per i musicisti liguri vedi pagina specifica
BAMBOLE DI PEZZA sono 5 ragazze completamente fuori di testa, punkeggianti, maliziose, intriganti, originali, dolci, rumorose, grintose, incazzate... E’ uscito a giugno “CRASH ME”, il loro disco d’esordio. Un'album che contiene dodici tracce che spaziano dal Punk Rock al Rock n' Roll con qualche accenno di noise melodico. Si sono formate nel 1997 a Milano. Dopo vari avvicendamenti sono approdate all’etichetta indipendente “TUBE RECORD” e a giugno è uscito il disco d’esordio “CRASH ME”. Sono 12 tracce di pura energia in cui si possono sentire strizzate d’occhio alla nuova tendenza del ROCK’n’ROLL (Stokes, Jon Spencer Blues Explosion), richiami al PUNK più spensierato dei Blink 182, Avril Lavigne o Foo Fighters ma anche accenni a sonorità più intense sullo stile di P.J. Harvey. Hanno da poco terminato un tour radio e televisivo che le ha portate a presenziare in diversi programmi riscuotendo un enorme successo per la loro simpatia e spontaneità!! Sono ora impegnate in un tour che le sta portando in tantissime città italiane… tanti locali fanno il tutto esaurito in quanto sono in centinaia i e le giovani che accorrono incuriositi da questa formazione “tutta al femminile”. I loro concerti sono un misto tra puro Rock’n’Roll e voglia di divertirsi! Il loro sound è aggressivo, melodico e sicuramente molto “sensuale” !! LE BAMBOLE DI PEZZA sono: Micky- voce, Morgana - chitarra, Dany - guitar e voce, Franka – basso, Aika - batteria.
MR
T-BONE AND HIS JAMAICAN LIBERATION ORCHESTRA Mr
T-bone si diploma in trombone al Conservatorio "G.Verdi"
di Milano nel 1999 e contemporaneamente studia alla Civica Scuola di
Jazz della stessa città, diretta da Franco Cerri ed Enrico
Intra, entrando a far parte dell’omonima scuola, la Civica Jazz
Big Band, nella quale rimane membro stabile per tre anni.Qui
collabora con artisti di calibro internazionale tra cui : Giorgio
Gaslini, Enrico Rava, Bobby Watson, Bob Brookmaier e l’Orchestra
Sinfonica G.Verdi.Fino a poco tempo fa ha fatto parte di alcune delle
più note formazioni italiane di "Jazz Tradizionale per
Walking Band". Con loro ha suonato in Svizzera, Germania e, in
Italia, con partecipazioni di rilievo ad importanti Festival.Nello
stesso 1999 fonda la sua band con altri musicisti provenienti dalla
scena del Jazz e dello Ska e si apre all’attività
solista. Nasce Mr T-bone con la sua Jamaican Liberation
Orchestra.Prende il via una serie di collaborazioni distribuite tra
le session di registrazione in studio ed i concerti : Africa Unite,
Giuliano Palma & the Bluebeaters, Vinicio Capossela, Marc Ribot,
Persiana Jones, Matrioska, Franziska, Vallanzaska, Scisma,
Platinette, Wha Companion.Diviene ufficiale la sua presenza al
seguito dei Bluebeaters e degli Africa Unite.Al contempo comincia
l’attività live da solista con la sua J.L.O
riarrangiando standard jazz e interpretando brani creati da lui
stesso.Nel 2000 si dedica alla composizione di musiche originali per
una colonna sonora: il film è "Ravanello Pallido",
scritto ed interpretato da Luciana Littizzetto.La scrittura procede
insieme all’attività concertistica.Prende forma "That’s
It", uno straordinario canovaccio intessuto di Ska e di Jazz
alla maniera delle Orchestre da ballo caraibiche che si diffusero in
Giamaica durante gli anni 60, (tra i più noti figurano i
favolosi Skatalites). THAT’S IT Scritto, (fanno
eccezione la celebre "Libertango" del Maestro Piazzolla e
lo standard "Lonesome Road"), arrangiato e in alcuni
episodi, cantato da Mr T-bone viene realizzato con la Jamaican
Liberation Orchestra, con l’aggiunta di qualche speciale
apparizione, al Mai Tai Studio di Milano. Viene completato, missato e
masterizzato inna Spliff a Dada Sound Stylee di Pinerolo (TO),
da Madaski, che partecipa anche alla produzione artistica del
progetto. Special Guests : Paolo "de Angelo"
Parpaglione, Gianluca "Cato" Senatore, (compagni in Africa
Unite e Bluebeaters, fondatori di Motor City);Vito Miccolis,
(Tribà).MR T-BONE & HIS JAMAICAN LIBERATION ORCHESTRA :
Gigi "T-bone" De Gaspari , Trombone e Voce - Valentino
Finoli, Sassofono - Gianluca Mancini, Pianoforte e Voce - Massimo
Dall’Omo, Chitarra - Ivan Barassi, Contrabbasso - Lorenzo
Ottanà, Batteria. MR. T BONE AND HIS JAMAICAN LIBERATION
ORCHESTRA: THAT’S IT –Mr. T Bone, al secolo Luigi De
Gaspari, trasuda una passione per la musica in generale ed un amore
per il genere da lui prediletto che non ha eguali. Queste sue
caratteristiche si incontrano sia laddove egli contribuisce a
progetti già formati e dotati di un loro percorso preciso come
i Blue Beaters di Palma o gli Africa Unite, sia - e con ovvia maggior
forza - nel suo progetto personale, quello dei suoi Jamaican
Liberation Orchestra.Con i dieci brani che costituiscono il "corpus"
del suo album di debutto intitolato "That’s It", Mr.
T Bone vuole renderci edotti di che "pasta" è fatta
la sua musica, anzi, la Sua musica.Ci riesce benissimo, vuoi per la
particolarità dei musicisti di cui si è attorniato (il
bravissimo Finoli al tenore, l’eclettico Marsòn al
contrabbasso ed alla tromba, il dotatissimo Mancini al piano e
tastiere e gli "original" Lollo alla batteria e Massimo
alla chitarra), vuoi per le proprie, indubbie, capacità di
compositore e solista. La "pasta" è buona! Non è
insipida come spesso accade a chi vuole imitare.E come Mr T Bone
trasuda passione ed amore per il ritmo giamaicano, così That’s
It, album di debutto di questa sorprendente Jamaican Liberation
Orchestra, trasuda entusiasmo ed energia.n 10 tracce, di cui 5
cantate e 5 strumentali, JLO passano da Ska Swing di notevole fattura
come Every Where a strumentali coinvolgenti come Lonesome Road, da
reggae meditativi e notturni come Libertango a brani tranquillamente
ballabili come I Got U e la vitale You Must Say. Certo, si converrà,
oggigiorno un disco con la metà dei brani strumentali non è
certo un trampolino di lancio per i primi posti in classifica ma,
fregandosene delle logiche che portano artisti a modificare il
proprio stile in ottiche prevalentemente da businness, "That’s
It!" è certamente un elemento prezioso ed irrinunciabile
per chi abbia quella stessa passione, quello stesso amore per un
ritmo, per dei musicisti, per delle atmosfere che continuano a
rivivere grazie alla musica. Every Where, September, You Must Say
e the Lonesome Road sono le tracce più interessanti del disco
che consiglio ai nostalgici dei defunti Hepcat, ai fan dei NYSJE e
dei Jazz Jamaica, ai collezionisti .
