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Grande
attesa per l’uscita del manuale “Assistenze per
malattie e ferite” di L. Ron Hubbard, prevista per la fine
del mese. Un’assistenza è un’azione che è
intrapresa per aiutare una persona a fronteggiare problemi
fisici. Se un bambino è caduto e si è fatto male,
un’assistenza può aiutarlo a superare il trauma. Se
una persona ha mal di denti o ha subito un’estrazione,
un’assistenza può aiutarla ad alleviare il dolore.
Le assistenze descritte ampiamente nel manuale alleviano il
disturbo e accelerano la guarigione. Ferite, operazioni, parti,
gravi malattie, periodi di forte tensione emotiva: tutto questo
merita di essere risolto con assistenze accurate e complete. Le
assistenze non s'intromettono mai nel ruolo proprio della
medicina. Un'assistenza non sostituisce le cure mediche né
cerca di guarire lesioni che richiedono cure mediche, ma è
complementare ad esse. Certamente la vita non è tanto
facile da sopportare per una persona che si è ferita o che
è malata, per una donna che ha appena partorito o per una
persona che ha subito un grave shock emotivo; è possibile
assistere tali persone con un po' di studio e un po' di pratica.
Il manuale descrive 7 tra le assistenze più comuni, tra le
quali menzioniamo: - l’assistenza tramite tocco- utile per
ripristinare la comunicazione con le parti del corpo o che sono
lese o malate. Può essere fatta anche sugli animali con
buoni risultati. - l’assistenza sui nervi- che fu
sviluppata per aiutare i chiropratici, molti dei quali oggi la
usano. Può rimettere a posto le giunture e la spina
dorsale. I nervi trasportano lo shock causato dagli impatti.
L'assistenza fatta sui nervi libera delicatamente le onde
stazionarie presenti nei canali nervosi del corpo, migliorando la
comunicazione con il corpo e dando sollievo alla persona. -
l’assistenza per rendere sobria una persona. Questo
procedimento ha un valore sociale e il suo uso può essere
visto anche come aiuto per la polizia e come una collaborazione
che si offre. Anche una persona in stato d'incoscienza o persino
in coma prolungato può essere aiutata con un procedimento
di assistenza particolare. Viene insegnato anche a comunicare con
la persona incosciente attraverso un sistema di segnali con le
mani. I dottori rimangono strabiliati di fronte alla velocità
di guarigione dei loro pazienti dopo che gli è stata fatta
un'assistenza. Visto i risultati pratici di coloro che hanno
ricevuto le assistenze contenute in questo manuale, si rinnova
l’edizione che può essere disponibile per il
pubblico a partire dalla fine di Novembre.
Tom
Cruise,
durante la presentazione del suo film "L'Ultimo Samurai"
in Giappone, ha incontrato il Primo Ministro della nazione
omaggiandolo di una copia del libro "Learning How to Learn"
("Imparare come Imparare") di L. Ron Hubbard. La
consegna di questo personale regalo è stata fatta in
presenza di numerosi reporters, staff televisivi ed è
stata immediatamente trasmessa sulla TV nazionale a circa 25
milioni di spettatori, insieme alla dedica che Tom ha autografato
nel libro: "…Questo è il miglior regalo che
l'uomo può aver mai ricevuto…". A seguito di
questo incontro, tale notizia è stata divulgata dalla più
importante rivista nazionale e l’ufficio di New Era è
stato sommerso da innumerevoli telefonate di pubblico che voleva
il libro e librerie che volevano ordinarlo per i loro clienti. La
tecnologia di studio, che in Italia, viene descritta nel “Manuale
fondamentale di studio”, è un metodo di grande
valore nel campo dell'apprendimento e viene promossa da Tom
Cruise dopo gli innumerevoli successi avuti nell’applicazione
di tale tecnologia nel suo lavoro e nella sua vita e, non meno,
spinto da un sentito desiderio di aiutare il campo
dell’istruzione con un metodo semplice e funzionale per
bambini ed adulti.(attualmente 65.000 educatori e 3 milioni di
bambini sono stati aiutati da tale metodo). L’attore ha,
inoltre, inaugurato un nuovo centro di istruzione, metodo
Hubbard, a Spanish Like (USA), con queste parole: “...La
tecnica di studio funziona, può aiutare qualunque persona,
ovunque, e farti avere successo nella vita...io la uso ogni
giorno...”. In un momento storico nel quale l’aspetto
qualitativo dell’istruzione è più importante
di quanto lo sia mai stato, gli insuccessi nelle nostre
istituzioni scolastiche rendono la scena ancora più
deprimente: -Oltre il 25% dei giovani che abbandonano la scuola
superiore o che si diplomano, presenta carenze persino nelle
nozioni minime di lettura e scrittura che il vivere quotidiano
richiede. -Secondo la testimonianza del presidente di
un’associazione di insegnanti, fino al 50% dei nuovi
docenti abbandona l’insegnamento nell’arco dei primi
5 anni di lavoro. -Non è una coincidenza che circa tre su
cinque carcerati delle prigioni americane sono analfabeti. La
connessione tra analfabetismo e crimine è ben documentata.
