edibas di Torino. Il programma prevede l’arrivo del camion Overland intorno alle ore 14.00 davanti al padiglione 16, dove stazionerà per tutta la giornata, permettendo ai piccoli che possono uscire all’aperto di visitarlo, immedesimandosi nei componenti del team di Overland e nelle loro esperienze vissute attraverso una novantina di paesi. Alle ore 15.00 ci sarà il saluto di Jonathan ai bambini nell’Aula Magna dell’ospedale pediatrico, in seguito Jonathan visiterà i bambini ricoverati che non possono lasciare i loro reparti, mentre Beppe Tenti in Aula Magna commenterà alcuni spezzoni di filmati delle avventure vissute in quasi 200 mila chilometri attraverso i cinque continenti.

Si è svolto giovedì pomeriggio il Workshop “Simulazione medica avanzata in pediatria”, durante il quale è stato presentato, per la prima volta in Europa, il più avanzato simulatore pediatrico attualmente progettato e, per qualche mese, non ancora disponibile sul mercato: il Simbaby prodotto dalla novegese Laerdal. Anche la pediatria si avvantaggia di un simulatore paziente pediatrico multiparametrico: da oggi è possibile, come per la simulazione adulta, preparare programmi formativi per pediatri impegnati nei diversi settori clinici: dalla rianimazione alla cardiologia, dalla pneumologia alla neonatologia fino all’emergenza intra ed extra ospedaliera. La novità rispetto ai sistemi formativi del passato è nella applicazione di tecniche e procedure basate su una metodologia didattica già adottata largamente negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei. Si tratta del Crisis Resource Management, l’acronimo che racchiude i punti chiave per affrontare metodologicamente in modo corretto la gestione di un intervento critico in pediatria. Il simulatore pediatrico Simbaby si sostituisce ad un bambino di circa 8 mesi che può essere programmato per presentare i sintomi di un’ampia varietà di patologie: il simulatore è infatti in grado, ad esempio, di tossire, lamentarsi, diventare cianotico, avere convulsioni. Il simulatore, che ha l’aspetto di un manichino, ma in realtà è un sofisticatissimo computer in grado di muoversi e modificare il proprio aspetto, può visitato, auscultato con suoni respiratori e cardiaci, inoltre è possibile iniettare i farmaci per via venosa o intraossea, valutandone al monitor gli effetti legati alla terapia. Questo avanzatissimo simulatore è in grado di far simulare manovre invasive nella gestione delle vie aeree, di subire la defibrillazione, il monitoraggio dei parametri vitali, il drenaggio toracico e la decompressione del pneumotorace. Unendo l’avanzata tecnologia di un simulatore come il Simbaby alla preparazione altamente specialistica dei professori del Gaslini diventa possibile allestire scenari medici di grande complessità, in grado di migliorare notevolmente l’offerta formativa dell’ospedale. [24 Marzo 2005]

SVILUPPATA AL GASLINI UNA NUOVA TECNICA PER L'ASPORTAZIONE DELLE ADENOIDI. Il nuovo tipo di elettroaspiratore modellabile messo a punto al Gaslini, permette di operare in assenza totale di sanguinamento, con una tecnica al tempo stesso più sicura, più efficace, meno dolorosa e con un tempo di guarigione dimezzato rispetto alle tecniche tradizionali. Partendo dal bisturi a risonanza molecolare sviluppato da un'azienda di Padova, l'equipe di Otorinolaringoiatria dell'Istituto Gaslini guidata dal prof. Vincenzo Tarantino ha sviluppato uno strumento e una nuova tecnica operatoria per effettuare l'asportazione delle adenoidi. Il bisturi a risonanza molecolare elettronica in associazione con un particolare tipo di elettroaspiratore modellabile, messo a punto dal prof. Tarantino, produce onde a corrente alternata ad altissima frequenza (16 Mhz). I quanti di energia così ottenuti sono calibrati per i tessuti umani, in modo da determinare la dissoluzione delle cellule e contemporaneamente la coagulazione fisiologica. Il nuovo strumento permette di ottenere il doppio risultato di asportare le adenoidi senza sanguinamento e contemporaneamente coagulare i vasi sanguigni con una temperatura di 40 gradi, mentre con il tradizionale elettrobisturi la temperatura era di circa 200 gradi. I VANTAGGI DEL NUOVO ELETTROASPIRATORE: SICUREZZA. L'asportazione delle adenoidi,uno degli interventi più diffusi in e t E0pediatrica, pur essendo un intervento relativamente sicuro, può dare origine a complicazioni intra e post operatorie, la più frequente e grave delle quali è l'emorragia post operatoria, con un'incidenza media internazionale che oscilla tra lo 0,5 e l' 8 %.La tecnica messa a punto dal Gaslini consente di operare in assenza totale di sanguinamento. Su circa 600 pazienti operati in 18 mesi non si E8 verificato nessun caso di emorragia intra o post-operatoria, la media di emorragie riscontrata al Gaslini era dell' 1,3 mentre oggi E8 pari a zero. La durata dell'operazione inoltre è scesa da 9-16 a 3-7 minuti. ANALGESIA E GUARIGIONE Scendendo da 200 a 40 gradi si elimina la carbonizzazione del tessuto, dovuta alla cicatrizzazione da calore, e l'ustione dei tessuti vicini alle adenoidi. Questo rende l'operazione molto meno invasiva e quasi indolore. Il minore danno causato al tessuto dimezza i tempi di guarigione rispetto alle tecniche tradizionali. EFFICACIA E PRECISIONE. Grande vantaggio della tecnica che si avvale di questo strumento E8l'altissima precisione durante l'intervento favorita dal campo operatorio esangue. La tecnica inoltre consente di eseguire l'asportazione anche in presenza di disturbi della coagulazione. [Febbraio 2004]

All’Ospedale San Martino di GENOVA dalle ore 9.00 alle 12,30, Allergy Day presso i reparti di allergologia e allergologia respiratoria, ovvero la giornata dedicata a tutti coloro che soffrono di allergia e vogliono combatterla: a Genova vi aderisce l’Ospedale San Martino con l’Unità operativa di Allergologia del Padiglione 13, diretta dal dottor Costantino Troise, e l’Unità operativa di Allergologia respiratoria, diretta dal dottor Antonio Scordamaglia. La crescita esponenziale che si è verificata negli ultimi decenni giustifica per le allergie il termine di “epidemie del ventesimo secolo”. L’Allergy Day, quindi, è una giornata dedicata alle allergie per richiamare la attenzione dei politici e dei mass media su una patologia che colpisce tutte le fasce d’età, interessando circa il 20% della popolazione italiana. Lo stile di vita occidentale, l’inquinamento atmosferico e le variazioni climatiche che influenzano le piante sono le possibili cause di questa “epidemia”. Domenica 20 febbraio 2005 i centri liguri aderenti all’iniziativa, patrocinata dall’Associazione allergologi italiani territoriali e ospedalieri, saranno aperti a tutti gli interessati, dalle ore 9 alle ore 12,30: verranno fornite informazioni di prevenzione ed educazione sanitaria, e saranno distribuiti materiali divulgativi e gadget. Il 19 e 20 febbraio, inoltre, in tutti gli stadi dove si giocheranno partite di serie A e B ci sarà una campagna di sensibilizzazione. Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito www.allergyday.it

Il logo dell'Ospedale San Martino di GenovaMercoledì 20 ottobre 2004, a partire dalle ore 14.30, presso il centro congressi IST-CBA, si è svolto un convegno internazionale, aperto ai cittadini, su passato, presente e futuro della Chirurgia vascolare nelle più grandi città e scuole mediche del Mediterraneo. All’evento, organizzato dal professor Domenico Palombo, direttore dell’unità operativa di Chirurgia vascolare dell’ospedale San Martino di Genova, e neoeletto presidente della Società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare, hanno partecipato i più illustri esponenti della chirurgia vascolare a livello mondiale: il professor Manuel Escude Aixela di Barcellona; il Prof. Alain Branchereu, direttore del dipartimento di Chirurgia vascolare dell’ospedale “La Timone” di Marsiglia; il professor Marc Cairols, direttore del dipartimento di Angiologia e chirurgia vascolare dell’ospedale Bellvitge di Barcellona; il dottor Etienne Cuénanat, presidente della Società di storia della medicina di Montpellier; il prof. Henry Guidicelli, direttore del dipartimento di Chirurgia vascolare dell’ospedale A. Michallon di Grenoble e il professor Georges Serratrice, direttore del dipartimento di Malattie del sistema nervoso dell’ospedale “La Timone” di Marsiglia. [16 Ottobre 2004].