Cardosanto La band harcore più estrema: ai margini del rock, dove rumore e suoni organizzati convivono e si compenetrano. ROBERTO SASSI: Chitarra e rumori, FULVIO GIGLIO: Basso, DARIO MARINANGELI: Batteria, Ritmi dispari e ritmiche sincopate si rincorrono a seguire traiettorie devianti tracciate da chitarre e bassi non convenzionali nel tentativo di disegnare percorsi sonori stimolanti mente e ventre. La matrice rock perde le sue caratteristiche fondamentali nell¹esasperazione degli aspetti meno tradizionali arrivando a toccare ambientazioni noise-jazz, la mancanza di una voce o di uno strumento cardine mina alle fondamenta la tradizione rock pur utilizzandone il lessico e da vita ad un laboratorio dove ogni elemento diventa fondamentale per la realizzazione delle architetture sonore del gruppo. Il suono finale è difficilmente catalogabile, in alcune parti sembra di sentire i King Crimson passati in un turbine hardcore, altrove una noise band che rovina in aperture psichedeliche.
PEPPE CONSOLMAGNO - TIMBRI DAL MONDO Voce, percussioni Il tappeto su cui sparpaglia i suoi strumenti sembra un'officina del ritmo e dei sogni, uno spazio liberato e consacrato al piacere del suono. Peppe Consolmagno costruisce oggetti sonori per se' e per Nana Vasconcelos, uno dei suoi tanti estimatori. Altri ne inventa utilizzando materiali recuperati durante i suoi viaggi. Altri ancora ne immagina unendo la sua voce alla sinfonia di timbri e colori che si sprigionano da questa singolare orchestra formata da una sola persona. Musicologo apprezzato, brillante, animatore di seminari e workshop, Peppe Consolmagno costruisce i suoi spettacoli come piccoli racconti ambientati in una dimensione magica.
GIORGIO CONTE Nasce ad Asti (Piemonte) il 23 aprile 1941. Con il fratello Paolo condivide in gioventù sia gli studi in diritto che la passione per il jazz, la musica popolare e la canzone francese, trasmessa loro dai genitori.Il loro sodalizio artistico passa attraverso i primi gruppi musicali, che vedono Giorgio alla batteria e Paolo al vibrafono, fino ai contatti con il clan di Celentano e la stesura a quattro mani di brani celebri come "Una giornata al mare", "La topolino amaranto". Più tardi le loro strade si separano, ma Giorgio continua a firmare canzoni di successo interpretate da Rosanna Fratello "Non sono Maddalena", Fausto Leali e Wilson Pickett "Deborah", come pure da Mina, Milva, Ornella Vanoni, Francesco Baccini. Accanto al lavoro nello studio legale, si dedica al teatro (tournée con Bruno Gambarotta) e collabora a diversi programmi radiofonici ("Quelli che la radio..." su RadioDue Rai con Giorgio Comaschi).Poi, nel 1993, la svolta: dopo la partecipazione al premio Tenco in ottobre, Giorgio Conte decide di abbandonare lo studio legale per dedicarsi ai concerti. La sua carriera lo porta all'estero, dove negli ultimi anni si è esibito più di 300 volte in Austria, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Spagna e Canada con un notevole riscontro di pubblico e di critica. In questi paesi pubblica due nuovi album.Partecipa nel 1996 al Festival Francofolies di Montreal: la sala dello Spectrum (1200 posti) è già esaurita con 15 giorni di anticipo. Il pubblico scopre la sua sottile vena ironica, la delicatezza dei suoi temi musicali; viene paragonato dai giornalisti ai grandi chansonniers francesi, come George Brassens.Nel 1997 nuovo CD: "La vita fosse" e di nuovo in tournée per l'Europa ed il Canada, riscuotendo sempre ampio successo.La Polygram Italia pubblica poi il disco "Concerto", registrato dal vivo in un castello medioevale nella cittadina svizzera di Yverdon-les-Bains, ed in seguito, nell'aprile 1999, "Eccomi qua"; da lì iniziano anche i concerti in Italia. Nel 2001 è poi Chicco Santini che farà di tutto affinché "L'ambasciatore dei sogni" entri nel mercato discografico italiano e nel 2003, questa volta prodotto da "Storie di note", tocca ad "Il contestorie".Il Contestorie è un album composto da nove originalissimi brani inediti, il cui suono, eclettico e intrigante, è stato curato dal chitarrista degli Avion Travel Fausto Mesolella; canzoni intrise di quell’inconfondibile anima ironica venata di nostalgia che da sempre caratterizza i suoi componimenti, che Giorgio Conte ha arrangiato insieme alla sua band (Alberto Malnati, Matteo Peo Mazza, Guglielmo Pagnozzi) e registrato presso il Piccolo Auditorium di Storie di Note a Orvieto.Ma Il Contestorie è anche di più. Allegato al disco infatti, un libro omonimo di racconti, aforismi e poesie scritti da Giorgio Conte, che ci regalano un autore letterario completo e maturo. E infine, ad arricchire il tutto, una non meglio identificata sorpresa caraibica che chi acquisterà Il Contestorie troverà all’interno della confezione. Nel frattempo continuano i suoi concerti in giro per l'Europa.
COTRUFO-GENNARI QUARTET Pino Cotrufo, chitarra - Vittorio Gennari, sax contralto Massimiliano Tonelli, basso acustico - Jo' Pagnoni, batteria La condivisione di una certa estetica musicale che unisce Pino Cotrufo e Vittorio Gennari la si puo' identificare nel perseguimento dello swing e del sincopato, accenti presenti ovviamente nel Jazz ma anche nel samba e nel jazz-samba. Il repertorio spazia da brani appartenenti alla letteratura classica del Jazz, a brani di piu' recente acquisizione (ma entrati legittimamente a farne parte) scritti da Jobim. La musica brasiliana dotta trae infatti la sua origine armonico-estetica proprio dal Jazz. L'incisivo modo di fraseggiare di Gennari, di derivazione be-bop, e l’elegante senso armonico di Cotrufo, costituiscono un mix estetico molto piacevole, a tratti trascinante, a tratti suggestivo. Il tutto, confortato da un solido accompagnamento al basso suonato da Tonelli e da una puntuale scansione ritmica eseguita da Pagnoni.
GEM
BOY il primo gruppo che per stessa ammissione dei componenti si
produce nel genere "Viagra Music" non ci credete? E allora
provate ad ascoltare l’album
d’esordio dei Gem Boy, band bolognese alle prese con cover
famose rivedute e corrette a loro misura….www.gemboy.it
5
ragazzi sul palco (Carlo,
Davide,
Siro,
Marco,
Max)
e uno dietro le quinte (Lo
Sdrushi).
