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MUSEI DI GENOVA

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MUSEI CIVICI DI GENOVA

Settimana dall'11 al 18 aprile 2005

Le Inaugurazioni

Venerdì 15 aprile ore 17.30

Palazzo Ducale, Porticato – Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” (su invito)

Rassegna ”GIAPPONE. L’ARTE DEL MUTAMENTO”

Mostre della rassegna:

Acqua Fuoco Luce Fiori. Bronzi cinesi e giapponesi dall’antichità al XIX secolo”

Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone”

Accanto all’esposizione che presenta antichi bronzi dell’Estremo Oriente, viene allestita al Museo Chiossone una sala dedicata proprio alla figura di Edoardo Chiossone, personaggio genovese che contribuì da un lato alla modernizzazione del Giappone,  dall’altro alla conoscenza di quel Paese in Occidente, grazie alle sue raccolte d’arte.

CAPOLAVORI DAL MUSEO CHIOSSONE. Stampe e dipinti Ukiyoe 1660 - 1860”

Palazzo Ducale – Piano Nobile

Oltre 150 opere tra stampe policrome, dipinti e rotoli orizzontali, per lo più inediti, in una mostra dedicata all’arte dell’ ”Ukiyoe” (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”), sviluppatasi in Giappone tra il ‘600 e l’ ‘800.

AVVOLTI NEL MITO. Tessuti e costumi fra Settecento e Novecento dalla Collezione Montgomery”

Palazzo Ducale – Piano Nobile

Circa 150 manufatti tessili tradizionali per uso corrente, fabbricati in cotone, ramia, glicine e ornati vistosamente in indaco con disegni tratti dalla natura. Tutte le opere provengono dalla Collezione Montgomery, la più importante raccolta privata, e per la prima volta in assoluto ne viene mostrato un insieme così numeroso e variegato.

MANIFESTI D'ARTISTA 1955 - 2005”

Palazzo Ducale – Sottoporticato e Munizioniere

Mostra contemporanea che presenta, attraverso 600 manifesti, l’opera dei grandi nomi dell’arte grafica giapponese degli ultimi cinquant’anni.

HIROSHIMA - NAGASAKI. Fotografia della memoria”

Palazzo Ducale – Cortile Maggiore

Realizzata in collaborazione con il Museo della Pace di Hiroshima e il Museo della Pace di Tokyo, la mostra ricorda e commemora il 60° anniversario del bombardamento atomico delle città di Hiroshima e di Nagasaki il 6 e il 9 agosto 1945.

Mostre in Corso

Ovazione. “Uova d’autore” a Castello D’Albertis

Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo

Fino al 26 giugno 2005

Giovanni Governato “il Cromatico”. Dal Futurismo all’astrazione

Raccolte Frugone

Fino al 26 giugno 2005

BIODIVERSITA’. IL MOTORE DELLA VITA

Museo di Storia Naturale “G. Doria”