Il logo dell'Ospedale San Martino di GenovaVERTICE INTERNAZIONALE DI ORTOPEDIA: ALL’OSPEDALE SAN MARTINO DI GENOVA, I MAGGIORI ESPERTI SULLA FISSAZIONE ESTERNA Venerdì 8 e sabato 9 ottobre, presso il CBA di Genova, si è svolto un vertice internazionale di ortopedia sulle più recenti tecniche di “fissazione esterna”, per la cura delle fratture di braccia, gambe e bacino, nonché per la correzione delle deformità e per l'allungamento delle ossa. 250 ortopedici da tutta Italia, tra cui i professori Francesco Pipino, Roberto Aldegheri, direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Ospedale di Padova e J. T. Capo dell’Hospital for special surgery di New York, erano a Genova, sotto l’egida dell’ospedale San Martino, per due giorni di confronto sull'utilizzo di questa medotica. <<La “fissazione esterna”>>, spiega il professor Federico Santolini, direttore del reparto di Ortopedia e traumatologia d'urgenza del San Martino <<consiste nell’inserire fili metallici o viti all'interno dell'osso, su cui poi fissare una struttura esterna alla pelle. Il vantaggio rispetto ai metodi tradizionali è rappresentato, oltre che da una minore invasività per il paziente, anche dalla possibilità per l’ortopedico, di praticare eventuali correzioni al trattamento>>. Prosegue: <<la fissazione esterna è già l'unica valida soluzione per le fratture esposte, in cui riduce sensibilmente il rischio d'infezione, ma è destinata a crescere molto nel prossimo futuro>>. La scuola di traumatologia e ortopedia genovese, con l'attività di maestri come i professori Silvano Mastragostino e Francesco Pipino, ha contribuito a far diventare l'Italia il Paese più avanzato al mondo per questo nuovo metodo di immobilizzazione delle ossa. Oggi, l'Ospedale San Martino è all’avanguardia nell’utilizzo della fissazione esterna, soprattutto per la correzione delle deformità e dell'allungamento delle ossa: ogni anno, nel solo reparto diretto dal professor Santolini, vengono applicati più di 300 fissatori, dei quali circa il 10% a pazienti da fuori regione. [06 Ottobre 2004].

A Genova Sestri, presso l'Ospedale e presso la Croce Verde, iniziativa di prevenzione cardiovascolare domenica 10 ottobre p.v. Oltre 150 Unità coronariche e reparti di Cardiologia Italiana - aderenti all' Heart Care Foundation - hanno aperto i loro Servizi ai Cittadini, guidandoli nella visita ai laboratori diagnostici spiegando le indagini necessarie per la diagnosi delle malattie del cuore. La Cardiologia dell' Ospedale di Genova Sestri - unica a Genova -ha aperto le sue porte dalle 10 alle 18. L'iniziativa della ha il sostegno della ASL 3 Genovese, del Consiglio di Circoscrizione del Medio Ponente, della Associazione dei Medici di Medicina Generale di Sestri e Cornigliano e della P.A. Croce Verde di Sestri. Medici e Infermieri erano a disposizione dei Cittadini per dare informazioni e spiegazioni riguardo al cuore a ai suoi problemi. A tutti sono stati consegnati opuscoli di educazione sanitaria. Proiezioni interattive riguardo la prevenzione delle malattie cardiovascolari, il pronto riconoscimento dei segni dell' attacco di cuore. Anche presso la Croce, insieme con i Militi, vi erano Medici ed Infermieri dell' UTIC per dare informazioni e spiegazioni riguardo al cuore a ai suoi problemi, consegnare opuscoli di educazione sanitaria su come prevenire le malattie di cuore e riconoscere prontamente un attacco coronarico. A  tutti i Cittadini era proposto il calcolo del rischio coronarico, tramite un programma informatico messo a disposizione dal Ministero della Salute, con misurazione gratuita di colesterolo e glicemia. Per tutti c'è stato l' " aperitivo del cuore": grazie alla collaborazione degli Studenti e degli Insegnanti dell' Istituto Alberghiero " Bergese" di Genova Sestri ha infatti offerto un aperitivo " cardiologicamente corretto",  cioè analcolico e senza grassi. [04 Ottobre 2004].

Scoperta al Gaslini una molecola che protegge il neuroblastoma dall’attacco del Sistema Immunitario Ricercatori genovesi hanno scoperto la molecola B7 - P presente sulle cellule di neuroblastoma. Questa scoperta permetterà il sicuro e rapido riconoscimento del tumore consentendo un inizio precoce della chemioterapia. E’ stato inoltre dimostrato che B7 - P funziona come vero e proprio scudo, proteggendo il neuroblastoma dall’attacco delle cellule natural killer, ciò ha consentito ai ricercatori di scoprire anche come neutralizzare il tumore. Uno studio che potrà avere importanti applicazioni nella diagnosi e nella terapia del neuroblastoma e' stato pubblicato da ricercatori genovesi del Gaslini, dell'Università di Genova e dell'IST sulla prestigiosa rivista americana "Proceedings of the National Academy of Science" (PNAS). Lo studio, e' stato coordinato da Cristina Bottino, medico responsabile del modulo di Immunologia Molecolare del Laboratorio di Immunologia del Gaslini e Roberta Castriconi ed e' stato svolto in collaborazione con Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini e Alessandro Moretta, professore di Istologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Genova. I ricercatori genovesi hanno scoperto una nuova molecola (B7-P) presente,come un segno distintivo, sulla superficie cellulare di tutti i casi di neuroblastoma analizzati. Il neuroblastoma, il tumore solido più frequente nel bambino, e' particolarmente aggressivo ed e' purtroppo mortale in un'alta percentuale di casi. Sebbene la chemioterapia sia efficace e induca remissioni del male, il neuroblastoma spesso recidiva, diventando sempre meno controllabile. Da questo la necessita' di identificarlo precocemente e,possibilmente, di trovare nuove terapie nei casi in cui la chemioterapia non sia piu' efficace. "Il fatto che la molecola B7 - P sia sempre presente sulla superficie dei numerosi casi di neuroblastoma studiati al Gaslini - spiega la Dott.ssa Bottino - e' importante perche' ci ha fornito un test molto preciso per identificare le cellule di questo tumore. Questo e' vero soprattutto nei casi, purtroppo frequenti, di recidiva in cui le cellule si annidano nel midollo osseo, dove, grazie al nostro studio,possono ora essere "scovate" con sicurezza. L' identificazione precoce del tumore permette di iniziare subito la chemioterapia che sarà tanto più efficace quanto più applicata precocemente". Questo utilizzo diagnostico della nuova molecola scoperta e' pronto per essere applicato ai piccoli pazienti. Ma non basta, lo studio ha anche dimostrato che la molecola B7-P funziona come un vero e proprio scudo proteggendo il neuroblastoma dall' attacco delle cellule Natural Killer (NK), i principali killer dei tumori. E' possibile neutralizzare tale scudo permettendo cosi' alle cellule NK di aggredire e uccidere il tumore? I ricercatori genovesi hanno dimostrato che questo e' possibile in laboratorio: spogliate le cellule tumorali dello scudo (cioé la molecola B7-P), grazie all' utilizzo di anticorpi monoclonali specifici, le cellule NK hanno la possibilità di aggredire con successo il tumore e di ucciderlo. E' possibile che in un futuro non troppo lontano questa strategia possa funzionare anche nei piccoli pazienti colpiti da questo grave male. Questo studio e' stato possibile grazie a finanziamenti dell'AIRC, della Compagnia di San Paolo e dell' Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma. [30 settembre 2004].

Giovedì 30 settembre e venerdì 1 ottobre, giovani promettenti specialisti in chirurgia generale e gastroenterologia provenienti da tutta Italia saranno a Genova, all’Ospedale San Martino, per due giorni di full immersion sulla colite ulcerosa e sul morbo di Crohn. Il corso di perfezionamento "Focus on: le malattie infiammatorie del colon", organizzato dall’unità operativa complessa di Chirurgia generale a orientamento colon-proctologico, diretta dal professor Giuliano Reboa, e presieduto dal professor Edoardo Berti Riboli, prevede lezioni teoriche e collegamenti in videoconferenza dalle sale operatorie del Monoblocco. [25 settembre 2004].