Ecco a voi i fantastici Gem Boy. Era il lontano 1993 quando 3
impavidi ragazzi si ritrovarono in una losca e umida cantina per dare
vita al mito...In 6 anni di vita musicale non sono restati con le
mani in mano, bensì si sono dati da fare e non poco. Restando
pur sempre produzioni amatoriali, hanno cercato di lasciare una
traccia indelebile del loro cammino. All'attivo hanno 6 demo-tape e
un CD. Ecco a voi la prima band che, per stessa ammissione dei
componenti, si produce nel genere "Viagra Music". Non ci
credete? E allora provate ad ascoltare l’album d’esordio
dei Gem Boy, band bolognese. Nati nel 1993, come gruppo squisitamente
demenziale, i Gem Boy incarnano una perfetta fusione fra cabaret,
rock, reggae, ska. Una pregevole testimonianza della loro personalità
è il CD "Il Triangolo Nei Bermuda", icona
dissacratoria con testi affogati in un’ironia che si sposa bene
ad una musica godibilissima, che dal vivo regala il suo volto
migliore. Splendidi esempi in questo senso sono pezzi come "La
mia donna è un’estetista", "Il guardone",
"Cotton fiock", "Cappucceto rotto", titoli che
valgono più di mille parole. Tutti pezzi che sono la degna
eredità dei primi demo – tape dei Gem Boy, e parliamo di
"Orgia Cartoon" e di "Gem Boy", manciate di
canzoni diventate ormai oggetto di culto presso le schiere dei loro
fan, grazie anche all’accurata co-produzione di Pasquale
Bonamassa, che in questo primo album ha contribuito a plasmare il
sound del gruppo bolognese. Nel segno di una demenzialità che
sa unire alla risata la buona musica.
THE GANG nasce all'inizio degli anni '8O nella provincia marchigiana. La formazione subisce negli anni continue trasformazioni intorno al nucleo centrale costituito dai due fratelli Severini, voce e chitarra del gruppo. L'esordio discografico è del 1984: un LP, TRIBE UNION, autoprodotto e diffuso attraverso i canali delI'underground. Nel 1986 THE GANG prosegue la sua avventura discografica con un 45 giri che porta sulla facciata A "Against The Dollar Power" e sul retro, una versione di" lt Says Here" di Billy Bragg; ma è soprattutto dal vivo che la band si distingue, con centinaia di esibizioni nelle più d verse realtà e prestigiose apparizioni di spalla a Blasters, Jesus e Mary Chain, Billy Bragg, Linton Kwesi Johnson, Pogues. Nel novembre 1987 è finalmente la volta o un 33 giri., BARRICADA RUMRLE BEAT, sempre autoprodotto, con 12 composizioni che ampliano lo spettro delle influenze GANG, dal R & B al Rock & roll, dal reggae al funk. Il sound è compatto e ruvido, asciutto e intenso, disdegna le mode del momento. Dopo una lunga serie di concerti, THE GANG torna in sala d'incisione alla fine del 1988, dopo aver concluso un importante accordo con la CGD. E l'atteso passaggio dall'underground ai canali discografici ufficiali, uno snodo necessario nella vita di una band. lì gruppo lo effettua nel migliore dei modi, tenendosi stretta la forza delle origini e continuando senza condizionamenti il suo processo di affinamento e ricerca. REDS, questo il titolo del 33, è prodotto da Paul Roland e si mostra disco rock a tutti gli effetti, nel senso di musica popolare schietta e moderna; tra i collaboratori, spicca l'organettista Ambrogio Sparagna, a dimostrazione della vena folk dell'opera. Il lungo e fortunato giro serve al complesso per raccogliere idee e calibrare meglio la formula per un nuovo disco, LE RADICI E LE ALI, preparato poi in studio nel corso del 1990 e pubblicato nell'aprile seguente. C'è la grande novità di testi cantati in italiano, per la prima volta nella storia internazionalista della GANG, ma c'è soprattutto il progetto intrigante di un viaggio nel sud del mondo, dove il rock è comune denominatore e luogo privilegiato di contaminazione con musiche della tradizione popolare. Ancora una volta la GANG è centro propulsore di suoni e idee che accetta contributi da varie parti: Massimo Bubola, Davide Riondino, il poeta Biagio Cepolloro, sono fra i collaboratori dei testi mentre sul fronte musicale si distinguono Antonello Salis, Antonello Ricci, Mauro Pagani, oltre ai fiati di Daniele Sepe e Frank Nemola. Nel 1993 arriva STORIE D’ITALIA, un affresco della situazione sociale e politica italiana dipinto servendosi del folk prima ancora che del rock. E l’album più cantastorie dei Gang arriva puntuale subito dopo, e si intitola UNA VOLTA PER SEMPRE (‘95), ma non si può dire il loro più riuscito. Meglio è il successivo FUORI DAL CONTROLLO, anche se eccessivamente didascalico, se non altro un ritorno alle formule sonore del rock. Nel 2000 l’uscita di CONTROVERSO rivendica la radice rock della band, e alterna a brani potenti delle ottime ballads.
Arrigo Riccardo Agosti in arte "GHIGO" nasce a Milano il 10 luglio 1936, eclettico personaggio,irrequieto,devastante,teatralmente creativo,musicista di estrazione jazz,spesso rabbioso su quei palchi che lo videro incontrastato protagonista della scena Rock italiana dal 1952 al 1964. Nel periodo successivo dal 1964 al 1973 si addentrò totalmente nel contesto discografico non commerciale,destinato ad un pubblico interessato alla musica d'avanguardia ed oggi al collezionismo con prezzi da capogiro.
LOU DALFIN Lou Dalfin (fondato da Sergio Berardo)nasce nel 1982 come gruppo di musica tradizionale occitana; una "line-up" acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti) e la riproposta di brani - strumentali e vocali - del repertorio popolare caratterizzano il percorso artistico di questa prima "esistenza". Con quest'approccio vengono registrati due LP: "EN FRANSO I ERO DE GRANDO GUERO" nel 1982 (ormai esaurito e recentemente riedito in cassetta) e "L'AZE D'ALEGRE" nel 1984. Nel 1985 il gruppo si scioglie per lasciare spazio ad altri progetti musicali: L'Arp, La Ciapa Rusa e Lou Nouvè de l'Argentiera tra i più noti. Lou Dalfin "resuscita" nell'autunno del 1990: Sergio riunisce attorno a sé vari nuovi musicisti provenienti dalle più diverse estrazioni (folk, jazz, rock). L'inizio di questa seconda esperienza ha rappresentato il naturale momento di transizione dalla formula acustica a quella attuale: molte composizioni s'innestano sul repertorio popolare, nuovi arrangiamenti e l'introduzione - accanto agli strumenti più tipici della tradizione (vioulo, pivo, armoni a semitoun, pinfre, arebebo, viouloun, ecc.) - di basso, batteria, chitarra e tastiere caratterizzano il suono de Lou Dalfin, seguendo una precisa ed esplicita idea di proporre nuova musica occitana e renderla fruibile ad un maggior numero di persone. Il percorso musicale del gruppo si snoda all'inizio attraverso le Vallate Occitane del Piemonte, in cui anima centinaia e centinaia di feste da ballo; la presenza e l'intervento diretto sul territorio sono stati (e lo sono più che mai) l'obiettivo principale del lavoro de Lou Dalfin. Dopo la partecipazione al "MERCAT DE MUSICA VIVA" di Vic (Barcellona/Catalunya) nel 1993, ad "AREZZO WAVE" nel 1994 ed al "PRINTEMPS DE BOURGES" (Cher/France) nel 1995, accanto all'attività nelle Valli si affianca una nutrita serie di concerti a livello nazionale ed estero (soprattutto nell'Occitania francese). Nel luglio 2002 Lou Dalfin partecipa al noto festival di "Saint Chartier", tempio della musica tradizionale europea, riscontrando un enorme successo di pubblico. Cinque i dischi incisi: W JAN D' L'EIRETTO (1992, Ed. Ousitanio Vivo) GIBOUS, BAGASE E BANDÍ (1995, Baracca e Burattini/Sony) RADIO OUSITANIA LIBRA LIVE con il gruppo basco Sustraia (1997, Baracca e Burattini/Sony) LO VIATGE (1998, Noys) uscito nel settembre 1998. LA FLOR DE LO DALFIN (2001, UPRFolkRock/Peones edizioni musicali) uscito il 15 marzo 2001 Tra gli inevitabili avvicendamenti, si giunge alla formazione attuale: Sergio Berardo (voce solista, ghironda, organetto, flauti), Alfredo Piscitelli (chitarre), Riccardo Serra (batteria, percussioni), Dino Tron (organetto, fisarmonica cromatica e cornamusa), Daniele Giordano (basso); questo è Lou Dalfin che potete incontrare in giro per l'Europa con il nuovo spettacolo, arricchito di molte interessanti novità e con la grinta e l'energia di sempre. ...l'era dei "vioulaires", i suonatori girovaghi di ghironda che si guadagnavano di che vivere al suono di una ruota che sfrega delle corde,
continua tutt'oggi...Info line: +393381391915 e-mail:gigibagiggi@hotmail.com http://www.loudalfin.it
LUCI
FERME:
Nel
’93
vincono
il Rock
Targato Italia Nel
’94
con
la produzione artistica di Gianni
Maroccolo
(P.G.R.,
ex CSI, ex Litfiba) il primo album: “Luciferme”
(Black
Out/Mercury) : “Ad
Occhi Chiusi”
heavy
rotation in tutti i network,
80
date
live, (per 12 date ospiti di Biagio
Antonacci
nel
Mucchio Tour). Il videoclip
gira
su TMC2,
MTV,
Match
Music,
Made
in Italy...,
interviste su tutti le principali radio (da RADIO TORRE GENOVA, a
RADIORAI
a
Dj
a
RTL,
105,
RISMI...),
recensioni e articoli su tutte le principali testate giornalistiche.