-Stando ad un sondaggio britannico sponsorizzato dalla testata
londinese “Sunday Times”, il 42% delle persone
intervistate è incapace, leggendo il menù, di
sommare il prezzo di hamburger, patatine fritte, torta e caffè
e un cittadino britannico su sei non è in grado di
localizzare correttamente l’Inghilterra su una cartina
geografica della Terra. In base a dichiarazioni ufficiali e
fornite dai mass media, il declino del sistema educativo appare
chiaro quasi in ogni nazione dell’occidente, là dove
un tempo l’eccellenza dell’istruzione pubblica era
data per scontata. Questo si traduce in una triste situazione
economica. E’ di trecento miliardi di dollari il costo che
l’economia internazionale deve pagare ogni anno in termini
di calo di produttività, di spreco, di disoccupazione e di
crimine. Le aziende sono costrette a elaborare in proprio
programmi correttivi per insegnare ai dipendenti le nozioni
minime necessarie per far svolgere il proprio lavoro. Dietro ai
fallimenti dell’istruzione scolastica troviamo un fattore
trascurato da quasi tutti: il mancato insegnamento di un metodo
di studio. Imparare come imparare è l’ingrediente
mancante.
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In
occasione dell’apertura del punto vendita Fratelli Frilli
Librerie proseguono gli incontri con gli autori in via Vittorio
Veneto 29R: Partita doppia I platani di Villa Albaro
Un giallo ispirato al caso
Bilancia. Ma anche un “giallo sentimentale”, la
vicenda di una coppia anomala, che, come lo stile di questo
libro, si prende e si lascia, che si cerca e si sfugge, sullo
sfondo della storia italiana degli ultimi decenni.
C'era
una volta al Ferraris... Genova nel dopoguerra tra calcio e
calcinacci Il libro, fresco di stampa, racconta Genova dal
dopo guerra ad oggi. Sullo sfondo le vicende di Genova dal
fascismo alla liberazione, dalla guerra alla ricostruzione, alla
democrazia. Un libro sulla genoanità depressa da tante
delusioni e che sempre ha mal sopportato i trionfi della
Sampdoria. Un’occasione per parlare di calcio insieme ai
cugini sampdoriani. L’Autore. Pino Flamigni,
genovese, cultore di storia di Genova e del Genoa, appassionato
delle tradizioni, ha scritto in collaborazione con Mauro
Montarese varie commedie in dialetto vincendo nel 1998 il premio
“Anna Caroli”. Nel 1995 ha pubblicato
"Genoa-Sampdoria. Il derby delle parole" (Erga
edizioni).