Iniziata la seconda edizione di "Gaslini international": al centro dei programmi di aggiornamento la "Chirurgia del Neonato" La Fondazione Gerolamo Gaslini e l'Istituto Giannina Gaslini con la sua Scuola Internazionale di Scienze Pediatriche hanno organizzato e finanziato anche quest'anno una grande iniziativa internazionale di aggiornamento scientifico. L'obiettivo è la condivisione di nozioni teoriche e pratiche con i giovani medici dell' area mediterranea, che attraverso la partecipazione allo specifico "Corso di Chirurgia del Neonato" acquisiscono tecniche e nozioni difficili da apprendere nei loro paesi. Partecipano al corso quaranta specialisti chirurghi pediatri, e medici specializzandi in via di formazione, provenienti da diverse nazioni del bacino del Mediterraneo ma anche dall' Europa dell'Est e dall'India, mentre la delegazione più numerosa proviene dall'Uzbekistan. Il corso, che si terrà alla Badia Benedettina della Castagna, è sviluppato sulla base di un ampio programma, per una durata complessiva di dieci giorni. L'iniziativa, già sperimentata lo scorso anno, ha avuto un notevole gradimento tanto che la quasi totalità degli iscritti ha richiesto la ripetizione dell' iniziativa per l'anno successivo. L'edizione di questo anno è arricchita con un corpo docente internazionale di altissimo prestigio. Il corso è diretto dal prof. Vincenzo Jasonni della Cattedra e Divisione di Chirurgia Pediatrica dell'Istituto Gaslini, coadiuvato dal prof. Giuseppe Martucciello e dagli altri suoi collaboratori dell'ospedale pediatrico genovese. Tra gli esperti stranieri che metteranno la loro esperienza al servizio dei giovani specializzandi il prof. Agostino Pierro del Children's Hospital di Londra, il prof. Klas Bax dell'Università di Utrecht e il prof. Dick Tibboel dell' Università di Rotterdam. Il ricco programma include genetica medica, sindromologia, diagnosi prenatale, medicina fetale, neonatologia, nutrizione artificiale (parenterale esclusiva), e chirurgia di tutte le principali malformazioni congenite. [20 settembre 2004].

Il logo dell'Ospedale San Martino di GenovaALL’OSPEDALE SAN MARTINO DI GENOVA, IL 16 E 17 SETTEMBRE, PRIMO CORSO ANNUALE DI PNEUMOLOGIA AMBIENTALE E OCCUPAZIONALE. Presso l’Auditorium del Centro Congressi Ist-Cba di Genova, in largo Rosanna Benzi 10, si è svolto il I Corso Annuale di Pneumologia Ambientale e Occupazionale. L’iniziativa, organizzata dall’Unità Operativa di Medicina Preventiva e del Lavoro dell’Ospedale San Martino, diretta dal dottor Francesco Copello, e patrocinata dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, dalla Società Italiana di Medicina Respiratoria e dall’Unione Italiana per la Pneumologia, è indirizzata a medici specialisti e/o specializzandi in Medicina Interna, Medicina del Lavoro e Pneumologia, nonché a personale medico, tecnico e infermieristico operante in strutture pneumologiche e/o nel Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria. [20 settembre 2004].

Abbiamo il piacere di segnalare che l'Associazione Italiana Donne Medico, sezione di Genova, ospiterà l'Assessore alla Sanità Ing. Roberto Levaggi che esporrà al pubblico presente Il nuovo piano sanitario regionale. Giovedì 16 settembre alle ore 19 all'Hotel Bristol, via XX Settembre 35. Il tema è di grande interesse e attualità non solo per medici ma per tutta la popolazione. Prof Rosanna Gusmano, Associazione Italiana Donne Medico. [16 settembre 2004].

Esaote (Gruppo Bracco) inaugura a Shenzhen stabilimento per la produzione di ecografi focalizzati allo sviluppo del mercato cinese. Si è svolta oggi a Shenzhen (Repubblica Popolare Cinese) la cerimonia di inaugurazione di un nuovo stabilimento Esaote (Gruppo Bracco) destinato alla produzione di ecografi ad uso diagnostico, particolarmente adattati alle specifiche esigenze del sistema sanitario cinese, attualmente in grande sviluppo e trasformazione. L’iniziativa segna un ulteriore passo avanti nella strategia di espansione del Gruppo Bracco in Cina, dopo l’apertura nel giugno scorso dello stabilimento della Bracco-Sine Pharmaceutical a Shanghai dedicato alla produzione di mezzi di contrasto per diagnostica medica.La nuova fabbrica è stata avviata dalla joint-venture “Shenzhen Esaote Medical Technology Ltd” che vede azionisti il Gruppo Esaote (80%) insieme al partner cinese Tai An (20%), società specializzata in apparecchiature medicali. Lo stabilimento, che ha sede nel distretto di Nanshan – area high tech della città di Shenzhen – occupa una superficie di 2000 mq e avrà una capacità produttiva a regime di circa 1000 ecografi/anno. La joint-venture si occuperà dello sviluppo tecnologico, dell’assemblaggio e del collaudo finale delle apparecchiature. Conseguentemente l’occupazione sarà composta da un mix di addetti soprattutto tecnici, impegnati nelle attività di sviluppo e nelle fasi più complesse del ciclo industriale. [03 Settembre 2004].

La prestigiosa rivista scientifica Journal of the National Cancer Institute ha pubblicato ieri un importante studio frutto della collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto Giannina Gaslini, della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e dell’Università canadese dell’Alberta. Lo studio della dr.ssa Chiara Brignole e del dr. Fabio Pastorino è stato coordinato dal dottor Mirco Ponzoni responsabile dell’Unità di Terapie Differenziative del Laboratorio di Oncologia dell’Istituto, diretto dal dottor Vito Pistoia. Il lavoro, finanziato dalla Fondazione Neuroblastoma, dalla FIRC, dall’AIRC e dal Ministero della Salute, ha approfondito l’approccio terapeutico basato sull’utilizzo dei liposomi come veicoli per la somministrazione di farmaci anti tumorali. I liposomi consentono, infatti, di trasportare il farmaco al tumore. Il farmaco rimane incapsulato nei liposomi e liberato solo quando raggiunge il bersaglio, in questo modo la sua tossicità per gli altri tessuti dell’organismo è limitata. La ricerca precedente, condotta in collaborazione con il Dr. Michele Cilli del Servizio Modelli Animali dell’IST di Genova, si basava sul bersagliamento dei vasi sanguigni tumorali, da parte di un chemioterapico rilasciato dai liposomi solo all’interno dei vasi, un metodo che riesce ad “affamare” il tumore privandolo del nutrimento necessario alla sua crescita, attraverso la distruzione dei vasi sanguigni che lo alimentano. In questo nuovo studio i ricercatori del Gaslini hanno sfruttato la tecnologia dei liposomi come utili “mezzi di trasporto” per approfondire un nuovo approccio terapeutico. I ricercatori genovesi, attraverso i liposomi, hanno questa volta veicolato alle cellule di neuroblastoma una sequenza artificiale di DNA. Tale sequenza di DNA ha la funzione di bloccare la produzione di una proteina che è essenziale per lo sviluppo delle cellule maligne di Neuroblastoma. La somministrazione di un particolare pezzo di DNA sintetico blocca da un lato la produzione di questa importate proteina, impedendo la crescita del tumore, e dall’altro contemporaneamente provoca l’attivazione di una forte risposta del sistema immunitario che, così sollecitato, contribuisce maggiormente all’uccisione delle cellule tumorali. Questa tecnica potrà avere in futuro interessanti sviluppi terapeutici, grazie al doppio effetto antitumorale che è in grado di provocare. [06 Agosto 2004]

Il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova esplora nuove strategie per il trattamento dei tumori solidi, basate sull’utilizzo dei liposomi (vere e proprie mini capsule biologiche), come veicoli per il trasporto all’interno del tumore di farmaci diretti ad ucciderne i vasi sanguigni. L’anno scorso l’equipe guidata da Mirco Ponzoni è riuscita a costruire un liposoma in grado di “trasportare” la Doxorubicina (un chemioterapico normalmente utilizzato in terapia ma molto tossico) direttamente dentro i vasi sanguigni formatisi ex novo all’interno del tumore. In questo modo i ricercatori del Gaslini sono riusciti ad inibire la crescita tumorale, all’interno di un modello creato in laboratorio per simulare il Neuroblastoma. I dati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista americana Cancer Research nel novembre 2003, mentre il brevetto è stato depositato in Gran Bretagna nel maggio 2003. Nel febbraio 2004 la multinazionale Bioxalis Medica (Quebec-Canada) ha comprato la licenza per lo sviluppo del brevetto, finalizzato alla creazione di un farmaco basato sull’utilizzo dei “liposomi vascolari”, per la terapia dei principali tumori dell’adulto. Su specifica richiesta del Gaslini, lo studio per la realizzazione del farmaco non riguarderà solo l’adulto: i ricercatori dell’istituto scientifico genovese hanno ottenuto di poter sviluppare una parte pediatrica della ricerca, per la cura dei tumori nei bambini. A maggio 2004 il brevetto creato dal Gaslini è stato depositato anche negli Stati Uniti, passo determinante per l’estensione del brevetto al mondo, e all’inizio di luglio 2004 è iniziato lo sviluppo del farmaco, per il quale la Bioxalis Medica ha investito circa 15 milioni di dollari.