Fino al 25 Settembre 2005

click to EnlargeNOTTURNO IN COSTUME QUATTROCENTESCO al Castello D’Albertis Martedì 12 Ottobre ore 21.00 Notturno in costume quattrocentesco al Castello D’Albertis, in occasione della ricorrenza del 12 Ottobre, per ricordare, nell’incantevole suggestione della dimora del Capitano Enrico Alberto D’Albertis, l’impresa del grande navigatore genovese Cristoforo Colombo, che segnò una svolta nella storia dell’umanità. Attraverso uno dei passaggi segreti del Castello raggiungeremo la base della torre quadrata da dove potremo osservare uno dei panorami più suggestivi sulla nostra città. Scopriremo l’incanto dei luoghi “colombiani”, ammireremo la pietra di San Salvador portata dal Capitano di ritorno dal suo viaggio nel Nuovo Mondo e sulla quale si legge la seguente epigrafe: “Questo masso divelto dalle scogliere di San Salvador – Addì XX Luglio MDCCCXCIII – ricorda il votivo pellegrinaggio del Corsaro nella prima terra scoperta da Cristoforo Colombo”, l’ancora e la catena del Corsaro, l’imbarcazione sulla quale il Capitano D’Albertis solcò le acque dell’Atlantico nel 1893, ripercorrendo la rotta del primo viaggio di Colombo. E ancora la meridiana eretta nel 1926 che reca la scritta “Onore e gloria a Cristoforo Colombo nostro concittadino” , dove, lateralmente al busto dell’Ammiraglio del Mare Oceano compaiono gli stemmi di Genova e di Castiglia. Cominceremo quindi un itinerario attraverso le stanze della dimora del Capitano, dalla “camera delle meraviglie” alla Sala delle Meridiane, dal Salotto Turco ricco di atmosfere esotiche fino alla cabina nautica; un percorso alla scoperta delle collezioni del Museo delle Culture del Mondo con una particolare attenzione rivolta alla mostra appena inaugurata “Io sono Bororo”. All’interno del Castello avremo occasione di ammirare altri ricordi “colombiani”, una lastra marmorea, al piano nobile, presenta infatti in altorilievo la Santa Maria mentre nella Sala detta “delle Meridiane” lungo il bordo delle pareti, in alto, corre un affresco che riproduce le carte navigatorie di Paolo Toscanelli, la partenza delle tre caravelle da Palos, il loro arrivo a San Salvador e quello del Corsaro nella medesima isola caraibica mentre spara alcune salve per celebrare l’esito fortunato dell’impresa di Enrico Alberto D’Albertis. In una loggia esposta a mezzogiorno, nell’ala di levante del Castello, il Capitano fece poi dipingere un affresco dalle notevoli proporzioni che mostra la partenza di Colombo dal porto spagnolo di Palos sulla base delle sue stesse osservazioni prima di intraprendere la traversata atlantica verso il Nuovo Mondo. E per concludere la visita resa ancora più emozionante dagli splendidi costumi d’epoca indossati dal personale, quale migliore occasione per offrire agli ospiti un magnifico sguardo su Genova se non quella di raggiungere la loggia che ospita la statua di Colombo Giovinetto mentre contempla pensoso il lontano ponente, opera del Monteverde. e conservare così il ricordo di una giornata indimenticabile che il Governo Italiano ha istituito ufficialmente come Giornata Nazionale di Cristoforo Colombo. Prenotazione obbligatoria ai numeri 010.2723820/2723464. Ingresso: adulti € 10,00 – bambini da 4/12 anni € 6,00. Museo delle Culture del Mondo – Castello D’Albertis. Corso Dogali, 18 - 16136 Genova.