Il
dubbio Dopo Morte a domicilio una seconda indagine
per il commissario Mariani e la moglie Francesca Lucas, ingegnere
informatico. Un uomo è stato ucciso sulle alture di
Genova: è il primo di una serie di delitti. Ambientato tra
la Liguria e il Piemonte, Il dubbio è un
giallo appassionante con un intrigo perfetto. Una sfida per ogni
giallista! Il dubbio si configura come un monologo
del protagonista, il commissario Antonio Mariani, che oscilla fra
le precise fasi dell’indagine su alcuni delitti avvenuti in
città e la confusa ricerca della verità sulla
moglie, Francesca. Da quando in casa di un suicida, a Cuneo, è
stata trovata una fotografia di Francesca, per Mariani è
impossibile separare vita privata e lavoro: scopre collegamenti
fra i delitti e il suicida (ma esistono veramente o è lui
a dar corpo alle ombre?). Accetta la collaborazione della moglie
per scovare l’assassino, ma contemporaneamente deve
nasconderle l’altra indagine, quella “privata”…
Fra Genova e Cuneo, si snoda l’indagine poliziesca e
l’altra, legata alla prima da nodi sempre più
stretti, su un problematico rapporto di coppia. L’Autrice:
Maria Masella è nata a Genova. Laureata in
matematica insegna in un liceo scientifico. Ha partecipato varie
volte al Mystfest di Cattolica, è stata premiata in due
edizioni (1987 e 1988). Alcuni suoi racconti sono stati
pubblicati su Segretissimo Mondadori. Due suoi racconti sono
stati finalisti al Premio Tolkien. Ha pubblicato una raccolta di
racconti (Non son chi fui) con Solfanelli e un’altra
raccolta (Trappole) con La Clessidra. Sempre con La Clessidra ha
pubblicato nel ’99 il romanzo poliziesco Per sapere la
verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo
Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un
suo racconto La parabola dei ciechi con la seguente motivazione:
“di notevole intensità psicologica”. Ha
pubblicato articoli e racconti sulla rivista “Marea”.
Per Fratelli Frilli Editori nella collana Tascabili noir ha
pubblicato Morte a domicilio (2002). e-mail: marilumas@libero.it
.
"Le
eruzioni dell'eros e del male" Poesie più
godibili di un romanzo un libro di Francesco Currà,
Fratelli Frilli Editori Chiare ed estreme, notturne e sonore,
crude e visionarie, le poesie di Francesco Currà
abbagliano con la forza di parole incontaminate. Tutto esige
attenzione. Tutto è sfiorato da un infinito durare e
investito dallo strazio di una precarietà inevitabile. Il
libro. L'eros e la rabbia, la nascita e la morte, le stagioni e
la natura sono scolpiti da una coscienza irremovibile i cui
processi si svolgono in un universo oscuro e imponderabile. Ma la
qualità e il suono di queste poesie trasformano in quiete
e in godimento sia le vertigini che le voragini. Le eruzioni
dell’eros e del male nascono da una esperienza verbale e
sonora del mondo. Currà ci è vicino ed estraneo
come un anonimo che vediamo affacciandoci alla finestra. Troppo
grande è la sproporzione tra il libro e la sfuggente
identità del suo autore: anche se ogni situazione diventa
autobiografica e ogni poesia è, al tempo stesso, una
effusione personale e una creazione drammatica. Infatti, dopo
avere attraversato metriche leggibili come prose cristalline e
fosforescenti, è facile scoprire le tracce di un giovane
uomo accecato da se stesso che non trovava esito nella normalità
dell’esistenza e, con lo stupore di chi sapeva di
dissiparsi in un ozio maligno, a volte eruttava poesie iniziate
nel passato e finite di scrivere… domani. L’Autore:
Francesco Currà è nato a Lamezia Terme (CZ) e vive
a Genova. Ha pubblicato Rapsodia meccanica (SquiLibri).
[Giugno 2004].
"La
Mala-Ricetta" Dieci geniali mosse del marketing
farmaceutico. Maggio 2004: case farmaceutiche, maxi-inchiesta
sulla corruzione dei medici. Un informatore scientifico aveva gia
denunciato in un libro lo scandalo dei “premi” per
promuovere i medicinali. Cinque edizioni, una minaccia di querela
da parte dell’ordine dei medici di Savona, e una feroce
polemica con l’ex presidente dell’AIISF (Associazione
Italiana Informatori Scientifici del Farmaco) del Piemonte. Il
libro spiega dettagliatamente come viene praticato il fenomeno
del "comparaggio", ossia quel meccanismo attraverso il
quale le case farmaceutiche riescono a far sì che i medici
prescrivano proprio i loro prodotti, con gravissimi danni per il
Sistema Sanitario Nazionale (e quindi alla collettività),
ma soprattutto per la salute dei pazienti, ai quali non viene
prescritto il farmaco più appropriato ma quello più
conveniente per chi compila la ricetta. Con un linguaggio
semplice e comprensibile ai non addetti ai lavori, il libro
descrive il nascere, il crescere e l’evolversi di raffinate
tecniche finalizzate a “conquistare” il ricettario
dei medici. Con un alternarsi di capitoli di denuncia, e di parti
più anedottiche e descrittive, “La Mala-Ricetta”
analizza la realtà di un mercato di dimensioni enormi, con
un fatturato di oltre 13.000 miliardi delle vecchie lire. Al
termine di quest’insana partita, oltre agli enormi profitti
di pochi, ancora una volta, rimangono sul tavolo soltanto i
soliti diritti calpestati dei cittadini. L'Autore: L’Informatore
Anonimo, che si auto-definisce frustrato, arrabbiato e
vendicativo, è un informatore scientifico del farmaco che
giunto a fine carriera ha deciso di pentirsi delle sue malefatte
e conseguentemente di denunciare i tanti, troppi, “costosi
vizi” del marketing farmaceutico.