Lo studio del Laboratorio di Oncologia del Gaslini Il neuroblastoma è il più comune tumore solido extra-cranico dell’infanzia, e rappresenta l’8%-10% di tutte le neoplasie maligne dell’età pediatrica, secondo solo alle leucemie. Nonostante un approccio terapeutico molto aggressivo che include chirurgia, chemioterapia ad alte dosi, radioterapia e spesso trapianto di midollo osseo autologo, fino ad oggi la percentuale di sopravvivenza a lungo termine dei pazienti colpiti da Neuroblastoma non è stata significativamente prolungata, soprattutto perché i farmaci antitumorali hanno un'elevata tossicità e, conseguentemente, il loro dosaggio non può essere aumentato fino alla totale eliminazione del tumore. La modalità studiata dal Gaslini nel trattamento antitumorale è rappresentata dall’inclusione di alte concentrazioni di farmaci antineoplastici all’interno di capsule a doppio strato lipidico, conosciute con il termine di liposomi. I liposomi hanno la capacità di incapsulare il farmaco al loro interno e di liberarlo solo quando raggiungono i vasi che nutrono i tumori. “Il selettivo bersagliamento dei vasi sanguigni tumorali con molecole terapeutiche (vascular targeting, cioè terapia mirata ai vasi sanguigni) - spiega il dott. Mirco Ponzoni Responsabile del Modulo Dipartimentale Terapie Differenziative del Labortorio di Oncologia del Gaslini - combina la distruzione dei vasi con le attese attività anti-tumorali dei farmaci e porta a un doppio importante risultato: un’incrementata efficacia nella distruzione del tumore e una limitata tossicità”. “Di grande importanza – chiarisce Ponzoni - è il fatto che nei pazienti trattati con liposomi contenenti doxorubicina non è mai stata osservata tossicità al cuore (la tossicità è un fattore limitante la somministrazione del farmaco libero) anche dopo somministrazione di dosi nettamente superiori”. [03 Agosto 2004]

Tre genovesi tra i venti scienziati italiani più citati nel mondo Secondo una classifica pubblicata da “Nature” l’Italia è settima nella graduatoria delle pubblicazioni più significative del mondo, Lorenzo Moretta, Alessandro Moretta e Maurizio Raiteri sono nella rosa dei top scientist L’analisi pubblicata recentemente sulla rivista “Nature” da David A. King mette in luce il settimo posto dell’Italia nella classifica mondiale dei lavori scientifici di maggior prestigio per il periodo 1997 - 2001. Secondo l’analisi di King, basata sul data base dell’autorevole “Istituto per l’informazione Scientifica" (ISI) di Philadelphia, che esamina 8000 riviste in 36 lingue, l’Italia (con il 4,53%) si trova al settimo posto per la produzione di lavori scientifici significativi, alle spalle di Stati Uniti (62,76%), Regno Unito (12,78%), Germania (10,40%), Giapppone (6,90%), Francia (6,85%), e Canada (5,81%), seguita da Svizzera (4,12%) e Olanda 3,80 %). Il valore dei Ricercatori e degli studi da loro compiuti, può essere estrapolato sulla base di criteri oggettivi stabiliti dall’ISI, come il fattore di impatto assegnato alle riviste sulle quali sono pubblicate le ricerche (tanto più elevato è l’impact factor di una rivista tanto migliore sarà la ricerca pubblicata). Un altro parametro del tutto oggettivo è il numero delle citazioni, cioè quante volte uno studio pubblicato viene poi citato dalla letteratura scientifica internazionale (citation index). E quest’ultimo è per l’appunto il criterio utilizzato per identificare i Ricercatori più citati in assoluto. Genova, che insieme a Milano e Firenze si conferma centro d’eccellenza per la ricerca biomedica, può vantare ben tre scienziati di fama internazionale. Lorenzo Moretta Direttore Scientifico dell’Ospedale Gaslini e Ordinario di Patologia Generale e Fisiopatologia all’Università di Genova è stato recentemente eletto Direttore del “Centro di Eccellenza per le Ricerche Biomediche” dell’Università di Genova, al quale afferiscono gli altri due scienziati citati da “Nature”. Maurizio Raiteri è professore di Farmacologia presso l’Università di Genova, con anni di esperienza all’estero e proficue attività di ricerca in Italia. Alessandro Moretta, professore di Istologia all’Università di Genova, è rientrato in Italia dopo dieci anni trascorsi a Losanna, dove ricopriva il ruolo di Direttore dei laboratori di Immunologia Umana presso il prestigioso “Ludwig Institute for Cancer Research”. Come si è arrivati ad un risultato positivo nonostante gli esigui finanziamenti dedicati alla ricerca? “La ricerca italiana è partita bene fin dal secolo scorso – spiega il prof. Lorenzo Moretta - i ricercatori si sono da sempre distinti nelle discipline biomediche e nella fisica, in un’epoca nella quale il risultato dipendeva più dal genio individuale che dai finanziamenti. Oggi la ricerca implica invece apparecchiature costose e spese maggiori, purtroppo la debolezza dell’Italia sta nell’esiguità degli investimenti e nella miopia che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi 30 anni. La formazione di un laureato in medicina, futuro scienziato, costa alla società italiana circa duecento milioni di vecchie lire, ma spesso il futuro scienziato o lo scienziato già affermato dopo essere stato “formato” in Italia decide di emigrare all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, alla ricerca di migliori condizioni salariali e di maggiori mezzi per sviluppare le sue ricerche, in questo modo gli U.S.A possono usufruire delle sue scoperte senza doverne pagare la formazione”. Non solo, ma spesso è molto difficile rientrare in Italia. Ed ecco che competenze straordinarie vengono perdute dal nostro Paese, che pur ha speso molto nella formazione. Nonostante tutto in Italia esistono gruppi di eccellenza allo stesso livello di quelli statunitensi. Il segreto? “Sicuramente la bravura dei Ricercatori – commenta Moretta - ma oggi anche l’abilità manageriale è essenziale nell’ottenere fondi di ricerca dagli organismi preposti, e soprattutto, a mio parere, la capacità di “fare gruppo” di creare utili sinergie e di motivare i propri ricercatori. Nel nostro Paese, se vogliamo essere competitivi, non possiamo permetterci troppi ricercatori indipendenti, esposti al rischio di non ottenere le poche risorse disponibili o di non utilizzarle al meglio. [31 Luglio 2004]