Nel '98
al
Festival
di Sanremo;
il secondo album “Cosmoradio”
(Black
Out/Mercury), “Il
Soffio”
entra
in heavy rotation su tutti i network radio. 86
date
live tra le quali, al “Rolling
Stone”
apertura
del concerto di Brian
May (Queen).
La
diffusione delle notizie sul gruppo è naturalmente velocissima
e praticamente tutti
i principali mezzi d'informazione, testate giornalistiche, Tv, radio,
riviste parlano di loro.
Nel Maggio
2001
con
la produzione artistica di Marzio
Benelli
(lo
stesso dei LITFIBA di 17Re) esce il terzo album: “Di
luce e ombra”
(Vortici
Records/Self) . Gli estratti “Come
Mai”
e
“Soltanto
Tu”,
dei quali sono stati realizzati anche i videoclip, girano su tutti i
canali specializzati Match
Music,
MTV,
Video
Italia,
Magic
TV,
Made
in Italy,
recensioni e articoli su Musica
di Repubblica,
Rock
Sound,
Rock
Star,
Musica
e Dischi,
Tutto
Musica e Spettacolo...
interviste e recensioni sui principali portali musicali italiani da
Yahoo
a
Rockit.it,
Match
Music,
Digimusic... Il
consenso della critica su "Di luce e ombra" è
unanime: il miglior disco che il gruppo abbia mai realizzato. Le
sonorità stimolano paragoni importanti... David Bowie (Space
Oddity), Depeche Mode (Ultra), Garbage, PFM, primi Litfiba, Simple
Minds, U2, Afterhours, Verdena ... Maggiori
info su www.luciferme.it
I
Luciferme sono: FRANCESCO PISANESCHI- voce e testi; GIACOMO
GUATTERI -chitarre e progr.; EMANUELE COGGIOLA -batteria,
percussioni, pianoforti; ALESSANDRO CRESCI -basso. info:
RAW
ART PromoAgency - DANIELE BADURSI - rawart.mag@tiscali.it

MADAGASKA'
I Madagaskà nascono nei
primi mesi del 2001, e a distanza di pochi mesi
partecipano subito, vincendo, alle prime selezioni per
"L'
I-Tim Tour 2001".
Arriva subito la possibilità di stimolare l'attenzione
del grande pubblico grazie all'esibizione dal vivo sul palco di
Reggio Calabria, inserendo il nome della band all'interno
del prestigioso cartellone artistico della manifestazione
condotta da Red Ronnie. L'I-Tim Tour offre anche una discreta
visibilità attraverso i Media. Il 2002 è un anno ricco
di consensi di pubblico per i Madagaskà, impegnati in
numerosissimi concerti tra Basilicata, Puglia e Calabria. Tra i tanti
concerti del 2002 è senz'altro da segnalare la presenza sul
palco del Rocka
Sound Festival
(tenutosi dal 1 al 20 agosto '02
a Rocca Imperiale -Cosenza, è uno dei più
attesi festivals estivi del sud Italia). Il primo
advance-promoCD
realizzato ad ottobre del 2002
comincia ad ottenere subito recensioni positive su molte
riviste specializzate e, molto importante, permette alla band di
partecipare alle selezioni Live di Arezzo
Wave Basilicata 2003
e ad essere inserita nella
compilation lucana, oltre a tutta la positiva rassegna stampa che
ha accompagnato l'evento. Provenienza
geografica:
I sette musicisti della band
provengono da vari paesi della provincia
di Matera, un
gruppo lucano dunque. E se in genere nelle biografie e negli
articoli si fanno riferimenti a gruppi o artisti della stessa
identità geografica... ehm... i Madagaskà potremmo
"accostarli" addirittura all'internazionale AMARO
LUCANO,
visto che il Comune Materano d'appartenenza che ha dato i natali
al celeberrimo liquore
è proprio lo stesso,
Pisticci/Marconia (...)...(!!!?!!!). Genere
musicale:
Ogni brano ha una propria
identità... Ska
divertente e ballabile, capace di coinvolgere e trascinare il
pubblico...
ma anche riflessivo e e dal quid caldo grazie anche all'espressività
della sezione fiati che vanta due musicisti diplomati al
Conservatorio... o, ancora, energici e d'impatto come il muro
CrossoverRock, pur senza mai tralasciare l'importanza della melodia
e della ricerca naturale dell'originalità. Molti giornalisti
nelle recensioni evidenziano la possibilità che alcuni brani
avrebbero nel diventare hit radiofonici. Primo
Advance-CDpromo, Brani (originali):
Emi,
El Gringo Non C'è Più, Paranoika, Più Bello Di
Un Fotomodello, Makkè Fiabe
(reinterpretazione della
favola di Pinocchio). Live:
oltre
due ore di spettacolo coinvolgente e scatenato con brani originali e
covers. Formazione:
Davide Morina
(Voce),
Rocco
Ruvo
(Chitarra),
Lucio
Lamusta
(Chitarra),
Marcello
Di Taranto
(Basso,
Cori), Vittorio
Losenno
(Tromba),
Emilio
Ruggiero
(Sax
tenore), Nicola
Di Taranto
(Batteria).