click to EnlargeProsegue nel Frattempo la mostra "Io sono Bororo". Un popolo nativo del Brasile tra riti e futebol. La mostra si propone di illustrare la vita di un popolo indigeno brasiliano, come quello bororo di Meruri – nella foresta del Mato Grosso - che vive il presente a contatto con la cultura occidentale, che ne ha stravolto i parametri ed i presupposti e ne minaccia l’integrità. A fianco al presente, tuttavia, si cela, per nulla velato, il mondo delle anime dei morti, con i suoi riti, valori, simboli e canti. Questo mondo si manifesta nella mostra non solo attraverso oggetti bororo “antichi” provenienti da collezioni museali raccolte nel primo ‘900, ma soprattutto attraverso l’evidenza che, nonostante i cambiamenti, ciò che è essenziale resta, per la centralità del rito che perdura e resiste anche oltre la vita. Parte integrante della mostra sono gli oggetti realizzati oggi dai Bororo appositamente per l’occasione e strettamente collegati alla dimensione rituale e religiosa della loro esistenza, come anche oggetti occidentali in uso nel villaggio, i materiali mediatici che servono ad esplicitare il messaggio dell’esposizione, come testimonianze filmate, video-installazioni di rituali, fotografie, disegni e testi concepiti dai Bororo apposta per l’evento. Ampio spazio è offerto alle voci e alle rappresentazioni indigene, che forniscono la chiave di lettura del percorso in cui coesistono nuovi e importanti simboli dell’identità contemporanea con una eredità morale immateriale che continua a farsi sentire attraverso la voce degli antenati. Di costoro tutto viene bruciato alla morte, tranne il pariko, il diadema in penne, che in ultimo appartiene alla comunità, e il powari, la voce dell’anima del defunto, che vibra attraverso una piccola zucca essiccata, ricoperta di piume dai colori variopinti in rapporto all’appartenenza clanica. Primo frutto visibile in Italia di un lavoro di collaborazione tra antropologi, missionari e comunità indigena durato 6 anni, ha avuto come scopo il recupero culturale intrapreso attraverso la comunicazione tra gli oggetti storici dei musei e la comunità di provenienza. Ciò ha portato alla creazione di un centro culturale, il Centro de Cultura Bororo “Padre Rodolfo Lunkenbein”, sorto durante questo processo presso la missione salesiana di Meruri. La mostra documenta questa attività di recupero culturale non solo esponendo alcuni degli oggetti realizzati dal Centro, ma anche proponendo alcune delle attività di laboratorio mirate alla creazione di oggetti rituali, che hanno incentivato il processo di trasmissione intergenerazionale di tecniche e saperi. Alcuni membri della comunità Bororo parteciperanno all’inaugurazione, a incontri con il pubblico e alle attività didattiche. Questo coinvolgimento diretto di alcune persone della comunità indigena riflette l’intenzione di presentare la mostra di Genova come una parte integrante del percorso del Centro di Cultura, che dopo 3 anni di attività incentrata sul Brasile, comunica la propria esperienza di scoperta e crescita comunitaria ad un pubblico esterno. L’ottica della =collaborazione rappresenta, inoltre, l’ultima tendenza dei musei etnologici del mondo, che attraverso il dialogo e lo scambio ribaltano pratiche museali passate, in nome della condivisione della conoscenza e dell’autorità con coloro che per decenni sono stati oggetto delle loro interpretazioni ed appropriazioni. Alcuni degli aspetti salienti della cultura tradizionale bororo sono proposti nella mostra attraverso la presentazione di un centinaio di oggetti tra quotidiani e rituali. In particolare viene posto l’accento su uno dei riti centrali della vita sociale: il rituale funebre, che in realtà per i Bororo è una esplosione di vita e non di morte. Questo rito, che dura diversi mesi e prevede una doppia sepoltura e numerose celebrazioni comunitarie notturne e diurne, costituisce una componente essenziale nella definizione del senso di comunità di questo popolo. Gli oggetti in mostra provengono in parte dalle collezioni storiche del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco (Asti) e del Museu Dom Bosco di Campo Grande (Brasile); circa la metà è stata invece realizzata appositamente all’interno dei laboratori organizzati dal Centro de Cultura Bororo “Padre Rodolfo Lunkenbein” di Meruri (Brasile). Sono oggetti rituali o legati alla vita quotidiana , quali ornamenti corporali, bambole, astucci penici, archi, frecce, ceste o strumenti musicali, caratterizzati da una esuberanza cromatica dovuta alla grande perizia dei Bororo nell’arte plumaria e nell’intreccio. Tutti sono presentati e spiegati non solo attraverso la scienza occidentale, ma anche attraverso la cultura bororo con testi e disegni da loro redatti ed eseguiti.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Liguria. Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Da oggi è in rete il sito ufficiale della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. [Settembre 2004].