NUOVO TEST DIAGNOSTICO PRENATALE IDENTIFICA FETI A RISCHIO DI MALFORMAZIONI CEREBRALI E MORTE INTRAUTERINA La ricerca dell’Istituto Gaslini di Genova, dell’Università di Siena e dell’Università Cattolica del S. Cuore di Roma pubblicata nell’ultimo numero di Lancet. Una ricerca tutta italiana frutto della collaborazione tra l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, l’Università di Siena e l’Università Cattolica del S. Cuore di Roma, ha realizzato un test diagnostico, di semplice esecuzione e basso costo, che consentirà di identificare già nel secondo trimestre di gravidanza i feti a rischio di danno cerebrale e di morte intrauterina. La ricerca, pubblicata nel fascicolo del 17 luglio della rivista scientifica Lancet, ha dimostrato che concentrazioni della proteina S100B nel liquido amniotico significativamente più elevate dei valori standard, consentono di distinguere i feti che andranno in contro a morte intrauterina spontanea, anche ad alcune settimane di distanza. “L’importanza della ricerca – spiega Diego Gazzolo, a capo del gruppo di ricerca genovese dell’Istituto Gaslini - risiede nel fatto che questo segnale di pericolo, indice di un danno neurologico in atto, viene manifestato in una fase precoce, quando altri strumenti diagnostici, ecografici o di laboratorio (come l’alfa- feto proteina), non sono ancora in grado di rilevare alcuna anomalia. Il test, che viene eseguito nell’ambito delle procedure dell’amniocentesi, quindi senza ulteriore stress per la madre e per il feto, fornisce utili informazioni per valutare l’appropriato accrescimento del sistema nervoso centrale del feto. Ciò è possibile - continua Gazzolo- perché la proteina S100B, un costituente cerebrale che viene rilasciato nei liquidi biologici in presenza di danno neurologico, annovera tra le sue numerose funzioni quella di essere un fattore di crescita del sistema nervoso centrale, quando le sue concentrazioni nei liquidi biologici sono nei limiti standard”. La ricerca pubblicata su Lancet, costituisce l’impiego più recente, e forse finora il più interessante, della proteina S100B come marcatore biologico di danno neurologico. “Questi studi, in medicina pre-perinatale condotti negli ultimi otto anni in collaborazione con l’Istituto G. Gaslini – spiega il professor Fabrizio Michetti direttore dell’Istituto di Anatomia Umana e Biologia Cellulare della Cattolica - nascono da un filone di ricerca originato nei primi anni Ottanta ad opera del nostro gruppo nella Facolta' di Medicina e Chirurgia Agostino Gemelli di Roma”. Il principio del test è semplicissimo. “Questa molecola – considera il prof. Michetti - è una proteina normalmente presente nel sistema nervoso. La sua liberazione nei liquidi biologici in alte concentrazioni indica direttamente una lesione a carico delle cellule, tanto più estesa quanto più alta è la concentrazione della proteina liberata e, probabilmente, l’invasione da parte di questa molecola dell’ambiente in cui le cellule sono immerse nel nostro organismo, contribuisce di per sé a innescare meccanismi neurotossici che portano poi a una cascata di eventi patologici”. La misurazione della proteina S100B è stata utilizzata in questi anni, in centri clinici europei e americani, su altri liquidi biologici, dal liquido cefalorachidiano, al sangue, alle urine, “evidenziando in ogni caso – continua Michetti - condizioni di sofferenza del tessuto nervoso in varie forme, come per esempio emorragie cerebrali, sclerosi multipla, tumori, spesso quando segni clinici non sono ancora evidenziabili, consentendo così un intervento precoce. È confortante il dato che, a più di venti anni dalla scoperta, l’utilità della proteina venga costantemente confermata e ampliata”. La ricerca offre importanti informazioni sullo stato fisiologico o patologico di accrescimento cerebrale del feto: a concentrazioni fisiologiche la S100B è un fattore di sviluppo, ad elevate concentrazioni è un indicatore di danno cerebrale e possibile morte intrauterina. Genova, 20 Luglio 2004.

Postini contro sindaci: dalla partita di solidarietà del 24 giugno 4.600,000 euro consegnati oggi al Gaslini da “Assegno Amico” Fare una donazione con l’assoluta certezza che l’importo donato andrà solo e interamente speso per le prestazioni previste: a Genova è possibile da circa due anni, grazie all’Associazione Onlus “Assegno Amico” creata dalla Fondazione Gerolamo Gaslini. Questa mattina il presidente dell’associazione “Assegno Amico Onlus” Francesco Biagioli, ha consegnato n. 921 vouchers, per un valore totale pari ad euro 4.605,00 alle assistenti sociali e sanitarie dell'Ospedale Gaslini perché siano distribuiti alle famiglie dei pazienti più bisognosi. Il contributo è stato raccolto dall'Associazione grazie al "Forum Postel spa" del 24 giugno scorso, nel quale i dipendenti Postel e la Nazionale italiana dei Sindaci si sono affrontati in una partita di calcio a favore dei bimbi del Gaslini, e alla relativa cena di gala presso le Cisterne del Ducale. Questa raccolta costituisce un contributo straordinario che si aggiunge all'aiuto mensile di euro 2.500,00 che l'Associazione eroga da oltre due anni all'Istituto sotto forma di vouchers. Assegno Amico e’ un buono che può essere speso esclusivamente in un circuito selezionato di erogatori accreditati di beni e servizi di prima necessità come generi alimentari o prodotti farmaceutici: in questo modo si è certi che le donazioni arrivino al destinatario senza essere disperse per altri fini. Le donazioni vengono trasformate dalla GEMEAZ CUSIN, in buoni da 5 euro e consegnati all’ospedale G. Gaslini, per le famiglie dei pazienti che vivono in condizioni di disagio economico. Fondamentale il ruolo delle assistenti sociali e sanitarie dell’Istituto, che dopo un’approfondita indagine di tipo socio economico del nucleo famigliare, valutano le richieste d’aiuto e provvedono a distribuire i vouchers ai genitori dei bimbi ricoverati, che possono utilizzarli per l’acquisto di: beni alimentari nei diversi negozi e supermercati convenzionati, farmaci prescritti dai medici del Gaslini, vestiario per i piccoli ricoverati, servizi quali piccole rette presso le comunità d’accoglienza genovesi (come il Centro dei Cappuccini di Nostra Signora degli Angeli, e il Centro Ospitalità della Croce Rossa Italiana) che ospitano le famiglie dei degenti, trasporto, attraverso la convenzione con la Croce Verde di Quinto per gli spostamenti dalle comunità all’ospedale e viceversa. Le cifre versate dai donatori arrivano interamente alle persone in difficoltà, poiché tutte le spese di funzionamento sono coperte con erogazioni offerte dai soci fondatori. Genova, 07 Luglio 2004.

Scoperte a Genova cellule killer multifunzionali. Scoperta una nuova funzione delle cellule “Natural Killer”: non solo uccidono i tumori, ma sono importanti difensori contro le infezioni causate da batteri e virus. Una scoperta di rilievo è stata compiuta da ricercatori dell’Istituto G. Gaslini e del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova e verrà pubblicata prossimamente (ma è già disponibile “on line”) dalla prestigiosa rivista americana PNAS. Il lavoro vede come prima firmataria la Dott.ssa Simona Sivori (Università di Genova) e fanno parte del team il Prof. Alessandro Moretta (Università di Genova) e Lorenzo Moretta, Direttore Scientifico del Gaslini. Il nostro sistema di difesa (il sistema immunitario) è costituito da eserciti di cellule con specializzazioni diverse. Ad esempio, le cellule dell’”immunità innata” - di cui fanno parte le cellule “natural killer” (NK) - le cellule dendritiche e i macrofagi, intervengono molto presto quando si sviluppa un’infezione. In molti casi riescono a bloccare l’infezione stessa e ad eliminare i microbi invasori. Nel caso però i batteri o i virus riescano a superare queste difese, ecco entrare in gioco delle truppe dotate di armi più sofisticate e precise. Si tratta dei linfociti T e dei linfociti B, in grado di individuare e colpire, con missili intelligenti e precisi (ad esempio gli anticorpi), i microbi invasori e di neutralizzarne le armi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le truppe dell’immunità innata riescono ad avere la meglio sugli invasori, senza che noi neanche ce ne accorgiamo. Infatti, pur vivendo in un mondo pieno di microbi, solo raramente ci ammaliamo, questo è possibile grazie all’intervento risolutore di questi “eroi non celebrati” dell’immunità innata. La scoperta dei ricercatori genovesi consiste nell’avere individuato i meccanismi molecolari grazie ai quali le cellule NK (conosciute soprattutto per la loro capacità di uccidere i tumori) sono allertate e vengono avvertite che è in corso un’invasione da parte di batteri o virus. I ricercatori hanno, infatti, individuato sulla superficie esterna delle NK dei recettori chiamati TLR, veri o propri interruttori biologici, in grado di riconoscere “pezzetti” di virus o batteri e di dare l’allarme. Le cellule NK, così allertate, non solo diventano più agguerrite, ma richiamano anche altri soldati (macrofagi, cellule dendritiche, granulociti), in grado di aiutare le NK nell’opera di difesa contro il nemico. Le cellule NK, grazie ai recettori scoperti (TLR), svolgono un ruolo più ampio di quanto ritenuto fino ad oggi, difendendoci non solo dai tumori, ma anche dai microbi, e lo fanno senza clamore agendo preventivamente, prima che gli invasori siano troppo numerosi. La scoperta potrà portare a nuove possibilità terapeutiche perché permetterà di rendere più agguerrite e potenti le cellule NK, che, non dimentichiamolo, svolgono anche un’importante azione distruttrice, come vere e proprie killer dei tumori. In effetti, l’utilizzo di particolari “pezzetti” di virus e batteri in grado di attivare le cellule NK, potrebbe offrire nuove possibilità, non solo nella cura di certi tumori, ma anche nella preparazione di alcuni vaccini. [05 Luglio 2004]

IDENTIFICATO UN NUOVO MECCANISMO MOLECOLARE RESPONSABILE DELLO SVILUPPO DI ALCUNI TIPI DI LINFOMI E LEUCEMIE. Si aprono importanti prospettive terapeutiche Il gruppo di ricercatori guidati del Prof. Vito Pistoia, direttore del Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini, ha identificato un nuovo meccanismo molecolare responsabile dello sviluppo di alcuni tipi di linfomi e leucemie. La ricercatrice Irma Airoldi ha scoperto che il recettore β2 (che insieme al β1 permette alla citochina IL -12 di legarsi alle cellule e attivarne le singole funzioni), manca in tutti i 41 casi analizzati di linfomi e leucemie derivanti dai linfociti B. Attraverso i risultati sperimentali è stata confermata l’ipotesi che la perdita di questo pezzo di ricettore favorisse lo sviluppo del tumore.