“Vocabolario
del dialetto di Campo Ligure”, a cura di Massimo
Calissano e Giovanni Ponte, con 16 tavole di Carla
Macciò. Fratelli Frilli Editori. Un opera di oltre 400
pagine, con più di 8.000 lemmi, nella doppia versione
campese-italiano e italiano-campese, che comprendone non solo
vocaboli, ma anche modi di dire, proverbi, nomi di piante,
animali, attrezzi da lavoro, ricette gastronomiche, che rendono
il vocabolario un testo non solo di consultazione, ma anche di
piacevole lettura. Il tutto arricchito da sedici tavole a corredo
e spiegazione di numerosi vocaboli. La redazione del vocabolario
porta a compimento un progetto editoriale in cantiere da molti
decenni. Risale infatti al 1911 la tesi di laurea, sostenuta
dall’Università di Bologna da Benedetto Paladino,
sul dialetto di Campo. Ma solo recentemente si è potuti
giungere alla pubblicazione di un Dizionario grazie all’opera
del professor Giovanni Ponte (1929-2003) e del professor Massimo
Calissano, la preziosa collaborazione della professoressa Giulia
Petracco Sicardi, nonché dall’insostituibile
supporto informatico dei ragazzi della Biblioteca di Campo
Ligure. La presentazione dell’opera costituisce la migliore
occasione per tributare un doveroso omaggio a Giovanni Ponte,
insigne italianista e attento studioso delle radici culturali
della comunità campese, alla cui conoscenza e divulgazione
dedicò tempo, energia e una inesauribile passione.
L’Amministrazione Comunale di Campo Ligure ha voluto
onorare la sua prestigiosa figura intitolandogli la Biblioteca
Comunale, istituzione alla quale egli era molto legato. Gli
Autori: Massimo Calissano (Genova, 1956), docente di
discipline giuridiche ed economiche, consulente del lavoro, è
autore di numerose pubblicazioni dedicate alla Valle Stura.
Giovanni Ponte (Campo Ligure 1929 - Genova 2003),
ordinario emerito di letteratura italiana presso l'Università
degli Studi di Genova, autore, oltre che di pubblicazioni sulla
Valle Stura, di studi sulla letteratura italiana del periodo
umanistico-rinascimentale. Carla Macciò (Genova,
1953), docente di disegno e storia dell'arte, svolge attualmente
l'attività di scultrice e decoratrice. [Maggio
2004].
"L'ussaro
di Genova", un romanzo d'amore e di avventura di
Giuseppe Pallavicini, Fratelli Frilli Editori Primo
‘800: il nobile Gabriele Prato tenta di cambiare la storia
combattendo per la causa napoleonica e successivamente per gli
ideali mazziniani. Ambientato nei tumultuosi anni del primo ’800
L’ussaro di Genova narra la storia di un giovane
nobile genovese che, affascinato dagli ideali rivoluzionari di
libertà e uguaglianza, si arruola nelle armate
napoleoniche divenendone ufficiale. Il libro: Il protagonista,
Gabriele Prato, vive la sua gioventù con l’armata
napoleonica tra battaglie, tregue e amori fino alla strenua
difesa dell’Impero a Dresda dall’assalto
russo-germanico; ma quando Napoleone abbandona l’Elba,
Gabriele non lo segue sul campo di battaglia di Waterloo. Siamo
in piena Restaurazione, la Repubblica di Genova viene assegnata
ai Savoia con grande dolore del giovane nobile, cui non resta che
l’arruolamento nell’Armata Sarda. I suoi ideali
democratici, però, sono ancora in fermento e
all’affacciarsi di Giuseppe Mazzini sull’agone
politico italiano ne abbraccia subito la causa. L’autore:
Giuseppe Pallavicini è nato nel Monferrato
astigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Di antico casato
genovese, ha compiuto tutti i suoi studi all’ombra della
Lanterna. Da più di vent’anni si dedica
completamente all’insegnamento del Francese e dell’Inglese
e alla letteratura. Amante soprattutto della narrativa francese
dell’800, ha effettuato traduzioni di parecchi classici,
fra i più famosi: Balzac, Papà Goriot
Mondadori (1983); Flaubert: L’educazione sentimentale,
Mondadori (1992); Zola: Thérèse Raquin,
Einaudi (2001). Fra le opere di lingua inglese, una biografia di
Jack Kerouac: Dennis McNally: Angelo Desolato, Rizzoli
(1986), e un romanzo di Noah Gordon: La clinica, Rizzoli
(2001). L’Ussaro di Genova è il suo primo
romanzo.