MANTRATURBATO I Mantraturbato nascono con il nome Mantra nel giugno del 1994 dall'incontro di cinque ragazzi di Arezzo con una discreta esperienza musicale alle spalle. Da subito si cimentano in brani di propria composizione, cercando di trovare una propria identità musicale. Incontrano presto l'ambiente "live", del quale maturano una buona conoscenza. La loro musica, dagli inizi fino ad oggi, ha subito un'evoluzione partita dal rock ed arrivata (seppur non terminata) ad un sound d'atmosfera, turbato e disturbato, che esula completamente dalla definizione classica di rock. I testi delle loro canzoni sono rigorosamente in lingua italiana, sebbene le loro maggiori influenze musicali derivino da gruppi d'oltremanica e d'oltreoceano. I Mantra fanno i loro primi concerti nel luglio del 1994 (a soli due mesi dalla loro formazione), e, tra la fine del 1994 ed il 1995, si esibiscono in vari locali di Arezzo e provincia, ma allargano anche i loro confini con concerti fuori provincia (a Prato e più volte a Pisa e a Siena) e fuori regione (due date al mitico Rock Cafè di Rimini e la partecipazione ad un importante festival rock delle Marche). Sempre nel 1995 arrivano secondi ad un importante Rock Contest provinciale, si esibiscono al Tuborg Live Stage di Arezzo Wave, al Velvet Underground e soprattutto ottengono il primo posto alla rassegna "Decibel VI", di gran lunga la più importante della provincia. Nel 1996 i Mantra passano le selezioni toscane per Arezzo Wave '96 (a Siena) e i quarti di finale del famoso Rock Contest di Controradio suonando per le semifinali al Tenax di Firenze. Aprono inoltre una serata di "Aspettando Arezzo Wave". Nel 1997, la sostituzione di due componenti porta nuova linfa vitale nel gruppo, arricchito da nuove sonorità. L'inserimento del violoncello consente la preparazione di un concerto acustico, più adatto a locali piccoli o raccolti. L'esperienza "live" cresce ulteriormente in questi anni, portando alla vittoria del premio della critica in un concorso a livello regionale ed al secondo posto nella selezione per il centro Italia del Concorso Nazionale Cantautori. Sul finire del 1999, dopo un travagliato periodo di transizione, inizia la fondamentale svolta stilistica e sonora per i Mantra, che, col nome Mantraturbato, si affacciano su nuovi orizzonti musicali. Rinnovati nella formazione e nelle sonorità, con un repertorio sempre meno legato a canoni convenzionali, i Mantraturbato si aggiudicano l'edizione 2000 di "Decibel". Nell'estate del 2001 partecipano ad Arezzo Wave, esibendosi al Wake-up stage. L'evoluzione stilistica e sonora non si ferma, portando all'inserimento, nel 2002, di una tromba, supportata da un sempre più frequente utilizzo di apparecchiature elettroniche. Il sound dei Mantraturbato, quindi, esce dagli schemi e sfugge alle definizioni comuni: muovendosi in precario equilibrio tra suoni acustici ed elettronici, dilatati in atmosfere rarefatte e liquide, diventa semplicemente musica preterintenzionale. Dopo aver realizzato 3 cd-demo, “La torre della luna” (1995), “Novenovenove” (1999) e “Gamma, preterintenzionale” (2001), i Mantraturbato pubblicano nel 2003 il loro primo cd, dal titolo “Gli spiriti del dopocena” (Officine della Cultura/Materiali Sonori). I Mantraturbato sono: Adriano Checcacci – batteria acustica ed elettronica, percussioni, Guglielmo R. Gagliano – chitarre, violoncello, programmazione, Luca Baldini – basso, pianoforte, Matteo Badii – tromba, tastiere, Francesco Prosperi – voce. http://www.turbato.it – e-mail: mantra@turbato.it – management: Le Officine della Cultura, Corso Italia 205, 52100 Arezzo tel. 0575.27961 – http://www.officinedellacultura.com – e-mail: info@officinedellacultura.com
MEDUSA
nascono nel 1990 a Palera come gruppo grunge/rock’n’roll.
Vincono una serie di concorsi regionali e nazionali, registrano
svariate demo-tapes fino a giungere al primo contratto discografico
con la "Dracma Records" nel '94 con conseguente uscita del
primo disco dal titolo "Medusa". Il disco ottiene pregevoli
consensi dalla stampa specializzata e permette al gruppo di suonare
in manifestazioni autorevoli a livello nazionale ed europeo. In
concomitanza con l'uscita di un E.P. dal titolo "Out from cages"
il gruppo viene chiamato per fiancheggiare i Testament nel tour
europeo del '97. Sul finire dello stesso anno un assestamento
all'interno del gruppo caratterizzerà come non mai lo stile
della band: due bassi, chitarra e batteria. Viene abbandonato quasi
per intero il vecchio repertorio ed il gruppo inizia a lavorare alla
stesura di nuovi brani. Nel luglio 2000 la firma del contratto con la
Extra Labels; il primo singolo è Mexico. Seguono un video e un
tour che portano i Medusa in studio di registrazione per realizzare
il nuovo disco "Punkmotocross?": 13 brani e un video che
sprigionano energia pura grazie a un sound più rude
prettamente pop-punk, sebbene con influenze ska, grunge, pop, rock,
reggae, HC e hip-hop, vedi il “free-style” del rapper
pugliese Caparezza ne “Il mio gatto” o l’orchestra
ne “Papa Diegone”. Sito internet: www.imedusa.it. Diegone
- voce e chitarra, Mo'ff - basso, Maggio - basso, Ea –
batteria. IL DISCO “Punkmotocross?” è il manifesto
dell'Happypowerpop dei Medusa, ma attenzione: dietro
l'escamotage dell'easylistening si celano citazioni auliche: dalle
trombette Nofx all'Adriano vintage di Pasticcio, dal foofighteriano
"Figa" ( I'll stick around, ricordate?) al pattoniano
reggae lieve come una brezzolina on the beach fino all'epilogo
sberleffo, in cui Hendrix suona Mameli remixato da Jim O' Rourke!
Torino è un'isola nel Pacifico, Medusa guardano il mondo così,
oggi, volando un pò più su.” (“Fonte:
Rumore, luglio 2002)
NO MAN'S CODE -Biografia La band esordisce nel '94, cambia nome e pelle un paio di volte, registra alcune demo recensite molto positivamente dalla stampa specializzata... insomma, tante esperienze utili per maturare e sviluppare il percorso artistico che nel '97 porta al nome definitivo No Man's Code e alla formazione immutata che sottolinea l'affiatamento del quartetto proveniente da Matera (ormai residente a Roma).
Dal '97 sono numerosi i brani originali composto dal gruppo, presentati anche in 3 demo attaverso stampa e numerosi concerti in tutta Italia e soprattutto in molti prestigiosi Clubs della capitale. Grande attenzione da parte del pubblico e dagli addetti ai lavori anche in numerosi Festivals e Concorsi (MEI di Faenza, Arezzo Wave Basilicata, Emergenza Rock, etc), dove il gruppo sfodera capacità di coinvolgimento e presenza scenica che si avvertono solo nei veri professionisti.
PETER
PUNK
Loro
amano definirsi con poche parole: "... cerchiamo di proporre un
punk-hardcore simpatico, ma allo stesso tempo deciso e coinvolgente:
con lo stesso spirito scriviamo testi diretti e, a volte, riflessivi.
In poche parole la nostra musica è proprio come noi! Non ci
credete?! Venite a trovarci on
stage!!!"
Rappresentanti delle nuove leve musicali, portano messaggi di pace e
rivendicazione sociale. I Peter Punk nascono ufficialmente nel 1994
quando 4 ragazzi di Roncade nel Trevigiano decidono di formare una
band. Dopo una serie di cambiamenti di formazione, ora i Peter Punk
sono: Chitarra e Voce Niccolò, Chitarra Stefano,
Basso Ettore, Batteria Nicola. Ed ecco che arrivano le
loro produzioni: nel dicembre del '98 esce una demo "Cornflakes"
(200 copie), poi nel '99 vengono registrate alcune canzoni destinate
a varie raccolte "Great time for Agitato Rec." (Agitato
rec.), "Tre Venezie", "Astropunkers 2000"
(Agitato rec.), " Kings of punk" (Hellflip rec.), e infine
nel luglio 2000 viene registrato in una settimana il primo cd
omonimo: 18 brani molto melodiche, come volevano loro, inciso per
l'Agitato Records, casa di proprietà del cantante,
un'autoproduzione n.d.A. insomma. Attualmente i Peter Punk suonano
girando vari locali e centri sociali del Nord e centro Italia,
cominciando anche con qualche data all'estero (es. Svizzera).