LO STUDIO L’interleuchina -12, nota agli addetti ai lavori come IL-12, è una citochina, cioè una specie di “ormone” prodotto dal corpo umano che regola la comunicazione tra cellule, ed è dotata di numerosi e importanti effetti sul sistema immunitario. Alcuni anni fa, il gruppo del Prof. Pistoia aveva dimostrato che le cellule umane produttrici di anticorpi (i linfociti B), possiedono il recettore per la citochina IL-12. Tale recettore è una specie di “interruttore” che si accende quando viene in contatto con la IL-12 attivando le funzioni cellulari. Questo “interruttore” è formato da due pezzi distinti, noti come β1 e β2 (vedere schema allegato). Nel nuovo studio, in pubblicazione sul primo numero di giugno del prestigioso Journal of Clinical Investigation, la Dr.ssa Irma Airoldi ha scoperto che un pezzo di questo interruttore, il β2, è assente in tutti i 41 casi analizzati di linfomi e leucemie derivanti dai linfociti B (linfoma follicolare, mantellare e marginale e leucemia linfatica cronica). “Questo studio- commenta il Prof. Pistoia - dimostra per la prima volta che la perdita di uno delle due componenti del recettore per la citochina IL-12 in alcuni linfomi e leucemie di elevata malignità ne favorisce lo sviluppo. Lo studio apre inoltre interessanti prospettive terapeutiche, perché abbiamo dimostrato che un farmaco, la decitabina, già utilizzata nella pratica clinica, fa ricomparire la componente mancante del recettore di IL-12 nelle cellule maligne, che vengono così indotte a morire o a smettere di moltiplicarsi in seguito a trattamento con IL-12”. Un nuovo successo della ricerca dell’Istituto Gaslini sotto l’abile regia del Direttore Scientifico, Prof. Lorenzo Moretta, al quale hanno contribuito altri gruppi, coordinati rispettivamente dal Prof. Alberto Amadori (Università di Padova), dalla Prof. Emma Di Carlo (Università di Chieti), dal Dr. Massimo Romani (IST, Genova) e dal Dr. Edoardo Rossi (Azienda Ospedaliera- Universitaria S. Martino, Genova).

LA MANIPOLAZIONE GENETICA APPLICATA ALLO STUDIO “Abbiamo ricostruito con tecniche genetiche il recettore β2 di IL-12 in cellule tumorali che ne erano prive, - spiega Vito Pistoia, direttore del Laboratorio di Oncologia del Gaslini - e le abbiamo coltivate in vitro con IL-12. Questi esperimenti hanno dimostrato che le cellule tumorali “corrette” in parte muoiono e in parte smettono di moltiplicarsi. Come ulteriore conferma abbiamo iniettato le cellule tumorali corrette in topi immunodeficienti (in cui il tumore umano può crescere). Negli animali trattati con IL-12 è stata osservata una significativa riduzione del tumore”.

LE PROSPETTIVE TERAPEUTICHE Lo studio apre nuove possibilità terapeutiche, perché oltre alla terapia genica sopracitata, complessa e costosa, prevede di studiare anche la terapia farmacologica. “La ricerca prosegue – spiega Irma Airoldi – cercando di dimostrare in primo luogo l’efficacia nel topo della somministrazione combinata di decitabina e IL-12 per il trattamento di questi tumori. Se i risultati saranno positivi si potrà eventualmente passare alla sperimentazione umana”. [Luglio 2004]

Inaugurato al Gaslini il punto attrezzato per il bird watching, dono dell’associazione di volontariato Gaslini Band Band. L’iniziativa fa parte del progetto: “Cambia la musica …la musica che cambia”, per il quale l’associazione ha raccolto oltre 10.000 euro grazie alla cena di gala benefica di giovedì 10 giugno Venerdì 18 giugno, nel “corridoio rosa” del Gaslini Ugo Serra, presidente del Gaslini ha inaugurato la nuova aiuola fiorita: un vero e proprio punto attrezzato per fare bird watching e per conoscere meglio la natura. Il giardino è stato creato dall’Associazione Gaslini Band Band all’interno del Gaslini per offrire un nuovo momento di svago ai bimbi degenti ed è accessibile a tutti i pazienti poiché le piante e la fontana che lo compongono sono state disposte in modo tale da poter essere ammirate senza dover uscire dal corridoio, così come i cartelli che ne descrivono i nomi e le qualità. La nuova aiuola fiorita è composta da piante fiorite, alberi da frutto, giochi d’acqua e cespugli dotati di saporite bacche, che offrono un interessante “parco divertimenti” per gli uccelli che vivono al Gaslini e con il loro canto e la loro gioia di vivere sono un magnifico esempio per i bambini dell’Istituto, per i loro genitori ed anche per dipendenti e volontari. Avvicinare i bimbi alla natura e alla musica anche facendo loro conoscere il canto degli uccelli che vivono nel parco del Gaslini, è un progetto del più ampio programma: “CAMBIA LA MUSICA… LA MUSICA CHE CAMBIA!”, che recentemente è stato sostenuto con una grande cena di gala nei saloni di Palazzo Negrone. L’Istituto “Giannina Gaslini” e l’Associazione Gaslini Band Band desiderano ringraziare Barbara e Stefano Rosina, per la generosa disponibilità e la Famiglia Negrone per la squisita ospitalità, che hanno consentito lo svolgimento della Festa che ha avuto luogo giovedì 10 giugno, nelle splendide sale di Palazzo Negrone: alla Festa hanno partecipato numerosi amici vecchi e nuovi della Gaslini Band Band e numerosissimi sostenitori che hanno contribuito alla realizzazione di una magnifica serata a sostegno della musica al Gaslini, durante la quale sono stati raccolti oltre 10 mila euro. L’Associazione sogna di ricorrere regolarmente alla musica al Gaslini, per contrastare la paura correlata alla malattia, ridurre le tensioni determinate dal ricovero, ridimensionare le attese ed utilizzare il linguaggio musicale, impiegando la creatività per recuperare la quotidianità. La musica concorre infatti alla riduzione della componente soggettiva del dolore al rilassamento muscolare e miglioramento della respirazione. Inoltre provoca la riduzione dello stato di ansia, il potenziamento dell’affettività e il miglioramento della comunicazione. Da alcuni anni ormai la Gaslini Band Band dedica molta attenzione all'accoglienza in ospedale e solo ora avverte la possibilità di realizzare un importante programma di “musica in ospedale”, grazie alle esperienze acquisite e al coinvolgimento di musicisti professionisti. [Giugno 2004]