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"Il
Giardino",
di Georg Maag,
illustratrice:
Irene Bedino,
Edizioni Lapis,
collana Lapislazzuli,
pagine 32, prezzo:
12 Euro. Il libro è per bambini a partire della terza
Elementare, ma non conosce limiti di età. Altri libri: per
la Capitello "Federica e la magia dell'antico Egitto" e
"Il misterioso viaggio nel Medioevo"; per L'Harmattan
Italia "Il ghiacciolo e il primo di due libri
ludico-didattici: "Se all'improvviso la luna e le
stelle...", un corso di scrittura creativa per le
Elementari, ottobre 2002, quinta edizione. È un racconto
che ha come tema il dolore e la perdita di una persona a cui
vogliamo bene, dunque atipico nel panorama italiano dei libri per
l'infanzia. Ma non è un libro triste. E' commovente, sì,
ed è dolce. Parla di come si può elaborare e dunque
(almeno in parte) vincere il dolore, la rabbia e la tristezza.
Insomma, tenta di fare quello che una volta veniva risolto dalla
Famiglia, dalle parole, dall'affrontare il dolore assieme. Anche
solo semplicemente capire che il dolore è condivisibile
con altri può aiutare. In autoproduzione "Pensare un
mondo", un per-corso ludico di filosofia per le Elementari
dal II ciclo, le Medie e persino le Superiori, uscito dicembre
2003 con una postfazione di Gianni Vattimo, terza edizione.
[Maggio 2004].
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Fratelli
Frilli editori lancia la collana Xenos Genua, Janua, Zena,
diversi nomi d'incerta origine per denominare la medesima
cittadina portuale.Genua, città fondata da Giano, il dio
bifronte, oppure Janua toponimo di porta, oppure ancora Zena dal
greco Xenos, straniero, ad indicare una città di
stranieri. Eppure tutte queste denominazioni, queste diverse
derivazioni toponomastiche rimandano a qualcosa di comune: una
città dalle due facce, una rivolta al mare e una rivolta
ai monti, una affacciata sulla civiltà del Mediterraneo ed
una rivolta verso il continente; città di frontiera,
dunque, una porta spalancata fra due diverse concezioni di vita,
quella più stabile e conservatrice legata alla terra, al
mondo rurale, e quella più dinamica e sensibile al
mutamento, legata alle multiformi esperienze che vengono dal
mare, dai mondi lontani che il mare unisce, dalle diverse genti
straniere che il mare mette costantemente in comunicazione.
Genua, Janua, Zena: la storia di Genova è stata tutte
queste cose. da Il volo del grifo. Storia di Genova
dagli inizi al 1892 di Nathan Zazzu (Sagep Editrice,
Genova, 1983)
 Linguaggio
e proverbi marinareschi di Emanuele Celesia e Le
Genovesi di Luca Ponte inaugurano la Collana
Xenos dedicata alle tradizioni e alla cultura “popolare”
di Genova e della Liguria. Testi inediti di autori anche giovani
ed esordienti si alterneranno a volumi “classici”
rari, e ormai introvabili. La Collana vuole raccontare Genova e
la Liguria attraverso la narrazione degli usi e costumi e delle
tradizioni di quella cultura che caratterizza la genovesità
che ci rappresenta anche al di fuori dei confini della nostra
regione.