EMPOWERMENT / CANTIERE ITALIA Museo d’arte contemporanea di Villa Croce Villa Bombrini 30 giugno/5 settembre 2004. A cura di Marco Scotini, il Museo d’ Arte Contemporanea di Villa Croce dedica un ampio progetto espositivo alla nuova scena dell’arte italiana con la mostra “Empowerment / Cantiere Italia”, radiografia dell’Italia che cambia vista attraverso il lavoro di oltre 60 artisti, alcuni dei quali internazionalmente noti ed altri emergenti. Grazie alla collaborazione tra il Museo e il Centro della Creatività del Comune di Genova, la commissione selezionatrice composta da Sandra Solimano, direttrice del Museo di Villa Croce, e dai critici Matteo Fochessati e Marco Scotini ha potuto avvalersi di una numerosa pre-selezione effettuata da un ampio numero di critici individuati a livello nazionale dalle città del GAI – Associazione nazionale per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, su cui il curatore Marco Scotini ha costruito un interessante percorso articolato attorno a sei spazi tematici: “Quartieri italiani”, “Schermopolitiche”, “Le belle bandiere”, “Cartografie Insurgent”, “Viaggio in Italia” e “Culture dell’autorganizzazione”. In una struttura espositiva ampia e flessibile, che non a caso parte dal Museo d’arte contemporanea della città per espandersi a Villa Bombrini nel quartiere genovese di Cornigliano, già cuore della città industriale, confluiscono tematiche quali immigrazione, monopolio mediatico, rimozione del terrorismo, neomovimentismo, inchieste sociali e proposte collettive alternative. Molti dei protagonisti di “Empowerment” raccontano di un altro modo di fare arte direttamente a contatto con la strada. I sessanta artisti invitati sono legati a doppio filo con la cultura di massa: partecipano o attingono da fenomeni popolari come skateboarding, urban graffiti, movimenti hip hop, telestreet, varie forme di attivismo. La stessa parola empowerment, ormai entrata nel lesbico internazionale, sta per una forma di democrazia inclusiva e “dal basso” che nel caso italiano mette a fuoco una struttura concreta e meno ufficiale, fuori dai cliché accreditati. Empowerment” vuole dunque porsi come una sorta di neorealismo contemporaneo che assume come modelli figure come Rossellini, Grifi, De Carlo e configurarsi al tempo stesso come un laboratorio sperimentale. Durante l’intera durata della esposizione saranno attivati network televisivo-informativi, collaborazioni con radio e TV locali, cooperazioni con altre istituzioni culturali. E’ previsto un apposito spazio per conferenze e dibattiti pubblici, oltre che un programma di dj set ed eventi live all’aperto, in vari spazi della città. Il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale è concepito come un archivio di cronaca contemporanea e raccoglie specifici contributi, tra gli altri, di Stefano Boeri, Franco Berardi Bifo, Alberto Grifi, Sandro Mezzadra, Federico Rahola, Paolo Virno, Michelangelo Pistoletto.

Artisti in mostra: gruppo A12, Actiegroep, Alterazioni Video, Federico Ambiel, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta, Michele Aquila, Simona Basilavecchia, Fabrizio Basso, BO 130, Stefano Boccalini, Maurizio Borzì, Andrea Botto/Emanuele Piccardo, Alberto Caffarelli, Andras Calamandrei, CaneCapoVolto, Andrea Caretto/Raffaella Spagna, Silvia Cini, Cooperazione Bowman, Roberto Cuoghi, Paola di Bello, Simone Falso, Silvia Ferri, Michelangelo Frammartino, Luca Gambi, GGTarantola, Francesco Jodice, Filippo Leonardi, Deborah Ligorio, Armin Linke, Armando Lulja, Marcello Maloberti, Domenico Mangano, Andrea Mastrovito, Microbo, Margherita Morgantin, Multiplicity, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Network Vision Project, Sandrine Nicoletta, Ogi:noknauss, Osservatorionomade/Stalker, Adrian Paci, Plank, Renshi.org, Herbert Reyes, Ricognizioni&Depositi, Riserva Artificiale, Fabrizio Rivola, Mario Rizzi, Stefano Romano, Paola Salerno, Angelo Sarleti, Antonio Scarponi, Franco Silvestro, Marcello Simeone, Shoggoth, Tatiana, Luca Trevisani, Enzo Umbaca, Alessandra Vecchietti, Anna Visani, Luca Vitone, Zimmer Frei, Diego Zuelli. Villa Croce Orari: martedì-venerdì: 9 -19 Villa Bombrini (Genova-Cornigliano) martedì – domenica: 16 - 20 sabato-domenica: 10 -19 Biglietto valido per visitare 2 mostre (Normali meraviglie ed Empowerment) nelle 3 sedi (Villa Croce, Villa Bombrini, Magazzini del Cotone): Intero 7 euro; ridotto 5 euro



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