PINOMARINO é nato a Roma (classe 1967). Comincia il suo personale viaggio nella musica circa dieci anni fa, negli anni '90, facendosi notare al FolkStudio, innanzitutto come solista e poi in trio con Stefano Rossi Crespi e Danila Massimi. Con questi ultimi, con cui forma il gruppo PiSteDaPi, vince nel '95 il Premio Città di Recanati. Da qui segue un lungo periodo in cui impegni dal vivo, concerti, esibizioni da solista e incontri con tanti altri musicisti. Tutti elementi che, metodicamente, aggiungono nuovi e preziosi tasselli nella sua formazione e nella creazione di uno stile personale "solido e riconoscibile" seppur non scevro da echi e agnizioni derivati dalla migliore produzione musicale italiana e straniera. Anni di militanza sui palchi, di apprendistato, (in cui vince, tra l'altro, il Premio Italiano Giovani di Musica! di Repubblica) per creare uno stile inedito, quasi una piccola rivoluzione nella musica d'autore italiana riuscendo nell'intento di unire le frequenze della musica pop (Radiohead, Portishead) a quelle dei nostri più stimati cantautori (come per esempio Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè). Risultati che si palesano nel suo primo disco "Dispari", inciso tra giugno e agosto del 2000 negli studi Next di Mauro Pagani per la casa discografica Nun Entertainment di Stefano Senardi. Il disco, "un esordio di spessore - scrive la rivista JAM - come non se ne vedevano da anni" , vincerà, nello stesso anno, il Premio Ciampi come miglior album di debutto. Line up - Pinomarino, voce piano e chitarra - Pino Pecorelli, contrabbasso - Fabrizio Fratepietro, batteria.
RICKY
PORTERA
Ricky
Portera è un chitarrista di primo piano nel panorama musicale
italiano. Vanta collaborazioni importanti, prima fra tutte quella con
Lucio Dalla dai tempi di "Banana Republic" fino ad oggi
nell’ultimo CD "Ciao". La sua personalità
artistica soddisfa le esigenze dei maggiori cantautori italiani; ne
consegue una discografia varia e ricca, da Venditti a De Gregori, Da
Morandi a Vasco Rossi, Carboni, Finardi, Ron, Berté, Alice,
Patty Pravo, Paola Turci ed altri. E’ stato fondatore degli
Stadio con i quali ha registrato 4 LP. Viene premiato con il
Telegatto di Sorrisi e Canzoni TV come miglior "session Man"
italiano. Il suo obiettivo artistico è quello di trasmettere
emozioni, raccontare scorci di vita attraverso una chitarra energica
e sensuale. Il meccanismo che si innesca nel suo sound, è la
comunicatività delle sensazioni. Definire il Rock di R.
Portera "italiano" è riduttivo, in quanto in lui
rivivono tutti quei "guitar Hero" che hanno fatto della
musica un motivo di vita, di espressione, di guerra e d’amore
come Hendrix, Jeff Beck, Page e Gallagher e che per lui sono stati
una scuola di musica e di vita. Il suo CD "Ricky Portera" è
stato l’inizio di un ‘viaggio’ che deve continuare,
perché, finché ci sarà musica, ci sarà
amore e passione.
RADIO
CLIMA New Wave anni ’80 Party. Il repertorio e’
composto dai classici dell’epoca come Ultravox, Depeche Mode,
Cure, Smiths…Un’originale cover band composta dai
musicisti di spicco della scena nostrana. www.radioclima.com
RADIOCLIMA Un’originale cover band composta da 5 elementi di provata esperienza musicale, tra cui il cantante e il tastierista dei Blindosbarra, riuniti per un progetto di restyling della New Wave anni ’80.Il repertorio è composto da classici dell’epoca di gruppi come: Simple Minds, Ultravox, Depeche Mode, Cure, Killing Joke, Bauhaus, Smiths, U2, New Order, David Bowie, … reinterpretati in chiave moderna con lo scopo di evidenziare il filo conduttore che ha portato alla formazione artistica di gruppi nostrani coevi come Subsonica e Bluvertigo (di cui vengono proposte delle cover).Lo show è molto energico e coinvolgente, i pezzi scelti sono piuttosto tirati ed adatti ad un pubblico festaiolo che ama muoversi e ballare.
Line up: Bob voce,B_Ozio tastiere e campionatori,Shultz chitarra,Deck bassoBaier batteria. Nel 1982 iniziano i primi approcci musicali di Bob, Shultz e Deck, rispettivamente batteria, chitarra e basso nel gruppo Neurox mentre B-Ozio fa già parte degli Handless da un anno. Baier compie 5 anni…Nell’86 Bob passa alla voce e nascono i Trevize, uno dei gruppi di punta della New Wave ligure insieme Nova Grande ed Effe-104. In queste ultime due formazioni milita il tastierista B_Ozio che collaborerà in seguito anche con FEM ed altri gruppi della scena savonese.Deck passerà poi nel Fronte Orientale (altro gruppo cardine della New Wave ligure), nei Big Time e Nevskji Prospect.I primi anni ’90 vedono ancora una volta insieme Bob, Shultz e Deck nei Caravan Petrò, un divertissement funky rock a cui si aggiunge in seguito anche B_Ozio.Seguono esperienze funky jazz di B_Ozio e Shultz con gli SPK 6 e di B_Ozio con Mister Puma.Nel ’95 B_Ozio entra a far parte della band genovese dei Blindosbarra, seguito di lì a poco da Bob che sostituisce il cantante del gruppo per il tour italiano del CD "La Memoria" (BMG). L’esperienza porta i due ad affrontare anche le grandi platee nazionali (Festival del 1° Maggio a Roma di fronte a ½ milione di spettatori) e i locali più importanti del Centro Nord Italia. Baier si fa notare con i Physis, un gruppo funky rock vincitore di una rassegna musicale, suonerà anche con i Tritiritriti e con Max Gallo & i Dinamici.Nel frattempo Deck si diletta con la cover band southern rock Dr. Gin & the Bourboons e Shultz milità nell’orchestra del Gruppo teatrale savonese del Medical dove conosce Baier, giovane e promettente batterista, nonché maestro di batteria all’Accademia Musicale di Savona.Bob, B_Ozio e Shultz negli anni ’97 – 2001 faranno anche parte di una cover band di reggae (Pressure Drop divenuta poi International Dready).Gli ultimi mesi del 2001 danno alla luce il progetto Radioclima. L’obiettivo è ripescare il repertorio della formazione musicale di ognuno, attualizzarlo e segnare così un ponte virtuale tra quello che, a torto, è stato considerato il periodo buio della musica rock e ciò che oggi, più o meno palesemente ne sfrutta la linfa vitale.