In
questa prospettiva i prossimi volumi in uscita ad aprile saranno.
l Malamore di Remo Borzini, pubblicato per
la prima volta nel 1966, racconta la Genova delle “case
chiuse” e del “libero amore” prima della Legge
Merlin. Il libro, nella vecchia edizione era diventato con gli
anni un piccolo oggetto da collezione uno spaccato di “colore”
locale di tempi ormai fortunatamente passati. C’era
una volta il Ferraris di Pino Flamigni, appassionato di
storia cittadina e di calcio, racconta gli anni del dopoguerra,
della fame e della ricostruzione privilegiando la chiave
calcistica, raccontando la ricostituzione del Genoa e la nascita
della Sampdoria.
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IO
SONO LA MIA INVENZIONE L’Europa, Fellini e il cinema
italiano negli scritti di Padre Angelo Arpa a cura di Simone
Casavecchia. In occasione dell’omaggio che il Cineforum
Genovese tributa al suo fondatore Padre Angelo Arpa, lo Studio 12
diretto da Isabella Peroni e la Fondazione Interregionale Europa
presentano il libro curato da Simone Casavecchia sulle attività
culturali, le idee, gli scritti e i pensieri di Padre Angelo
Arpa, gesuita, filosofo, e organizzatore di importanti eventi
culturali per i quali il Governo italiano nel 2003 gli assegnò
il vitalizio “Bacchelli”. Il volume, oltre
all’impianto storico e documentale delle proposte culturali
di Padre Arpa, è impreziosito dalle autorevoli
testimonianze di chi ha conosciuto e stimato Padre Arpa nella sua
lunga “carriera” di pensatore e uomo di cultura. Fra
gli altri: il Cardinale Carlo Maria Martini, Gianfranco
Angelucci, Aldo Viganò e molti altri. Il libro di oltre
350 pagine con ampie appendici a colori, è in
distribuzione nelle maggiori librerie specializzate in Italia.
Padre Arpa, scomparso a Roma nel mese di marzo del 2003, è
stato un protagonista del cinema italiano, restituendogli
sentimenti di libertà e spazi critici inaspettati. Amico e
collaboratore artistico di grandi registi italiani del Novecento
– Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini
– ha nella sua lunga esistenza dato vita a molti progetti
innovatori e spesso rivoluzionari per i tempi nei quali venivano
proposti. Si ricordano le Rassegne del cinema latino americano
degli anni ’60, la Fondazione Columbianum di Genova che,
anche se con alterne vicende, ha contribuito in maniera decisa e
per prima al dialogo interculturale fra i Continenti dell’America
Latina, dell’Africa e dell’Europa. Ma soprattutto
negli anni ’50 la geniale intuizione del Cineforum,
aggregazione culturale e cinematografica che ha formato molte
generazioni di critici di oggi. [Genova,
23 Marzo 2004]
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Fratelli
Frilli Editori inaugura un progetto di ricerca, rivalutazione e
diffusione di antichi testi del '700 e dell'800 sulle tradizioni
liguri, spesso dimenticati o reperibili solo in biblioteca. Con
la supervisione della curatrice Gabriella Airaldi, abbiamo
deciso di selezionare i testi più interessanti e
ri-editarli integralmente attenendoci strettamente all’originale.
I lettori avranno così l'occasione di riscoprire volumi
rari o addirittura introvabili e rivalutare una parte di storia
ligure a torto considerata minore. La collana raccoglierà
in futuro anche lavori di ricerca storica ex novo ad opera
di ricercatori o studiosi della materia. È di questi
giorni l’inaugurazione della collana Lombardia Storica,
dedicata alle tradizioni lombarde.
Le
famiglie nobili genovesi di Angelo M.G. Scorza Si deve ad
Angelo M.G. Scorza, autore del repêchage qui
pubblicato, una delle prime indagini sull’araldica
genovese. Il testo è una ristampa integrale dell’edizione
pubblicata nel 1924. Nella società di antico regime
famiglia, parentado e lignaggio erano punti di riferimento
obbligati di comunità che, di fronte all’instabilità
delle istituzioni, organizzavano intorno ad essi le proprie
regole di vita. Dall’età delle Crociate e del Comune
prendono avvio le prime forme cognominali e tra quell’epoca
e il Cinquecento incontriamo la decisiva ridefinizione
dell’istituzione familiare come specchio dell’immagine
del potere genovese. È il cognome, dunque, il vero
“blasone” della storia genovese che pur avendo fatto
precocemente del denaro una chiave di volta della sua storia, ha
serbato fede a una fiera arcaicità di modelli, mantenendo
anche legata alla famiglia l’organizzazione istituzionale
La
cuciniera genovese di GB e Giovanni Ratto La cucina dei
genovesi ha subito, nel corso della storia, dall’epoca
delle Crociate dell’espansione verso Oriente (contestuale a
quella verso il Mediterraneo occidentale), una complessa
stratificazione gastronomica, conseguenza di incroci,
importazioni, sintesi di elementi mediterranei o comunque di
merci di cui il Mediterraneo è stato il filo conduttore.
