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Attività
di informazione e comunicazione della Giunta
L’assessore
alle risorse umane, finanziarie, strumentali Renata Oliveri ha
risposto ad una interrogazione dei consiglieri Ds Paolo
Perfigli, Fulvio Vassallo, Ubaldo Benvenuti, Rosa Maria D'Acqui
sull'attività di informazione e comunicazione della
Giunta regionale. Secondo le informazioni rese dall’assessore,
la campagna informativa sullo screening mammografico ha
comportato una spesa di 17 mila 962 euro, quella sull’assegno
servizi di18 mila 808, mentre quella sulla convention dei
sindaci è costata 28 mila euro di spese sulle tv e 8 mila
400 per inserti sui giornali. Per la mostra “Arte a
Palazzo” sono stati investiti 43 mila 861 euro in spazi tv
e 6 mila 599 per inserti sui giornali, mentre le iniziative
“Invito a teatro”, l’inserto “Spazio
aperto” e l’informativa sui “buoni scuola”
hanno comportato rispettivamente investimenti per 6 mila 658
euro, 5 mila 500 e 3 mila 99. Il capogruppo dei Ds Paolo
Perfigli ha detto che in molti casi si è trattato di
attività che erano molto più vicine alla
propaganda politica che all’informazione istituzionale.
Inoltre, secondo Perfigli, spesso la spesa in comunicazione non
è stata proporzionata rispetto al merito delle iniziative
cui faceva riferimento.
Il
ricordo del dramma dei giuliano – dalmati a 47 anni dal
trattato di Parigi
Con
una breve comunicazione il Presidente del Consiglio Francesco
Bruzzone ha ricordato il dramma delle foibe e dell’esodo,
nel secondo dopoguerra, degli italiani della Venezia Giulia,
dell’Istria e della Dalmazia invitando l’assemblea a
rispettare un minuto di raccoglimento. «Esattamente 47
anni fa, il 10 febbraio del 1947, l’Italia firmò il
trattato di pace a Parigi che decretò la cessione
all’allora Jugoslavia dell’Istria, di Fiume e della
Dalmazia. Quella data segnò l’inizio di una
sofferenza atroce patita da 350 mila profughi italiani costretti
a fuggire dalle loro terre a causa della dura repressione
dell’esercito di Tito che colpiva popolazioni inermi e del
tutto innocenti. Nel 2000, a fronte di un’Europa unita,
valori come verità, democrazia e giustizia devono essere
riaffermati e scolpiti, prima ancora di freddi indici come
quelli dettati dai valori economico commerciali o di
risarcimenti o di restituzioni di beni». Su questi temi il
Consiglio regionale ha indetto un concorso fra gli studenti
liguri la cui premiazione si è svolta ieri.
Programma
Triennale dei servizi per l'impiego
Con
22 voti a favore, 11 contrari e 2 astenuti (Liguria Nuova) è
stato approvato il “Programma Triennale dei servizi per
l'impiego, delle politiche formative e del lavoro 2003-2005”
il cui esame era iniziato nella scorsa seduta consiliare.
Nel
dibattito Massimiliano Costa (La Margherita Democrazia e
Libertà) ha criticato tra l’altro il fatto che il
piano non affronti il problema che nel 2006 finiranno i
contributi del Fondo sociale europeo. Moreno Veschi (Ds) ha
sottolineato che la flessibilità del mondo del lavoro
lungi dall’essere positiva per l’economia, diventa
pura e semplice estensione del lavoro precario. Veschi ha poi
rimarcato che la realizzazione finanziaria al 31-12- 2002
prevede un impegno all’ultimo beneficiario pubblico
(Regione/Province) pari al 28 per cento e pagamenti al
beneficiario finale (l’ente attuatore) del 13,9 per cento.
Secondo Veschi, «tali dati evidenziano che le percentuali
dei pagamenti restano molto basse, una performance che colloca
la Liguria in coda alle Regioni italiane». Critico nei
confronti del Piano anche il consigliere segretario del
Consiglio Marco Vincenzo Nesci (Rifondazione) secondo il quale
la situazione sociale del paese è sempre più
pesante ed è caratterizzata dal scollamento fra
popolazione e istituzioni. «Il 15 per cento dei salariati
ha una condizione economica inferiore alla soglia di povertà,
ma questo piano non ne tiene assolutamente conto»
Interventi
per l’artigianato
Approvazione
a maggioranza (23 voti favorevoli, 13 contrari) anche per il
“Programma Triennale degli interventi in materia di
artigianato 2003-2005 ai sensi dell'art. 41 della legge
regionale 2/1/2003, n. 3”. Ubaldo Benvenuti (Ds) ha detto
che il piano «per quattro quinti è una semplice
descrizione della situazione esistente, mentre le parte
propositiva occupa due o tre paginette peraltro prive di cifre e
indicazioni concrete. I finanziamenti vengono enunciati in
un’unica voce senza entrare nel dettaglio». «Con
la scusa di fare una programmazione a maglie larghe - ha
aggiunto Vincenzo Nesci (Rifondazione) – si garantisce
mano libera alla Giunta nel gestire le risorse senza dare
garanzie alle imprese». «L’artigianato ha
bisogno di certezze e non di assistenza a pioggia», ha
rimarcato il capogruppo di Rifondazione Arturo Fortunati.
L’assessore allo sviluppo economico Giacomo Gatti ha
replicato ricordando che l’artigianato è oggi uno
dei settori trainanti della nostra economia con oltre 43 mila
imprese attive ed in continua crescita. In quanto al piano, lo
ha definito «il primo esempio di politica organica a
sostegno del settore. Un traguardo importante anche perché
supera in un colpo le 30 leggi con le quali si spezzettava
l’intervento nella materia.» Gatti ha ricordato poi
che il provvedimento accoglie molte delle indicazioni delle
organizzazioni dil settore e che affronta in particolare il
problema – centrale per lo sviluppo – dell’accesso
al credito. Nel dichiarare il voto favorevole di Liguria Nuova
al provvedimento, Mario Di Spigna ha affermato che il settore
artigiano non è importante solo per lo sviluppo
economico, ma anche per la valorizzazione delle tradizioni e dei
prodotti tipici. Fondamentali, questi ultimi, per accrescere le
attrattive turistiche della Liguria. Di Spigna ha auspicato che
in futuro il settore possa avere a disposizione una quota
maggiore di fondi regonali.
Tutela
e rappresentanza delle categorie protette
Su
richiesta del presentatore - Giovanni Paladini (La Margherita
Democrazia e Libertà) - il termine per la discussione
della proposta di legge “Norme in materia di tutela e
rappresentanza delle categorie protette” è stato
fissato all’unanimità nel 10 marzo 2004. La
presidente della prima Commissione, Maria Annunziata Ceppellini
Novi (FI), ha spiegato che il ritardo nella discussione era
frutto dell’esigenza di creare una sottocommissione che
esaminasse, insieme a quella di Paladini, altri due disegni di
legge concernenti le stesse tematiche.
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