RENATO
FRANCHI & ORCHESTRINA DEL SUONATORE JONES Cantando De
André … in direzione ostinata e contraria …
Cantando Fabrizio , con Renato
Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones
un gruppo di musicisti con
diverse esperienze musicali alle spalle (jazz fusion ,canzone
d’autore e popolare , rock …) provenienti da band
storiche dell’area Varesina e Milanese (Kanzonaccio Band..Ego &
Company…Dita Fragili Band) riunitisi attorno ad un fantastico
viaggio sonoro che nasce dall’amore per la musica e la canzone
d’autore con un grande amore per Fabrizio De Andrè . I
concerti dell’Orchestrina del Suonatore Jones, sono un leggero
intenso e dolce cammino nel mondo delle canzoni di De André ,
sottolineate da frasi tratte dai suoi scritti e messe in scena sullo
sfondo dei dipinti di Roberto D’Amico il bassista della band. I
concerti dell’Orchestrina , si svolgono in una coinvolgente
atmosfera di gioia e con un caloroso abbraccio simbolico da parte del
pubblico ai musicisti che cercano umilmente di trasmettono quelle
emozioni e sentimenti con cui De Andrè ha costruito le sue
straordinarie canzoni. Per queste piccole ragioni d’allegria
l’Orchestrina ha realizzato un Cd - Live con diciotto brani dei
quasi trenta suonati durante i concerti. Nel viaggio musicale sul
grande mare delle liriche e musiche di Fabrizio, l’Orchestrina
dà alle canzoni quel vestito discreto e invettivo tipico dello
spirito popolare che De Andrè ci ha regalato con le atmosfere
della sua poesia cantata e delle sue melodie. L’Orchestrina del
suonatore Jones è formata da sette musicisti e si presenta con
un set musicale acustico: voce, fisarmonica, chitarre classiche ,
acustica elettrica e slide, contrabbasso, flauti , sassofoni e un
drumming di percussioni dal notevole impatto ritmico. Contatti &
Informazioni: Renato
Franchi
0331.577225, 335.7185266.
SWEEPERS
Supporters a One Dimensional Men, Marlene Kuntz, Subsonica, finalisti
di MTV Brand New Talent 2001 accanto ai Negramaro e vincitori di
numerosi contest nazionali, gli Sweepers si sono immediatamente
imposti come una delle realtà live più travolgenti del
panorama italiano, attraverso esibizioni dal fortissimo impatto
sonoro ed una indiscutibile capacità espressiva. “Le
canzoni degli Sweepers, sia nella musica che nei testi, hanno come
tema principale quello della passione: passione viscerale, istintiva,
dirompente. La musica e le parole sono dirette ai cuori e alle anime
di chi ascolta nel tentativo di far riemergere gioia, libertà
e forza interiore: insomma, la consapevolezza che la propria vita sia
unica e irripetibile. Cerchiamo di scrivere canzoni dai “colori
definiti” e con gli “ambienti decisi”, capaci di
suscitare emozioni e creare passioni vive, nel tentativo di
ritrovarci faccia a faccia con noi stessi e provare a nascere di
nuovo.” (T.Tarli – Sweepers)Tiziano Tarli, autore dei
brani, ha pubblicato da poco il libro sulla cultuta Beat in Italia
dal titolo “Beat Italiano – Dai capelloni a Bandiera
Gialla” edito da Castelvecchi. Il gruppo si forma a Roma nel
febbraio 1998 ed è formato da tre elementi: Tiziano Tarli :
voce e chitarra, Emanuele Sterbini: basso e Alessandro Palermo :
batteria.
FABIO
TREVES BLUES BAND + PAOLO BONFANTI undicesima
uscita discografica per la Treves B.B.: "Blues Again" e’
il recente CD in cui la mitica chitarra ligure Paolo Bonfanti che
partecipa come produttore artistico nonche’ come musicista.
Un’abbinata davvero imperdibile! www.trevesbluesband.com
wwww.paolobonfanti.com
La TREVES
BLUES BAND è la prima band storica del "blues made in
Italy": il primo L.P. del gruppo risale al 1975 e da allora sono
arrivati concerti, importanti collaborazioni artistiche e festival
famosi come Memphis, Tennessee, nel 1992, Pistoia nell'84 e 88 e
quelli francesi (St.Chamond e Valence nel 1983/1984). La formazione
ha "aperto" negli anni i concerti di vere e proprie
leggende musicali come Charlie Mingus, Peter Tosh, James Cotton e
Stevie Ray Vaughan. Nel settembre del 1980 il gruppo incontra uno dei
più grandi chitarristi bianchi artefici del rilancio del blues
in America: MIKE BLOOMFIELD, con il quale registra uno storico "live"
a Torino. L'armonicista Fabio Treves ha collaborato con decine di big
della musica leggera italiana portando in studio di registrazione il
suo stile ed il suo feeling; tra i tanti si ricordano Mina,
Celentano, Cocciante, Bertoli, Branduardi, Baccini, Finardi, Panceri,
Ferradini, Graziani e... tantissimi altri. Il 1988 è un anno
di grandi soddisfazioni per Treves e la band: c'è innanzitutto
il coronamento di un sogno durato una vita, quello di conoscere e
suonare sul palco con il suo grande mito FRANK ZAPPA. Il "genio"
chiama infatti Fabio sul palco per un'ospitata storica per un
musicista italiano e, a Milano e Genova, si realizza ciò che
poteva sembrare impossibile.. Poi c'è la registrazione di un
bellissimo album "Sunday's blues" ricco di ospiti illustri
come CHUCK LEAVELL ( ex Allmann Brothers Band e in tour con gli
Stones da una vita..), PICK WITHERS (tra i fondatori dei Dire
Straits), e DAVE KELLY (chitarrista -leader della inglese Blues
Band); con quest'ultimo partecipa al Pistoia Bluesin' e, con
l'inserimento di Chuck, alla fortunata trasmissione televisiva
"D.O.C.". Nel corso della sua lunga carriera Treves ha
trovato il tempo di scrivere due libri sul blues: il primo "Guida
al Blues" è del 1978 (Ed. Gammalibri) e il secondo "Blues
Express" (del 1989) Ed. Multiplo. Nel CD "Jumpin" del
1992 è inserito un brano registrato dal vivo al Memphis BEALE
STREET MUSIC FESTIVAL di cui la band è stata ospite, suonando
in quello che è considerato uno dei Festival blues più
importanti del mondo. Numerose sono anche le apparizioni televisive
della TREVES BLUES BAND, tra queste: "L'altra domenica"
(1978), "Quelli della notte" (1985) e "D.O.C."
(1988), insomma quei pochissimi programmi del passato dove si poteva
ascoltare buona musica dal vivo e, in tempi più recenti, il
gruppo è stato ospite di due felici e seguite trasmissioni di
TELE+: "Good Vibrations" e "Showcase", oltre ad
aver realizzato la sigla di "Crossroads", magazine di
spettacolo sempre su TELE+. Dal 1994 Treves conduce su ROCK FM a
Milano, "BLUES EXPRESS", un programma con ospiti, novità
discograiiche e musica acustica dal vivo. Non si può infine
non ricordare il lungo e fortunato sodalizio musicale con l'amico
COOPER TERRY, con il quale Fabio registra un "live" per la
Red & Black Records nel 1992.Tra i Festival Blues italiani ai
quali ha partecipato la TREVES BLUES BAND, supportata sempre dal
calore del pubblico, vogliamo ricordare quelli di Alcamo, Capo
d'Orlando, Cerignola, Nave, Pistoia, Rovigo, Torrita di Siena,
Vercelli e..........