La cuciniera genovese,
con sottotitolo La vera
Maniera di cucinare alla genovese,
frutto delle fatiche di Gio Batta Ratto e, per le edizioni
successive alla terza, del figlio Giovanni, risale al 1863 ed è
da ritenersi il primo saggio completo della cucina del territorio
genovese. Nella sua prima edizione il volume raccoglieva 481
ricette; non tutte potevano essere definite correttamente e
filologicamente genovesi. L’intento dei Ratto, oltre ad
elencare le ricette legate alle tradizioni della città e
del suo hinterland, era mettere insieme una summa nella quale si
poteva constatare come i genovesi avevano recepito quella tranche
di cucina universale che in Italia (ma anche in tutta Europa) era
ormai comunemente diffusa e indicata come internazionale.
Della
stessa collana, nel Novembre del 2003 era uscito “Della
vita privata dei genovesi”.
[Febbraio 2004].
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Lanternini
per tutti un libro di Enzo Costa Fratelli Frilli
Editori Lanternini per tutti è una raccolta
del meglio del “lanternino”, la minirubrica
che dal maggio del 2000 esce in prima pagina sopra la testata del
“Lavoro”, l’edizione ligure di
“Repubblica”. Dieci righe spesso pungenti, a
volte irriverenti, e in qualche caso anche meno ilari e più
riflessive, che dal martedì alla domenica illuminano i
lettori del quotidiano sulla vita politica e sociale di Genova e
della Liguria. Il libro. Il titolo del libro, pur
parodiando i miracolistici slogan pre-elettorali del nostro
attuale Premier, mantiene le promesse. Anzi, le raddoppia: i
“lanternini” selezionati sono per tutti sia
nel senso che toccano temi di interesse generale, sia nel senso
che hanno come bersagli (frequentemente) o protagonisti positivi
(più raramente) uomini della politica, dell’economia
e della comunicazione, sedicenti vip e presunte persone comuni,
in altre parole l’intero panorama istituzionale e umano che
si può scorgere dal capoluogo ligure. Una fauna variegata
che volente o nolente viene messa in luce dai bagliori quotidiani
del “lanternino” del “Lavoro”. Bagliori
che ora, irradiati senza soluzione di continuità nella
forma del volume antologico, diventano una sorta di riflettore
acceso per e su tre anni di cronaca, politica e costume. Il
risultato è un diario men che minimo – per
necessaria brevità degli appunti e voluta levità
dei toni – ma a suo modo indicativo di climi sociali e
asociali, umori collettivi e malumori soggettivi dell’autore,
che impregnano fatti e personaggi rischiarati con sentita ironia.
Scorrono, nel susseguirsi di quelle dieci righe quotidiane, tre
anni intensi, tra l’impressionante vittoria della destra
alle regionali del 2000, l’attesa e lo sgomento per il G8,
l’inquietante trionfo berlusconiano alle politiche del 2001
e i suoi grotteschi cascami locali, il confortante risorgere del
centrosinistra alle amministrative del 2002, il triplice
tonificante resistere dei movimenti, tendenze e demenze
televisive, alti e bassi della Samp, bassi e bassi del Genoa.
Lanternini per tutti i gusti e i disgusti. Con una certa
prevalenza dei secondi. L'autore: Enzo Costa,
giornalista e autore satirico, è nato a Genova nel 1964 e
abita a Sori. Ha scritto su “Tango”, “Cuore”,
“Linus”, “Smemoranda” e
“Micromega”. Attualmente collabora con “la
Repubblica”, “Musica!” e “l’Unità”.
Nel 1996, per i tipi della Comix, ha pubblicato Sessanta Sette
– il primo manuale di esoterismo virtuale. Molti suoi
aforismi sono contenuti nei vari volumi della fortunata raccolta
umoristica Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano.
[Febbraio
2004].
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