Passo passo… ti racconto l’Ospedale: clicca per ingrandire l'immaginePresentazione del libro guida da oggi in omaggio ai piccoli pazienti del Gaslini:“Passo passo… ti racconto l’Ospedale”. Giovedì 3 giugno è stata presentata presso l’Aula Magna dell’Istituto Pediatrico Giannina Gaslini, la pubblicazione: “Passo passo…ti racconto l'ospedale” ideata dalle insegnanti della scuola in ospedale e stampata grazie al contributo dell’Associazione “Tonino Archetti”.Una folla di bimbi, genitori, insegnanti e personale dell'ospedale ha assistito alla presentazione del libro, in un'Aula Magna straripante di palloncini e fiori. "Questo libro è un utile guida che aiutera' il bambino a familiarizzare con l'ambiente ospedaliero e con tutte le persone che si prenderanno cura di lui - ha spiegato Ugo Serra, presidente del Gaslini - un libretto di semplici e rassicuranti risposte a domande e interrogativi "grandi" per fugare legittime ansie e paure che il bambino porta con se' al momento dell'ospedalizzazione". "A voi bambini il giudizio finale - ha aggiunto il presidente Serra rivolto ai piccoli pazienti radunati in Aula Magna - se non vi piacerà o se avrete delle idee per cambiare ad esempio i disegni , cambieremo il libro come lo vorrete voi".Si tratta di un piccolo itinerario di conoscenza completo di traduzione in quattro lingue (inglese, spagnolo, albanese e arabo) appositamente pensato per completare l’obiettivo dell’accoglienza in ospedale: un libretto che spiega con modalità semplici la realtà ospedaliera. Questa pubblicazione racconta i vari ambienti che un bimbo incontra: dalla camera alla sala medica, dalla sala giochi alla stanza per i raggi. Altre pagine spiegano gli strumenti più usati: siringhe, flebo, termometri, fasciature e gessi, il tutto vivacizzato da simpatiche illustrazioni curate dal disegnatore Tullio Corda e impaginate al computer da Francesca Puddu. In appendice al testo, inoltre, un glossario spiega in base al colore del camice di lavoro, ruoli e finalità delle varie professioni o tipi di volontariato, il tutto completato da recapiti postali, telefonici e telematici. Un buffo personaggio mediatore “Pasquale” e un curioso gattino “Romeo” accompagnano il bambino nel percorso di conoscenza e d’accettazione delle cure ospedaliere. Pagine di spiegazione sono intercalate da pagine da colorare, ritagliare e costruire e infine non poteva mancare un significativo “diploma di coraggio”. Le insegnanti in ospedale hanno ideato questo libretto informativo per dare uno strumento in più ai genitori nel loro compito di mediazione fra la necessità delle cure e il contenimento delle emozioni infantili, e per favorire il personale sanitario nell’aspetto dell’accoglienza in ospedale. La traduzione, curata dalla Cooperativa Saba, è un’ulteriore possibilità per accogliere e per spiegare ai piccoli la loro precoce esperienza del ricovero. Rientra nelle finalità educative di tutti e non solo degli insegnanti, contribuire a trasformare un evento di cura, vissuto in età evolutiva, in un’esperienza formativa di maggior consapevolezza delle proprie risorse creative e di capacità di condivisione delle proprie difficoltà di salute. [Giugno 2004]

Eseguito un complicatissimo trapianto di cornea su un bambino di sei mesi, nato senza l’occhio sinistro e con il destro malformato. Il bimbo operato con successo dal primario di Oculistica Paolo Vittone, era stato precedentemente giudicato inoperabile dagli specialisti di diversi ospedali e cliniche italiane, la famiglia cercava fondi per farlo operare negli Stati Uniti. I giovani genitori del bambino, (che ha tre fratelli gemelli, fortunatamente sani) stavano cercando di raccogliere i 30 mila euro necessari per eseguire l’operazione in un centro specializzato di Boston, quando il prof. Vittone primario dell'Unità Operativa Oculistica del Gaslini, attraverso i mass media è venuto a conoscenza del caso, e si è offerto di operare il piccolo. Mercoledì 19 maggio il professor Paolo Vittone ha operato con successo il bimbo di appena 6 mesi e mezzo, nato privo dell’occhio sinistro e con il destro affetto da una gravissima malformazione della cornea, completamente opaca (sclerocornea totale) che gli impediva di vedere. Per eseguire il trapianto su un occhio così piccolo, il prof. Vittone si è fatto costruire un trapano oculare su misura, alla base di 4 mm di diametro. “Eseguo spesso e da molti anni trapianti di cornea su bimbi anche molto piccoli, ma questo è sicuramente il caso più difficile che mi sia mai capitato – ha raccontato il prof. Vittone al termine dell’operazione – l’esame ecografico aveva evidenziato un bulbo oculare piccolissimo, e una cornea (mediamente a quell’età di 18 mm) più piccola del normale di ben 5 mm”. La totale opacità della cornea non ha permesso di esplorare le strutture sottostanti (iride e cristallino) ma gli esami elettrofunzionali eseguiti prima dell’intervento mostravano una discreta attività elettrica sia della retina sia del nervo ottico. “Abbiamo quindi deciso di intervenire sulla cornea opaca con un trapianto. L’intervento già complicatissimo per le dimensioni ridotte e particolari condizioni fisiche del bimbo, è stato reso ancora più complesso dalla totale assenza dell’iride, scoperta durante l’operazione”. Il trapianto è tecnicamente perfettamente riuscito, bisognerà adesso attendere circa 20 giorni per capire se la nuova cornea ha attecchito; in bambini così piccoli la percentuale di possibilità che la cornea rimanga trasparente è del 50 %. Purtroppo, viste le condizioni iniziali, il piccolo paziente, anche in caso di pieno successo non acquisterà una capacità visiva normale, ma sarà comunque in grado di uscire dalla cecità completa del suo stato attuale: “Se il bimbo riuscirà ad acquisire un decimo di vista, ha spiegato il prof. Vittone, sarà già un grande successo”. [Giugno 2004]

Combattere sovrappeso e obesita’ nei bambini: i nuovi programmi dai percorsi educativi ai progetti in collaborazione con le scuole, fino al campo estivo 2004 per ragazzi e genitori. La prevenzione e il trattamento del sovrappeso e dell’obesità in età evolutiva sono considerati temi "urgenti" nei settori di ricerca e da parte delle istituzioni sanitarie. Il Centro per la Prevenzione ed il Trattamento dell’Obesità in Età Evolutiva della I Clinica Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini ha messo a punto e realizza alcuni programmi innovativi per la prevenzione e il trattamento del sovrappeso e dell’obesità nel bambino, tali programmi vengono svolti in un contesto di ricerca, con un’attività continua di controllo e verifica dei risultati. Durante la conferenza stampa la Professoressa Renata Lorini, primario della Cliniaca pediatrica II e la professoressa Marina Vignolo, direttore del Centro per la Prevenzione e il Trattamento dell'Obesità in Età Evolutiva illustreranno i risultati già ottenuti e le innovazioni previste nei seguenti trattamenti e programmi: 1) Il progetto pilota triennale che ha avuto risultati superiori alle aspettative nelle scuole genovesi che l'hanno adottato in via sperimentale: “Un appuntamento da non perdere: alimentazione e sviluppo osseo”. 2) Il “campo estivo 2004 ” per ragazzi e genitori (il primo in Italia a prevedere soggiorno e percorsi educativi per ragazzi accompagnati da almeno un genitore). 3) “AAA mi piace piacermi”: il programma multidisciplinare finalizzato ad ottenere una riduzione del peso in eccesso, garantendo una crescita regolare e promovendo nel bambino la capacità di prendersi cura di sé, in modo sempre più autonomo. Genova, 11 Maggio 2004.

Un’innovazione assoluta dell’industria italiana per la diagnostica medica: G-Scan, nuova apparecchiatura progettata e costruita da Esaote (Gruppo Bracco), per l’esame a Risonanza Magnetica della colonna vertebrale sotto carico fisiologico. L’apparecchiatura sarà presentata - in anteprima mondiale - al 41° Congresso Nazionale della Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), Palermo, 7 maggio 2004. Un’innovazione assoluta sul mercato mondiale della Risonanza Magnetica in grado di rispondere al continuo espandersi delle patologie della colonna vertebrale. Questo nuovo apparecchio, denominato G-Scan, si propone come innovazione dell’imaging a risonanza magnetica (RM) per la particolarità tecnologica di permettere la rotazione solidale di magnete, letto e paziente al fine di portare il paziente dalla posizione orizzontale a quella verticale (ortostasi). Questa nuova tecnologia proprietaria è frutto degli investimenti in ricerca di Esaote. E’ questo il segno che l’industria italiana riesce a competere a livello mondiale in uno dei settori più innovativi e strategici della diagnostica medica. G-Scan è un tomografo a risonanza magnetica dedicato allo studio della colonna sotto carico fisiologico: in grado cioè di eseguire l’esame della colonna anche in ortostasi, ovvero mantenendo il paziente in posizione verticale, oltre che nella posizione supina. G-Scan, è stato progettato e costruito da Esaote (Gruppo Bracco), azienda leader a livello mondiale nel settore della risonanza magnetica dedicata. G-Scan viene presentato in anteprima mondiale a Palermo in occasione del 41° Congresso Nazionale della SIRM, Società Italiana di Radiologia Medica. “Il mantenimento dell’omogeneità e della stabilità di campo magnetico necessaria allo svolgimento degli esami RM, pur prevedendo la rotazione del magnete e delle altre componenti del sistema ad esso legate, ha richiesto la soluzione delle problematiche elettromagnetiche e meccaniche con soluzioni del tutto innovative e già brevettate”, ha dichiarato il Dott. Luigi Satragno, Direttore della divisione RM Esaote. Con questa apparecchiatura lo specialista radiologo può quindi effettuare l’esame RM in ortostasi per soddisfare l’esigenza clinica di una miglior correlazione tra dolore, situazione in cui lo stesso si manifesta e posizione del paziente. Infatti, in posizione verticale, per via del carico naturale che si viene a creare, si riproducono i rapporti tra le diverse e complesse strutture che compongono la colonna vertebrale, anche in stato patologico. “Si riscontra a livello clinico un aumento delle patologie sia di tipo degenerativo che di tipo traumatico a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. La risonanza magnetica è l’esame più indicato e G-Scan è un sistema innovativo così come dimostrato da specifiche verifiche cliniche” ha dichiarato il Prof. Carlo Masciocchi, Ordinario di Radiologia e Presidente Sezione di studio di radiologia muscolo-scheletrica SIRM. Il tomografo G-Scan permette lo studio anche di tutti gli altri distretti articolari quali mano/polso, gomito, spalla, piede/caviglia, ginocchio e anca, sia in posizione supina che sotto carico fisiologico per le articolazioni che hanno queste indicazioni cliniche. Palermo, 6 maggio 2004. Esaote, parte del Gruppo Bracco, è tra i principali produttori a livello mondiale di ultrasuoni di diagnostica medica, leader mondiale nella tomografia a risonanza magnetica dedicata e protagonista nel nuovo settore dell’information technology in sanità. Genova, 06 Maggio 2004.