TRIB-U
– U2 Official Tribute Un concerto che affianca ai
numerosi successi della band irlandese uno spettacolo improntato
sulle ormai famose metamorfosi di Bono & soci, il tutto con i
relativi cambi d'abito e le citazioni scenografiche di grande
impatto. Un'idea che ha riscosso e continua a riscuotere molto
successo www.trib-u.com
Il progetto Trib-U, nasce 4 anni
fa come tributo agli U2, ufficialmente riconosciuto in Italia ;
inizialmente concepito come U2 party si trasforma in un vero e
proprio show. Un concerto che affianca ai numerosi successi della
band irlandese uno spettacolo improntato sulle ormai famose
metamorfosi di Bono & soci, il tutto con i relativi cambi d'abito
e le citazioni scenografiche di grande impatto. L'idea ha riscosso e
continua a riscuotere molto successo, i Trib-U suonano nei più
importanti live club e sale concerti nazionali ottenendo numerosi
articoli sui più importanti quotidiani italiani. Sono
testimonials della linea "Sex unisex" di Malizia, con la
quale hanno partecipato ad un tour promozionale per le discoteche
italiane. In 4 anni di attività raccolgono l'entusiasmo e
l'affetto di più di 50.000 spettatori.
TRICARICO Tricarico classe 1971. Ha iniziato a suonare da giovanissimo e si è diplomato al Conservatorio di Milano. Ha girovagato con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi, si è esibito per qualche mese anche a Parigi. Nel settembre 2000 esce il suo primo cd singolo dal titolo “Io sono Francesco”, una storia vera, ma non è importante sapere di chi. E’ una storia che riguarda tutti, è universale, ed è antica come il sorriso e le lacrime. E’ una canzone scritta da uno che ha deciso di provare a giocare, ad aprirsi agli altri e a dire la sua. E che è riuscito a toccare le corde di quanti, a poco a poco, hanno incrociato la sua strada. Il cd singolo infatti è stato un autentico successo: disco di platino, riconoscimenti e nomination (una al P.I.M come “Canzone dell’anno” e una agli Italian Music Awards prima e seconda edizione). Nel mese di Giugno 2001 è ospite del “Premio Città di Recanati” – Nuove tendenze della Canzone Popolare e d’Autore” dove si esibisce per la prima volta dal vivo proponendo “Io sono Francesco” e “La Neve Blu” con piano e voce. A Luglio è la volta del Premio Lunezia che riceve ad Aulla. La giuria vota “Io sono Francesco” miglior testo di un autore emergente. Il secondo singolo dal titolo “Drago” ottiene molte recensioni positive e conferma il grande profilo artistico di Tricarico che sceglie di produrre questo secondo lavoro in piena autonomia. E’ ospite per la prima volta del Festivalbar dove si presenta sul palco più scatenato che mai! A novembre 2001 torna con un nuovo cd singolo, “La Pesca” e ancora una volta colpisce nel segno, una canzone che ti cattura subito. Tornato a lavorare con il team di “Io sono Francesco”, dopo l’esperimento di “Drago”, Tricarico ritrova le sue armi migliori, grazie ad una canzone scritta, suonata e prodotta magistralmente, il miglior esempio di pop d’autore italiano. Testi visionari e immaginifici. Il bello della musica di Tricarico, della sua purezza, è che è disarmante: diventi vulnerabile, perché la reazione istintiva è quella di lasciarti andare, di viaggiare nel mondo technicolor che fantastichi ascoltando le immagini sprigionate dalle sue canzoni. Giunge finalmente il momento di pubblicare un album (“TRICARICO” in uscita il 10 maggio) che unisca i singoli e i brani fin ora pubblicati, che li raccolga come in uno scrigno, assieme a nuovi brani, come il viaggio tra le stelle di “Caffé” o la commovente “Musica”, vera dichiarazione d’amore per la vita, una vita che proprio la musica ha salvato. Invitato personalmente da JOVANOTTI ad aprire i concerti del suo Quinto Mondo Tour, Tricarico debutta sulla scena live con un set di canzoni che presenta al grande pubblico il suo primo album.Tricarico è un incantatore, capace di portarti via con la sua musica e di metterti davanti a tutta la felicità e la malinconia del mondo facendoti stare bene.
Zurawski
La band nasce dall’incontro di tre musicisti sullo sfondo
di una spiaggia del Brasile, in un bar di ritrovo per artisti.
E’ la sintesi tra professionalità ed esperienze di vita
diverse maturate in vari angoli del mondo, il risultato di anni di
lavoro e successi nel campo della musica. Nel 1997 Andrea
Zurawski si trova in Brasile per l’inaugurazione di una
struttura turistica, che seguirà fino alla fine di aprile
dell’anno seguente. Terminato l’impegno lavorativo,
sceglie di rimanere per le vacanze nel paese del samba : trova
contatti per lavorare in una casa discografica di San Paolo e suona
in vari locali di Macèio, la città che lo ospita.
Durante un incontro di musicisti in un bar sulla spiaggia, conosce
Alexandre Hartmann, brasiliano di San Paolo, diplomato all’Università
libera di musica di Rio de Janeiro. Suonano insieme durante la serata
senza sapere niente l’uno dell’altro, accomunati solo
dalla passione per la musica: capiscono però di avere molte
affinità artistiche in comune e decidono di dare vita ad una
prima band, "Insert Coins", con la quale iniziano il
loro progetto musicale. Nel gennaio del 1999 viene chiamato
dall’Italia anche Matteo Zurawski, fratello di Andrea, di
grande talento artistico e musicale, per la realizzazione di alcuni
importanti progetti, come l’apertura dei concerti dei più
grandi artisti rock brasiliani all’interno del programma MPB(
Musica Pro Brasil ), suonando di fronte ad una media di 15 mila
persone. L’enorme successo riportato in tali occasioni, tale da
risvegliare anche la stampa locale, convince il gruppo a sperimentare
l’esperienza della sala di registrazione, da cui nascerà
"Living in vain…" nel periodo aprile-giugno
dello stesso anno.L’incisione del disco avviene totalmente a
San Paolo, nel Randall Estudio in cui avevano a lungo lavorato
insieme Andrea ed Alexandre: la musica rock richiama molti artisti
brasiliani che si offrono di registrare insieme alla band.Alla fine
di agosto i fratelli Zurawski rientrano in Italia, dove nel dicembre
dello stesso anno li seguirà anche Alexandre. Con un cd già
prodotto in mano, decidono comunque di ripartire con una nuova
esperienza, cambiando in primis nome alla band e coinvolgendo altri
due musicisti provenienti da importanti scuole ed esperienze :
Giampaolo Cassani (batteria, cori), diplomato al NAM ( "Nuova
Accademia di Musica" ) con il Maestro Tullio De Piscopo, che ha
seguito in tour per circa un anno, facendo parte integrante della
band; Carlo Andreo (basso), section man con una grande esperienza nel
campo della musica, incontrato in un pub di Monza nello stesso modo
casuale che ha dato vita a tutto qualche anno prima in Brasile e
subito entrato a far parte del team. Non è facile trovare una
definizione della musica di “Zurawski” in quanto
deriva da diverse influenze provenienti da differenti parti del mondo
– rock; Blues; Rap; R & B - . Dall’unione di questi
suoni nasce la loro musica che amano descrivere come “pop -
rock”. “Zurawski“ riunisce
quelli che vengono solitamente definiti gli opposti, lo Yin e lo Yang
dell’universo musica: il rock e il pop, legati da un sound
cantabile, innovativo e molto orecchiabile.