Il logo dell'Ospedale San Martino di Genova"SKIN CANCER DAY": SABATO 8 MAGGIO, ALL’OSPEDALE SAN MARTINO VISITE DERMATOLOGICHE GRATUITE Sabato 8 maggio, presso gli ambulatori della Clinica Dermatologica dell’Ospedale San Martino, in v. le Benedetto XV, n. 7, saranno eseguite 30 visite della pelle, completamente gratuite e senza necessità di impegnativa. A partire dalle ore 8. 30, il personale infermieristico distribuirà ai cittadini presenti un numero progressivo fino ad esaurimento delle 30 prestazioni previste. Per ulteriori informazioni, gli interessati possono telefonare ai numeri 010 3538429 o 010 3538864, dalle ore 8 alle ore 14. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del consueto appuntamento annuale dello “Skin Cancer Day”, la Giornata Nazionale di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori della pelle, patrocinata dal Ministero della Salute e coordinata dalle principali società scientifiche dermatologiche italiane. "Il tasso di incidenza del melanoma maligno è aumentato a livello mondiale di circa il 15% negli ultimi dieci anni" dichiara il direttore della Clinica Dermatologica, professor Alfredo Rebora, "un incremento che ha superato quello di qualsiasi altro tumore, ad eccezione delle neoplasie del polmone nelle donne. In questo campo, la prevenzione e la diagnosi precoce sono di straordinaria importanza" conclude "basti pensare che un melanoma confinato all’epidermide, la parte più superficiale della pelle, è guaribile in oltre il 99% dei casi; al contrario, se gli si dà il tempo di invadere i tessuti più profondi tale percentuale diminuisce di molto". Genova, 06 Maggio 2004.

REALIZZATO AL GASLINI IL TEST GENETICO PER DIAGNOSTICARE LA SINDROME DI ONDINE (la patologia che impedisce di dormire autonomamente) Arriva dall' Istituto G. Gaslini un grande aiuto per le famiglie di bambini affetti dalla sindrome di Ondine (CCHS) : i ricercatori del laboratorio di Genetica Molecolare dell' ospedale genovese hanno messo a punto il test genetico per diagnosticare questa grave patologia che impedisce di dormire senza ventilazione assistita. Il Gaslini e' l'unico in Italia a disporre di questa nuova possibilità perle famiglie dei pazienti affetti dalla sindrome di Ondine. L'Istituto è arrivato a questo risultato unendo l'esperienza clinica, maturata dal reparto di Rianimazione, alla ricerca scientifica, sviluppata nel laboratorio di Genetica Molecolare: oggi l'ospedale si propone come centro di riferimento nazionale per questa patologia. Genova, 05 Maggio 2004.

Il logo dell'Ospedale San Martino di GenovaOSPEDALE SAN MARTINO: ENTRANO IN FUNZIONE I NUOVI IMPIANTI ELETTRICO, IDRICO E DI RISCALDAMENTO. UN INVESTIMENTO DI OLTRE 13 MILIONI DI EURO E’ tempo di chiusura per i cantieri di rinnovo degli impianti elettrico, termico e idrico dell’Ospedale San Martino, frutto di un piano triennale di interventi del valore complessivo, superiore ai 13 milioni di euro. 2 milioni e 500 mila euro sono stati stanziati per il riammodernamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica: i lavori, che si sono conclusi per i due terzi nel mese di marzo, verranno completati a breve. <<Il sistema elettrico è uno dei più importanti per il funzionamento delle attività ospedaliere>> spiega l’architetto Alessandro Orazzini, direttore dell’Ufficio Tecnico del San Martino. <<Le innovazioni tecnologiche che stiamo introducendo, permetteranno di trasferire in tempo reale ai tecnici, le informazioni relative al funzionamento del sistema e ai consumi, che diminuiranno di circa il 10%>>. L’energia elettrica utilizzata annualmente in Ospedale è 20 milioni di KW/ora, pari al consumo di circa 4. 800 abitanti. Semaforo verde anche per il nuovo impianto di riscaldamento del Padiglione Monoblocco, ultimato proprio nei giorni scorsi. Il nuovo condizionamento, invece, sarà concluso, per metà entro l’inizio dell’estate, e per metà entro il prossimo autunno: nel frattempo sarà mantenuto in funzione il precedente sistema. Inoltre, entro pochi mesi, in numerose sottocentrali termiche, tra cui quelle di Monoblocco, Padiglione delle Specialità e Maragliano, verrà introdotto un sistema di regolazione informatizzata delle temperature, che produrrà un risparmio di energia pari circa al 15% del totale. Alle voci riscaldamento e condizionamento (che, con i loro 60 milioni di KWh termici consumati ogni anno, sono sufficienti a riscaldare circa 23. 000 abitanti, pari al Comune di Sestri Levante) sono stati destinati circa 10 milioni di euro, pari al 78% degli investimenti complessivi. Appena terminati, infine, gli interventi di pulizia e risanamento della rete idrica e di tutti i serbatoi dell’acqua potabile, per un ammontare di 400. 000 euro. L’Ospedale impiega ogni anno circa 530. 000 metri cubi di acqua, che rappresentano il consumo medio di circa 3. 000 famiglie. <<Si tratta di interventi poco visibili>> dichiara il Direttore Generale del San Martino, Gaetano Cosenza <<ma investire nel settore degli impianti produce grandi vantaggi per la sicurezza di pazienti e operatori, per il buon funzionamento dell’attività assistenziale e permette anche un maggior controllo sui consumi e sulla spesa>>. Genova 30 Aprile 2004.

Eseguito al Gaslini un complicatissimo trapianto di cornea su un bambino di due anni già affetto da glaucoma Mercoledì 7 aprile il professor Paolo Vittone primario dell'Unità Operativa Oculistica del Gaslini ha operato con successo un bambino già affetto da glaucoma congenito e con una densa opacità della cornea, eseguendo un complicato intervento di trapianto della cornea. "Il trapianto di cornea, eseguito con dovute precauzioni, su pazienti in età infantile, in particolare su quelli affetti da sclerocornea -spiega Vittone- consente di raggiungere risultati soddisfacenti in una percentuale di casi abbastanza elevata, sicuramente superiore al 50%". La particolarità di questo caso consiste nelle aggravanti legate alla tenera età del paziente (2 anni) e soprattutto nella presenza di un glaucoma congenito, già operato 6 volte, dove le normali strutture oculari erano già state modificate dai precedenti interventi. Il bimbo infatti ha dovuto affrontare due operazioni anti glaucoma all'occhio sinistro, che sono state risolutive. Per l’occhio destro sono stati necessari 6 interventi per normalizzare la pressione endo-oculare. Grazie alla cornea fornita dalla Banca degli occhi che ha sede presso la clinica oculistica dell'Università di Genova, il professor Vittone ha potuto effettuare il trapianto di cornea nell’occhio destro, dando quindi al piccolo un’ulteriore possibilità di vista, molto ridotta dalla patologia dalla quale era affetto. Questo tipo di trapianto su paziente affetto da glaucoma viene eseguito molto raramente e solo da ospedali altamente specializzati: "Un intervento del genere è possibile al Gaslini grazie alla sua polifunzionalità che offre un’assistenza pediatrica altamente specializzata e completa -spiega Paolo Vittone- non solo i medici oculisti, ma anche l'essenziale assistenza anestesiologica e post intervento adatta ai bambini così piccoli". Genova 10 Aprile 2004.

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